Vajont, dal ricordo un messaggio al Friuli: manutenzione del territorio e prevenzione non possono aspettare

La consigliera regionale della Lega: memoria delle vittime e impegno concreto su dissesto, corsi d’acqua e tutela delle comunità.

A cura di Web Team Web Team
09 ottobre 2026 14:02
Vajont, dal ricordo un messaggio al Friuli: manutenzione del territorio e prevenzione non possono aspettare -
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TRIESTE - A 63 anni dalla tragedia del Vajont, il ricordo delle quasi duemila vittime torna al centro del dibattito politico regionale con un richiamo preciso: trasformare la memoria in prevenzione, manutenzione del territorio e maggiore sicurezza per le comunità esposte al rischio idrogeologico.

A intervenire è la consigliera regionale della Lega Lucia Buna, che in una nota diffusa a nome dell’intero gruppo consiliare ha definito il Vajont «una ferita che riguarda la storia del nostro territorio» e ha indicato come priorità la tutela della vita delle persone, la sicurezza delle comunità e la difesa del territorio.

Il riferimento è all’anniversario del 9 ottobre 1963, data che continua a rappresentare una delle pagine più drammatiche della storia italiana e del Nordest. Nel messaggio, Buna lega il valore della commemorazione a una richiesta di interventi concreti, sostenendo che ricordare il Vajont non può limitarsi all’omaggio alle vittime ma deve tradursi in scelte capaci di ridurre i rischi.

Le richieste: dissesto, corsi d’acqua, opere di salvaguardia

Nel suo intervento, la consigliera indica alcuni ambiti precisi su cui concentrare l’attenzione delle istituzioni. Tra questi cita la manutenzione del territorio, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la messa in sicurezza dei corsi d’acqua e la realizzazione di opere di salvaguardia.

Secondo Buna, si tratta di interventi fondamentali per proteggere persone e comunità. Il passaggio centrale della nota insiste proprio sul rapporto tra memoria e responsabilità pubblica: il Vajont, nella lettura della consigliera, resta un monito che impone di non sottovalutare i rischi e di non rinviare le misure di prevenzione.

Buna osserva infatti che quando le scelte umane ignorano i pericoli e ne riducono la portata, le conseguenze possono essere devastanti e irreparabili. Per questo, aggiunge, quella lezione deve continuare a orientare l’azione delle istituzioni.

Il richiamo al Friuli Venezia Giulia e alle nuove generazioni

Nella nota c’è anche un riferimento diretto al Friuli Venezia Giulia, descritto come un territorio che conosce il peso delle tragedie e il valore della solidarietà nei momenti più difficili. Buna richiama la capacità delle comunità di rialzarsi, collegando questa esperienza alla necessità di tenere viva la memoria storica.

Il passaggio finale riguarda soprattutto le nuove generazioni. Per la consigliera, il ricordo del Vajont deve rimanere vivo anche come insegnamento civile, oltre che come momento di commemorazione. L’obiettivo, nelle sue parole, è fare in modo che la memoria non resti solo simbolica ma continui a funzionare come monito su sicurezza, tutela del territorio e prevenzione.

A distanza di oltre sei decenni, il senso dell’intervento politico resta dunque concentrato su questo punto: la tragedia del Vajont non appartiene solo al passato, ma continua a richiamare istituzioni e comunità a una responsabilità concreta nella gestione del territorio e nella protezione delle persone.

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