Prepotto, alla Viarte il dialogo tra impresa e campagna: il caso MDO porta in Collio l’esperienza di Moreno Barel

Nella tenuta di Prepotto un incontro con oltre cinquanta imprenditori ha messo al centro il legame tra agricoltura, valore del territorio e nuove prospettive d’impresa.

05 ottobre 2026 01:32
Prepotto, alla Viarte il dialogo tra impresa e campagna: il caso MDO porta in Collio l’esperienza di Moreno Barel -
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Il Collio friulano è stato il punto di incontro scelto per discutere di agricoltura, visione imprenditoriale e rapporto con la terra. A Prepotto, nella tenuta La Viarte, più di cinquanta imprenditori hanno seguito il confronto dedicato al percorso di Moreno Barel, fondatore di MDO - Il Mercante d’Olio.

L’appuntamento ha assunto per il territorio friulano anche un significato preciso: ospitare un dibattito su come un progetto agricolo possa nascere da un cambio radicale di vita e trasformarsi in un modello che tiene insieme produzione, paesaggio e identità dei luoghi.

L’iniziativa è stata promossa dalla testata trevigiana Città & Storie con Autotorino e il Consorzio Agrario di Treviso. Accanto a Barel hanno preso parte all’incontro Plinio Vanini, presidente di Autotorino e fondatore de La Fiorida, e Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso e fondatore dell’azienda vitivinicola La Viarte, che ha ospitato l’evento.

Tra i presenti anche esponenti istituzionali del Friuli Venezia Giulia: il sindaco Mariaclara Forti, l’assessore regionale alle risorse agroalimentari Stefano Zannier e il presidente di FVG Plus, l’avvocato Paolo Comolli.

Il Friuli come sede del confronto sul valore della terra

La Sala Ovale della cantina di Prepotto ha fatto da cornice a una riflessione che è andata oltre la semplice presentazione di un prodotto. Il tema centrale è stato infatti quello del legame tra attività economica e territorio, con un’attenzione particolare alla capacità dell’agricoltura di generare futuro.

Nel corso del dialogo, moderato dal giornalista Luca Pinzi, si è parlato anche di passaggio generazionale. È emersa l’idea che il ritorno dei giovani verso il settore primario possa diventare concreto solo se accompagnato da prospettive credibili, qualità progettuale e sbocchi di mercato.

Dalla carriera nell’industria agli ulivi di Anzano

Barel ha ripercorso la svolta avvenuta nel 2018, quando ha ceduto la propria azienda dopo un lungo percorso professionale internazionale maturato tra packaging e plastica, in Europa, Asia e Russia. Da quella scelta è nato un investimento completamente diverso, legato alla campagna e ai tempi della coltivazione.

La decisione è stata quella di acquistare una collina ad Anzano di Cappella Maggiore con ulivi già presenti, puntando sul loro recupero invece che su una sostituzione integrale. Il progetto si è sviluppato seguendo un’impostazione improntata alla gradualità e al rispetto dell’ambiente.

Oggi la tenuta conta quasi 900 piante, seguite con l’aiuto della famiglia e di pochi collaboratori. Un’impostazione che, nel racconto dell’imprenditore, mette al centro la continuità del lavoro agricolo e la costruzione di un’identità aziendale riconoscibile.

Un olio biologico e un marchio costruito nel tempo

MDO, sigla di Il Mercante d’Olio, prende forma nel 2019 e identifica un extravergine collocato in una fascia alta del mercato. Dallo scorso anno il prodotto è certificato bio, elemento che si inserisce in un percorso fondato su pratiche naturali e su interventi misurati in base alle necessità delle piante.

Moreno Barel porta MDO in Friuli: a Prepotto il confronto tra impresa, olio e territorio

Le cultivar presenti sono Frantoio, Leccino e Pendolino. Dalla loro combinazione, insieme alle caratteristiche del terreno di Anzano, deriva un olio pensato per diversi utilizzi a tavola, dagli abbinamenti con zuppe e primi fino a formaggi, carni e pesce alla griglia.

Non solo produzione: accoglienza, racconto e posizionamento

Uno degli aspetti affrontati a Prepotto riguarda l’apertura dell’azienda verso l’esterno. Secondo l’impostazione illustrata da Barel, consentire alle persone di entrare nei luoghi della produzione e conoscere direttamente chi lavora la terra è diventato un tassello essenziale del progetto agricolo.

In questa chiave l’olio viene proposto non soltanto come alimento, ma come espressione di un contesto fatto di paesaggio, storia aziendale e relazione con il territorio. È una visione che prova a dare alla campagna un valore più ampio, anche in termini culturali.

Accanto al prodotto, MDO lavora anche sull’immagine del marchio attraverso il design delle bottiglie, considerato parte del suo posizionamento nell’alta ristorazione e nell’hospitality di fascia alta. La sede dell’azienda si trova in via Rive di Anzano 10, ad Anzano di Cappella Maggiore, nel Trevigiano, ma il confronto ospitato a Prepotto ha riportato al centro un tema che riguarda da vicino anche il Friuli: come trasformare la qualità della terra in impresa duratura.

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