Udine, il video-denuncia di Michael Lanza: «Anche gli uomini possono subire violenza»
Il blogger udinese Michael Lanza racconta una presunta violenza sessuale a Padova: «Ho taciuto per paura e vergogna».
UDINE - PADOVA – «Ho subìto violenza sessuale da una donna». Con queste parole Michael Lanza, conosciuto sui social come “Mike”, ha aperto il video pubblicato su YouTube lunedì 5 ottobre, nel quale racconta un episodio che, secondo la sua testimonianza, sarebbe avvenuto a Padova all’inizio di dicembre 2025.
Il blogger, 33 anni e originario di Udine, spiega di aver mantenuto il silenzio fino a oggi «per paura e vergogna». La scelta di parlarne nasce anche dal desiderio di raggiungere altri uomini che hanno subìto violenza e faticano a raccontarla.
Il racconto nel video pubblicato su YouTube
Mike è conosciuto per condividere la propria quotidianità con l’epidermolisi bollosa distrofica, una rara malattia genetica della pelle. Nel nuovo video affronta un’esperienza personale che riferisce di aver tenuto nascosta per mesi.
La donna al centro del racconto viene chiamata “Jessica”, un nome di fantasia. Secondo quanto dichiarato dal blogger, i due avevano avuto una frequentazione, già conclusa all’epoca dell’episodio a causa di quelli che lui descrive come «comportamenti ossessivi».
La testimonianza si aggiunge alle notizie dal territorio udinese e del Nordest. Il testo disponibile non riferisce di una denuncia formalizzata alle autorità né di eventuali sviluppi giudiziari.
L’episodio riferito nella camera d’hotel a Padova
Nel suo racconto, Michael spiega che lui e la donna si sarebbero ritrovati a condividere una camera d’albergo a Padova.
La donna, con la scusa di avere freddo, si sarebbe avvicinata e avrebbe abusato del suo corpo contro la sua volontà, nonostante lui le avesse chiarito di non desiderare alcun contatto fisico.
«In quel momento ero totalmente freezato, guardavo il soffitto», racconta Mike, descrivendo la propria reazione. Aggiunge che, terminato l’episodio, la donna si sarebbe girata dall’altra parte, augurandogli la buonanotte.
«Ormai il freddo le era passato, ma il freddo era entrato dentro di me e da quel giorno non se n’è più andato», afferma.
«I miei no non sono stati rispettati»
Il blogger pone al centro della testimonianza il rifiuto espresso prima del contatto e il diritto di ciascuno a decidere del proprio corpo.
«I miei no non hanno ottenuto la conseguenza che avrebbero voluto avere», dice. Rivolgendosi a chi guarda il video, aggiunge: «Avete tutto il diritto di tirarvi indietro e nessuno ha il diritto di mettervi le mani addosso».
Mike sottolinea che il suo messaggio riguarda chiunque: «Non c’entra nulla essere uomo o donna: la violenza sessuale la subiamo anche noi uomini».
La paura di esporsi e il peso della vergogna
Nel video, Michael riflette anche sulle difficoltà che, secondo la sua esperienza, possono ostacolare il racconto di una violenza subita da un uomo.
A suo avviso, se ne parla meno perché esporsi può significare confrontarsi con la vergogna e con la sensazione di essere colpiti nella propria virilità. Sono sentimenti che collega al lungo silenzio mantenuto dopo l’episodio.
Il bisogno di dare voce a esperienze difficili e pensieri personali è al centro anche dell’iniziativa udinese “Message in the Bottle” per il Counseling Day.
L’appello agli uomini che non riescono a parlarne
«Da quel giorno ho smesso di vivere davvero», racconta Mike, spiegando quanto l’esperienza abbia inciso sulla sua vita.
La pubblicazione del video, conclude, vuole essere un gesto di vicinanza a chi si trova in una situazione simile: «Sto facendo questo video perché vorrei essere vicino agli uomini che subiscono violenza e che non lo dicono: fatelo, è importante».