Urbanistica in Friuli Venezia Giulia, i Comuni danno l’ok al nuovo impianto: focus su rigenerazione e meno consumo di suolo

A Udine il via libera unanime del Consiglio delle Autonomie locali alla riforma regionale. Il percorso resta aperto, ma i principi sono già tracciati.

08 giugno 2026 17:22
Urbanistica in Friuli Venezia Giulia, i Comuni danno l’ok al nuovo impianto: focus su rigenerazione e meno consumo di suolo -
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Il primo segnale politico è arrivato dai Comuni: il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere unanime sul disegno di legge con cui la Regione intende riscrivere le regole urbanistiche del Friuli Venezia Giulia. La presentazione si è tenuta a Udine, dove l’assessore alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha illustrato l’impostazione della riforma.

Per il territorio friulano si tratta di un passaggio rilevante, perché il testo punta a ridefinire il modo in cui si pianificano trasformazioni urbane, riuso delle aree esistenti e sviluppo dei servizi. L’impianto proposto mette insieme semplificazione amministrativa, coordinamento tra enti e una maggiore attenzione al recupero di ciò che è già costruito.

Il provvedimento interviene sulla parte urbanistica e manda in archivio la Parte I della legge regionale 5 del 2007. Rimane invece confermata la disciplina paesaggistica, con una precisazione del rapporto con il Piano paesaggistico regionale.

Governo del territorio, via libera unanime del Cal alla riforma urbanistica regionale
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Una legge pensata per cambiare il metodo

Uno degli aspetti più marcati della riforma riguarda il rapporto tra Regione e amministrazioni locali. La scelta indicata come ordinaria è quella della co-pianificazione, cioè un sistema costruito sul confronto tra livelli istituzionali e sulla condivisione delle scelte strategiche, soprattutto quando i temi superano i confini del singolo Comune.

In questo quadro viene anche superata l’impostazione tradizionale fondata sulla zonizzazione rigida, elemento che per anni ha rappresentato uno dei cardini della pianificazione urbanistica. La nuova norma prova quindi a spostare l’attenzione da una logica più statica a una più flessibile e legata alle funzioni reali dei territori.

Tre livelli di pianificazione e 12 sistemi territoriali

La proposta disegna una struttura articolata su più scale. Il livello regionale coinvolge direttamente la Regione e i Consorzi di sviluppo economico. A questo si affianca un livello intermedio, individuato in 12 Sistemi territoriali locali, pensati come sedi di coordinamento e concertazione. Resta poi il livello comunale, che continua a mantenere un ruolo centrale nelle scelte più vicine alle comunità.

Per una regione come il Friuli Venezia Giulia, segnata da realtà urbane diverse tra loro e da un tessuto fatto anche di piccoli centri, questo assetto punta a rendere più coerenti le decisioni su infrastrutture, servizi e trasformazioni del territorio.

Rigenerazione urbana al centro della riforma

Tra gli obiettivi dichiarati c’è il rafforzamento della rigenerazione urbana e territoriale. Il testo indica come priorità il recupero di aree degradate, sottoutilizzate o ormai obsolete, con l’idea di favorire nuove funzioni sociali, economiche e culturali senza continuare a espandere l’edificato dove non serve.

Accanto a questo viene richiamato il contenimento del consumo di suolo, insieme all’introduzione del bilancio del consumo stesso. Nella riforma trovano spazio anche strumenti come perequazione e compensazione urbanistica, applicabili a livello intermedio e comunale.

Compare inoltre il riferimento alla “città pubblica”, concetto che include servizi, spazi collettivi, edilizia residenziale pubblica e accessibile, aree verdi e mobilità sostenibile. Un’impostazione che lega la pianificazione non solo alla costruzione fisica degli spazi, ma anche alla qualità della vita nei centri abitati.

Confronto già avviato, ma i tempi non saranno brevi

L’assessore Amirante ha spiegato che il percorso istituzionale è ancora lontano dalla conclusione. Il testo non arriverà in Consiglio regionale nell’immediato: serviranno altri passaggi di approfondimento e ulteriori momenti di confronto prima dell’approdo in Aula.

La Regione ha già avviato un lavoro di ascolto con tutti i Comuni del Friuli Venezia Giulia, oltre che con Consorzi, Comunità, Ordini professionali e Collegi. Nella preparazione del disegno di legge è stato considerato anche quanto fatto in altre regioni italiane, tra cui Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Marche e Campania, per verificare soluzioni già adottate altrove.

Paesaggio, procedure accelerate negli ultimi anni

Sul fronte del Piano paesaggistico regionale sono stati richiamati anche alcuni numeri legati alle semplificazioni introdotte di recente. Le procedure definitive concluse, secondo i dati illustrati, sono passate da 4 nel periodo 2021-2024 a 21 nel biennio 2024-2026.

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A questi dati si aggiungono 28 tavoli tecnici attivi, 62 conferenze di servizi paesaggistiche già concluse e 37 procedimenti in attesa dell’adozione della variante comunale. Un quadro che accompagna la riforma urbanistica e che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe rendere più leggibile e più gestibile il rapporto tra sviluppo del territorio e tutela del paesaggio.

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