Vivaldi, orchestra e AI: in Friuli Venezia Giulia quattro tappe per un esperimento musicale aperto al pubblico

Da Pordenone a Udine, il progetto della Nuova Orchestra Ferruccio Busoni mette a confronto le pagine di Vivaldi con due nuove scritture contemporanee.

08 giugno 2026 11:05
Vivaldi, orchestra e AI: in Friuli Venezia Giulia quattro tappe per un esperimento musicale aperto al pubblico -
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Non un semplice concerto, ma una prova d’ascolto che chiama in causa anche chi è in sala. Nel 2026 il Friuli Venezia Giulia ospiterà quattro appuntamenti di “Vivaldi Recoded”, percorso ideato dalla Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni che prende le mosse dalle Quattro Stagioni per interrogare il rapporto tra scrittura musicale, giovani autori e strumenti di intelligenza artificiale.

Il progetto attraverserà Pordenone, Trieste e Udine con una formula che unisce esecuzione dal vivo, rilettura del repertorio e partecipazione del pubblico. L’idea è lavorare su uno dei titoli più riconoscibili della tradizione europea senza trasformarlo in un esercizio di aggiornamento, ma usando il capolavoro vivaldiano come terreno di confronto tra sensibilità umana e tecnologie generative.

Le date in regione

La prima assoluta è fissata per venerdì 12 giugno 2026 alle 18 al Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone, nella sala ristoro al piano terra di via Roveredo 20/b, con ingresso libero. Il giorno successivo, sabato 13 giugno alle 18.30, il programma arriverà al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, in via Ghega 12: in questo caso il biglietto unico è di 8 euro.

Dopo le due date di giugno, il calendario riprenderà martedì 15 settembre 2026 alle 18 alla Conference Hall di Area Science Park, a Padriciano 99, con accesso gratuito. Chiusura martedì 27 ottobre 2026 alle 19 a Udine, al Gruppo Danieli – Spazio Villalta di via Gio Batta Bassi 1, ancora con ingresso libero.

Come funziona il confronto musicale

Al centro del programma ci saranno due composizioni nuove, entrambe nate da materiali tematici collegati all’opera di Antonio Vivaldi. Questi lavori verranno affiancati all’esecuzione integrale delle Quattro Stagioni, costruendo così un dialogo diretto tra il testo originale e due strade creative differenti.

In scaletta sono previsti La Primavera e L’Estate, seguiti dai due brani contemporanei, e poi L’Autunno e L’Inverno. Nei concerti i due pezzi centrali non avranno sempre la stessa posizione: l’ordine cambierà di volta in volta e agli spettatori sarà chiesto di provare a capire quale composizione sia stata sviluppata con il supporto dell’intelligenza artificiale.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa: trasformare l’ascolto in una domanda aperta su riconoscibilità, emozione, intenzione artistica e confine fra elaborazione umana e processo assistito da algoritmi.

I giovani compositori coinvolti

I due autori chiamati a misurarsi con questo percorso arrivano dal Conservatorio Tartini. Simone Valente, monfalconese, classe 2003, violinista e studente di composizione, firma “Stagione”, brano scritto per violino, archi e clavicembalo dedicato alla Nuova Orchestra Ferruccio Busoni. Il suo lavoro nasce da una scomposizione e ricombinazione dei materiali vivaldiani, con il solista a guidare il discorso sonoro.

Lorenzo Bosich, nato a Trieste nel 1998 e diplomato in Musica elettronica con lode e menzione d’onore, presenta invece “Stagioni neurali, un esperimento musicale generativo”, per violino, orchestra d’archi e basso continuo. In questo caso è stato utilizzato il supporto di Suno AI, impiegato non come rimpiazzo della competenza musicale, ma come strumento di ricerca e stimolo creativo.

Chi sostiene il progetto

“Vivaldi Recoded. Le Quattro Stagioni fra tradizione e innovazione” è realizzato dalla Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, all’interno del bando dedicato alla creatività, e con il sostegno del Ministero della Cultura. L’iniziativa nasce inoltre dalla collaborazione con Asperastra Innovation Lab, che ha sviluppato il versante legato alla sperimentazione sull’AI applicata alla musica.

Attorno al progetto si è costruita una rete che coinvolge anche il Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone, il Conservatorio Tartini, la Casa della Musica di Trieste, Area Science Park e Danieli S.p.A. Una presenza trasversale che mette insieme formazione, impresa, ricerca e produzione culturale in diversi punti del territorio regionale.

Durante la presentazione è arrivato anche il messaggio del vicepresidente e assessore regionale a cultura e sport Mario Anzil, che ha indicato l’iniziativa come un esempio di dialogo tra patrimonio musicale, nuove generazioni e innovazione. Un passaggio che evidenzia bene il senso dell’intero percorso: non sostituire la tradizione, ma rimetterla in circolo in modo consapevole, dentro un contesto contemporaneo.

Nelle date di giugno il violino solista sarà Giada Visentin, spalla della Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni. Per gli appuntamenti del 15 settembre e del 27 ottobre è previsto invece Lucio Degani. A guidare l’ensemble sarà Massimo Belli, direttore artistico e direttore dell’orchestra, formazione storica del Friuli Venezia Giulia fondata nel 1965 da Aldo Belli e tra le più longeve realtà cameristiche nate in Italia nel dopoguerra.

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