Uniud ridisegna il triennio: più spazi per gli studenti e un ateneo sempre più diffuso in Friuli

Presentato a Udine il piano 2026-2028 dell’Università: servizi, sedi territoriali, ricerca in rete e investimenti su campus e laboratori.

A cura di Web Team Web Team
30 luglio 2026 17:24
Uniud ridisegna il triennio: più spazi per gli studenti e un ateneo sempre più diffuso in Friuli -
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Più aule e spazi di vita universitaria, una presenza ancora più marcata nelle diverse città del Friuli Venezia Giulia e una rete di collaborazioni pensata per rafforzare ricerca e didattica. È questa la direzione scelta dall’Università di Udine nel Piano strategico 2026-2028, illustrato il 28 luglio dal rettore Angelo Montanari davanti a circa 400 persone tra rappresentanti dell’ateneo e realtà del territorio.

Per Prima Friuli il punto centrale è proprio questo: l’università conferma di voler crescere senza concentrarsi in un solo luogo, ma valorizzando le sue sedi e il rapporto con le comunità locali. Il documento guiderà nel prossimo triennio decisioni organizzative, priorità operative e impostazione delle risorse economiche.

L’impianto scelto dall’ateneo punta a tenere insieme identità territoriale, relazioni internazionali e collaborazione con istituzioni, imprese e altri atenei. Gli obiettivi, nelle intenzioni presentate, dovranno essere misurabili e verificabili.

Università di Udine, ecco il piano strategico 2026-2028: più servizi agli studenti e rete

La linea scelta dall’Ateneo del Friuli

Uno degli elementi più rilevanti del piano riguarda il rafforzamento del modello policentrico. L’Università di Udine ribadisce così l’idea di un “Ateneo del Friuli” costruito su più sedi, ognuna con un profilo riconoscibile e collegato alle caratteristiche del territorio in cui opera.

Udine resta il baricentro dell’offerta formativa, mentre Pordenone viene indicata come riferimento per tecnologie digitali, finanza e ingegneria industriale, in un contesto che guarda anche al 2027, anno da Capitale italiana della cultura. Gorizia consolida la propria vocazione internazionale e transfrontaliera con percorsi legati agli studi europei e alle relazioni pubbliche. Gemona del Friuli, invece, viene associata allo sviluppo di scienze motorie, ambito medico e sostenibilità, anche attraverso la nuova Scuola laboratoriale di alta formazione in resilienza, Uniud ResilHub.

Università di Udine, ecco il piano strategico 2026-2028: più servizi agli studenti e rete

Servizi universitari e nuovi spazi per chi studia

Tra i passaggi più concreti del programma ci sono gli interventi dedicati alla vita quotidiana degli studenti. L’ateneo prevede di ampliare le infrastrutture e di creare ambienti polifunzionali destinati non solo allo studio, ma anche alla socialità, al ristoro, alle attività sportive e ai percorsi di imprenditorialità giovanile.

Si tratta di un tassello che si inserisce in un quadro più ampio, quello delle politiche regionali sul diritto allo studio, tema che in Friuli Venezia Giulia incrocia accessibilità, sostegni economici e opportunità per chi sceglie l’università o la formazione avanzata.

Montanari ha spiegato che il piano è stato costruito raccogliendo indicazioni dalla comunità universitaria, dal territorio e dai partner dell’ateneo, con l’intenzione di fissare criteri capaci di orientare le scelte anche in una fase complessa e in evoluzione.

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Ricerca, alleanze e laboratori condivisi

Nel documento trova spazio anche la strategia sulla ricerca, che passa attraverso collaborazioni stabili in ambito nazionale e internazionale. L’obiettivo dichiarato è arrivare a un campus diffuso e a una rete di laboratori condivisi ispirata al modello del Lab Village.

L’università considera la cooperazione un elemento strutturale. In questo quadro rientrano il ruolo dell’area Alpe-Adria, la partecipazione all’alleanza europea Across e il progetto EduNext dedicato alla didattica innovativa. Sul piano regionale, l’ateneo vuole consolidare il lavoro con Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e con gli altri atenei presenti sul territorio, così da organizzare attività e servizi attraverso piattaforme integrate e cluster comuni.

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Le opere considerate strategiche per il triennio

Accanto a didattica e ricerca, il piano individua alcune infrastrutture ritenute decisive per lo sviluppo dell’università. Tra queste figurano il Campus Bio Medico, l’Azienda agraria universitaria e le strutture collegate al lascito Maseri, indicate come assi materiali su cui costruire la crescita del prossimo triennio.

Prima della presentazione del documento si è tenuto anche un confronto pubblico sul rapporto tra sistema universitario e territorio. Sono intervenuti la sociologa Isabella Pierantoni, l’assessore regionale Alessia Rosolen, il presidente del Nucleo di valutazione dell’Università di Udine Mario Minoja e la presidente del Consiglio degli studenti Elizabeth Moretti. A moderare la tavola rotonda è stato il condirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini.

Nel presentare il programma, il rettore ha ribadito che per l’Università di Udine qualità scientifica, apertura oltre i confini e radicamento nel Friuli non sono obiettivi in contrasto. La stessa impostazione, ha sottolineato, vale anche per la ricerca di base e per quella applicata. Il triennio 2026-2028 dovrà ora tradurre questa visione in scelte concrete, con un ateneo che punta a rafforzare la propria presenza tra Udine, Pordenone, Gorizia e Gemona del Friuli.

Università di Udine, ecco il piano strategico 2026-2028: più servizi agli studenti e rete

La sfida, per il territorio, sarà capire quanto rapidamente questi indirizzi diventeranno servizi visibili, spazi utilizzabili e occasioni nuove per studenti, docenti e comunità locali. Il piano traccia la rotta; da qui in avanti conteranno tempi, priorità e capacità di fare sistema in tutto il Friuli.

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