Una grammatica per il friulano del presente: ARLeF apre il confronto con i parlanti
Nel trentesimo anniversario della legge regionale 15/1996 presentata a Udine la nuova “Gramatiche furlane di riferiment”, con contributi aperti fino a fine 2026.
Non solo una ricorrenza istituzionale, ma un passaggio che punta a lasciare uno strumento concreto a chi il friulano lo studia, lo insegna e lo usa ogni giorno. Nel quadro delle iniziative per i trent’anni della legge regionale 15/1996, ARLeF ha presentato a Udine la “Gramatiche furlane di riferiment”, opera pensata come base scientifica aggiornata per conoscere e descrivere la lingua friulana.
La presentazione è avvenuta nel palazzo della Regione, durante un incontro dedicato al percorso aperto dalla norma che nel 1996 riconobbe il friulano come lingua da proteggere e promuovere. In conferenza stampa sono intervenuti l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, il presidente di ARLeF Eros Cisilino e il direttore William Cisilino.
Un anniversario che guarda agli strumenti
La legge 15/1996 rappresenta una tappa decisiva nella politica linguistica del Friuli-Venezia Giulia: da lì hanno preso forma regole, ambiti di tutela e interventi che hanno portato il friulano dentro scuola, istituzioni, comunicazione e vita pubblica. Per il trentennale, l’Agenzia regionale per la lingua friulana ha avviato anche una campagna su stampa, radio, televisione e social.
Accanto alla memoria del percorso compiuto, il punto centrale dell’iniziativa è però il nuovo lavoro grammaticale, proposto come riferimento per la pianificazione linguistica e per la produzione futura di materiali didattici e strumenti di approfondimento.
Il valore della “Gramatiche furlane di riferiment”
Secondo Roberti, il progetto aggiunge forza e riconoscibilità alla lingua friulana, offrendo non soltanto agli specialisti ma anche ai cittadini una possibilità in più per avvicinarsi alle regole e alle caratteristiche del friulano. L’assessore ha collegato l’uscita dell’opera proprio al significato del trentennale, già ricordato anche in Consiglio regionale con una cerimonia ufficiale.
Sulla stessa linea Eros Cisilino, che ha richiamato gli effetti prodotti dalla legge 15/1996: dalla definizione del territorio di applicazione alla grafia ufficiale, fino ai primi interventi nell’istruzione, nell’università e nel sistema radiotelevisivo. Un percorso che ha portato anche alla nascita dell’ARLeF, l’ente cui la Regione ha affidato sviluppo e attuazione delle politiche per la lingua friulana.
Il presidente dell’Agenzia ha inoltre ribadito che la vitalità del friulano dipende da un impegno condiviso della comunità, con particolare attenzione al passaggio tra generazioni. In questo quadro, la nuova grammatica viene presentata come un ponte tra lavoro scientifico e uso sociale della lingua.
Un progetto internazionale con base scientifica
L’opera è stata realizzata dall’Università Pedagogica della Carinzia con il sostegno di ARLeF, nell’ambito del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025 della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il coordinamento del progetto è stato affidato al professor Franco Finco, insieme al professor Luca Melchior e al professor Paolo Roseano.
Hanno collaborato studiosi provenienti da 14 università europee, con autori e revisori scientifici impegnati su diversi aspetti della lingua. Tra i nomi coinvolti figurano anche ricercatori e docenti legati a sedi universitarie italiane e straniere, a conferma di un lavoro costruito con un respiro ampio e con un’impostazione accademica solida.
Durante la presentazione, Finco e la professoressa Angela Fabris della Pädagogische Hochschule Kärnten, insieme a Melchior dell’Alpen-Adria-Universität di Klagenfurt, hanno illustrato l’impianto del progetto e le sue novità metodologiche.
Dal parlato alle regole, con un percorso aperto
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il metodo seguito nella costruzione della grammatica. Come spiegato da Finco, il lavoro si fonda soprattutto sull’osservazione della lingua parlata, in particolare del friulano centrale, e ricava le regole dall’uso vivo secondo i criteri della linguistica moderna. Un cambio di prospettiva che si discosta dai modelli tradizionali più vicini alle grammatiche scolastiche italiane.
Questo approccio ha permesso di affrontare in modo più esteso anche ambiti finora meno sviluppati, come la sintassi. Melchior ha sottolineato che il risultato raccoglie in modo organico studi finora dispersi in pubblicazioni differenti, offrendo così un quadro unitario e aggiornato del friulano.
Per chi lavora nella scuola o nella formazione degli adulti, l’opera punta a diventare un riferimento utile anche nella preparazione di nuovi materiali didattici. Non viene quindi proposta come un testo chiuso, ma come una base destinata a essere discussa e affinata.
Come partecipare entro il 31 dicembre 2026
La fase ora aperta coinvolge direttamente i parlanti madrelingua friulana. I capitoli della grammatica possono essere consultati nell’area dedicata ai materiali e chi conosce la lingua è invitato a inviare osservazioni, esempi e suggerimenti utili a completare o migliorare la descrizione proposta.
I contributi potranno essere trasmessi entro il 31 dicembre 2026 all’indirizzo e-mail indicato da ARLeF: [email protected]. Le segnalazioni raccolte saranno esaminate in vista della pubblicazione finale, con l’obiettivo di far crescere uno strumento che, nelle intenzioni dei promotori, appartenga davvero all’intera comunità friulanofona.