Friulano, una grammatica aperta ai parlanti: osservazioni e proposte fino a fine 2026
Presentato a Udine il nuovo strumento dedicato alla lingua friulana: cittadini madrelingua invitati a contribuire con esempi e suggerimenti.
Non è solo un volume per specialisti, ma un percorso che chiama in causa direttamente chi il friulano lo usa ogni giorno. La nuova “Gramatiche furlane di riferiment”, presentata a Udine, nasce infatti con un’impostazione partecipativa: i parlanti madrelingua potranno leggere i materiali già disponibili e inviare osservazioni utili alla stesura definitiva.
Per il Friuli si tratta di un passaggio significativo, perché il progetto mette insieme ricerca accademica e uso vivo della lingua, affidando un ruolo concreto anche alla comunità friulanofona. L’obiettivo è costruire uno strumento solido sul piano scientifico, ma vicino alla realtà linguistica del territorio.
Una consultazione aperta fino al 31 dicembre 2026
I capitoli della grammatica possono essere consultati online nella sezione dedicata ai materiali. Da lì parte l’invito rivolto a chi parla friulano come lingua madre: segnalare esempi, proporre integrazioni, indicare aspetti da chiarire o fenomeni che meritano una descrizione più approfondita.
Ogni contributo potrà essere inviato entro il 31 dicembre 2026 all’indirizzo e-mail [email protected]. Le osservazioni raccolte saranno prese in esame in vista della pubblicazione finale.
Il lavoro di una rete accademica europea
Alla base dell’iniziativa c’è un gruppo di coordinamento composto dal professor Franco Finco dell’Università Pedagogica della Carinzia, dal professor Luca Melchior dell’Università di Klagenfurt e dal professor Paolo Roseano dell’Università nazionale di educazione a distanza di Madrid.
Attorno a loro si è sviluppata una collaborazione ampia, che ha coinvolto docenti e ricercatori provenienti da 14 atenei europei, impegnati nello studio del friulano e di singoli aspetti della lingua. Un elemento che conferma come il patrimonio linguistico friulano continui a suscitare interesse ben oltre i confini regionali.
Nel corso della presentazione è intervenuta anche la professoressa Angela Fabris per l’Università pedagogica della Carinzia, sottolineando il valore del percorso coordinato dal professor Finco e, in particolare, dell’apertura al contributo diretto dei parlanti.
Un tassello nelle politiche per la lingua friulana
L’iniziativa è sostenuta da ARLeF, l’Agenzia regionale per la lingua friulana, rappresentata all’incontro dal presidente Eros Cisilino e dal direttore William Cisilino. Il progetto rientra nell’attuazione del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-25, finanziato dalla Regione, ed è accompagnato anche da una campagna promozionale sui media.
L’assessore regionale alle Autonomie locali e lingue minoritarie Pierpaolo Roberti ha definito la “Gramatiche furlane di riferiment” un progetto innovativo e un’opportunità per i cittadini, richiamando anche il valore simbolico dell’iniziativa nell’anno in cui ricorrono i 30 anni della legge regionale 15 del 1996, primo intervento normativo dedicato alla tutela del friulano.
Per il Friuli, l’aspetto più interessante resta forse proprio questo: la grammatica non viene presentata come un’opera chiusa, ma come uno strumento da costruire anche attraverso l’esperienza di chi la lingua la parla, la tramanda e la vive ogni giorno nelle case, nei paesi e nelle comunità del territorio.