Un gioco di ruolo in friulano porta i Benandanti al tavolo: il progetto nato a Spilimbergo
Per i vent’anni di F.Lu.S. arriva “Noctes Temporæ”, esperienza narrativa ambientata nel Friuli del Rinascimento e pensata anche per biblioteche e incontri pubblici.
La lingua friulana entra in una forma inedita di racconto condiviso: a Spilimbergo prende forma un gioco di ruolo da tavolo che sceglie come scenario il Friuli rinascimentale e come figure centrali i Benandanti, tra memoria popolare e immaginazione narrativa.
Il titolo è Noctes Temporæ e nasce all’interno del percorso di F.Lu.S. Foro Ludico Spilimberghese APS, che celebra così i suoi vent’anni di attività. Il progetto ha ricevuto il contributo di ARLeF e della Regione Friuli Venezia Giulia, con il sostegno di Banca 360 FVG, ed è già pronto per essere utilizzato.
L’idea non si ferma alla pubblicazione del gioco. Nei prossimi mesi, infatti, sono previste occasioni di presentazione e utilizzo in biblioteche, ludoteche e appuntamenti aperti al pubblico, con l’obiettivo di farlo circolare anche fuori dagli spazi abituali degli appassionati.
Un progetto che unisce gioco, storia e identità friulana
L’iniziativa punta a intrecciare più piani: la valorizzazione del friulano, la ricostruzione di un immaginario legato al territorio e una modalità partecipata di narrazione. Al centro ci sono i Benandanti, figure ben radicate nella tradizione del Friuli, affiancati nel gioco da compagni chiamati a misurarsi con presenze ostili e forze oscure.
La presentazione del progetto ha coinvolto l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. Con lui c’erano Simone Pasquin, vicepresidente di F.Lu.S. e autore del regolamento, Franco Sarcinelli, coordinatore del lavoro, oltre al presidente di ARLeF Eros Cisilino e al direttore dell’Agenzia William Cisilino.
Partite da 3 a 5 giocatori e storie costruite scena dopo scena
Il gioco è pensato per gruppi da 3 a 5 partecipanti, a partire dai 14 anni. Ogni giocatore assume il ruolo di uno dei protagonisti e contribuisce a sviluppare una vicenda che prende forma attraverso decisioni, passaggi narrativi e interazioni tra personaggi.
Le avventure sono costruite come sequenze di scene che compongono, poco alla volta, il racconto della sfida contro l’avversario di turno. Una sessione può occupare 3 o 4 ore, ma il sistema consente anche di spezzare la storia in momenti più brevi. I singoli racconti restano autonomi, pur lasciando spazio alla continuità degli stessi personaggi nel tempo.
Il Friuli del Rinascimento come scenario
L’ambientazione richiama un territorio di confine, attraversato da culture, idiomi e credenze differenti. Il riferimento storico è il Friuli dell’età rinascimentale, dopo la stagione del Patriarcato di Aquileia, in un contesto segnato dalla presenza veneziana, dalle spinte dell’Impero asburgico e dai cambiamenti legati alla Riforma protestante.
In questo quadro, il gioco prova a trasformare lo sfondo storico in esperienza narrativa, facendo dialogare ricostruzione e invenzione. È una scelta che rafforza il legame locale del progetto e lo rende riconoscibile anche come strumento culturale, non soltanto ludico.
Per la parte storica ha lavorato Paolo Paron, mentre le illustrazioni sono state realizzate da Francesco Bisaro. Le traduzioni in friulano portano la firma di Claudio Romanzin, con la consulenza linguistica di ARLeF.
La diffusione sul territorio e il pubblico più giovane
Per i promotori, uno degli aspetti più rilevanti è l’uso del friulano in una situazione concreta, domestica e condivisa. Roberti ha indicato il progetto come una modalità nuova per far circolare cultura e identità del territorio, anche presso fasce di pubblico meno raggiunte dagli strumenti tradizionali.
Eros Cisilino ha evidenziato il valore del gioco come occasione pratica per parlare, trasmettere e condividere la lingua tra generazioni diverse, insieme a un patrimonio fatto di storia locale, credenze e tradizioni popolari.
Dal versante dell’associazione, il presidente Pierangelo Spagnolo ha spiegato che l’obiettivo era riportare dentro il gioco vicende legate al Friuli, così da permettere ai partecipanti di entrarvi in modo diretto. Dopo anni di collaborazioni con enti e associazioni del territorio, F.Lu.S. ha scelto di raccontarsi con un lavoro collettivo costruito insieme ai soci e ad altre realtà regionali. Ora il passo successivo è la sua circolazione nei luoghi della socialità culturale, dove il progetto proverà a incontrare nuovi giocatori e nuovi lettori del friulano.