Udine, nuovo presidio sociale in via Cussignacco: parte la Stazione di Posta del Friuli Centrale
Dal 29 giugno operativa la struttura ricavata nell’ex sede dei Vigili del Fuoco: investimento complessivo di 1,1 milioni tra PNRR e Comune.
Nel sistema dei servizi sociali udinesi entra un nuovo punto di riferimento per chi vive condizioni di forte difficoltà. In via Cussignacco 54 è stata presentata la nuova Stazione di Posta, struttura che da lunedì 29 giugno 2026 sarà attiva per accogliere, orientare e seguire persone segnate da povertà, marginalità o assenza di dimora.
Per Udine e per l’Ambito territoriale “Friuli Centrale” si tratta di un tassello aggiuntivo dentro una rete che già opera sul territorio, con l’obiettivo di rendere più stabile e strutturato l’accompagnamento sociale nei casi più complessi.
La sede è stata ricavata nell’area dell’ex Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, riportando in uso un immobile rimasto inutilizzato per anni. Il quadro economico dell’intervento arriva a 1,1 milioni di euro: 910 mila euro provengono dal PNRR, mentre 190 mila sono stati sostenuti dal Comune di Udine.
Un servizio pensato per le fragilità più forti
La funzione del centro è quella di offrire un luogo stabile dove le persone più esposte possano trovare ascolto e un primo aggancio ai percorsi di aiuto. Il modello previsto punta non soltanto all’accoglienza, ma anche alla costruzione di cammini individuali in collegamento con i servizi sociali e sanitari dell’area.
L’esperienza non parte da zero. La nuova apertura raccoglie infatti il lavoro avviato in forma sperimentale nel novembre 2023 negli spazi dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco di piazza Unità d’Italia, dove il servizio aveva già intercettato situazioni di grave vulnerabilità.
Dentro questa cornice si colloca anche il rapporto con le altre realtà attive nel Friuli Centrale: il Fogolâr, l’asilo notturno operativo dal 2006, il dormitorio della CRI di via Pastrengo e l’Equipe di Strada Bassa Soglia, impegnata nel contatto diretto con le persone senza dimora e nel loro accompagnamento verso i servizi disponibili.
La rete istituzionale attorno al progetto
All’inaugurazione erano presenti rappresentanti istituzionali a livello locale, regionale e nazionale, insieme al sistema sanitario, ai servizi sociali e ai soggetti del Terzo Settore. Una presenza che restituisce il senso del progetto: la struttura fisica è solo una parte, mentre la sua tenuta dipenderà dal lavoro condiviso tra enti e operatori.
Il sindaco Alberto Felice De Toni ha richiamato proprio questo aspetto, indicando nella collaborazione tra Comune, Ambito territoriale, ASUFC, Ministero, Regione e Terzo Settore la base che ha permesso sia il recupero dell’edificio sia l’attivazione del nuovo presidio.
L’assessore all’Equità sociale Carlo Giacomello ha sottolineato invece il valore pratico del servizio e degli spazi, evidenziando la necessità di risposte concrete in un ambito dove si sommano disagio sociale, povertà e fragilità personali. Per la presidente dell’Ambito territoriale “Friuli Centrale” Giulia Del Fabbro, l’apertura va letta come parte di un rafforzamento più ampio dei servizi rivolti alle persone e alle famiglie più fragili.
Il giorno dopo altri alloggi per nuclei familiari
Il percorso legato ai fondi PNRR proseguirà già il giorno successivo. Martedì 30 giugno, alle 12, saranno infatti presentati due appartamenti ristrutturati in piazzale dell’Agricoltura 12 e 13, intervento realizzato con un finanziamento di 150 mila euro.
Le abitazioni sono destinate a due nuclei familiari e saranno inserite nei percorsi costruiti secondo le metodologie Housing First e Housing Led, all’interno della filiera di servizi gestita in coprogettazione dall’Ambito territoriale “Friuli Centrale”.
Con queste aperture si chiude la fase delle opere finanziate dal PNRR e si apre quella più delicata: far funzionare nel tempo i servizi messi in campo, consolidando una rete locale che punti su autonomia, inclusione sociale e sostegno continuativo alle persone più fragili del territorio.