Udine, un quarto di secolo di ABIO in corsia: festa per i volontari del Santa Maria della Misericordia

In ospedale a Udine un incontro per i 25 anni di ABIO: al centro il sostegno a bambini, ragazzi e famiglie e il dialogo con la sanità del territorio.

22 ottobre 2026 19:40
Udine, un quarto di secolo di ABIO in corsia: festa per i volontari del Santa Maria della Misericordia -
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All’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine si è celebrato un traguardo che riguarda da vicino la vita quotidiana dei reparti pediatrici: i 25 anni di attività di ABIO Udine, associazione che accompagna bambini, adolescenti e genitori durante l’esperienza ospedaliera.

L’appuntamento si è tenuto martedì 20 ottobre nella Sala Polifunzionale del presidio udinese, con inizio alle 16.30, ed è stato pensato come un momento pubblico per rileggere il lavoro costruito nel tempo dall’associazione insieme ai volontari e alle realtà sanitarie del territorio.

Un anniversario che parla alla città

La ricorrenza non ha avuto soltanto il valore di una celebrazione interna. A Udine, il percorso di ABIO si intreccia infatti con quello dell’ospedale e con l’attenzione che la comunità riserva ai più piccoli quando affrontano visite, ricoveri e cure.

Nel corso dell’incontro è stata ripercorsa la storia dell’associazione, nata nel 2001, attraverso le attività sviluppate in questi anni e i risultati raggiunti accanto ai giovani pazienti e alle loro famiglie.

Dalle origini al lavoro quotidiano nei reparti

Tra le presenze annunciate figurava anche Alfred Tenore, già direttore della Clinica Pediatrica di Udine e tra i fondatori di ABIO Udine. La sua partecipazione era prevista come un collegamento diretto con la fase iniziale dell’associazione e con l’avvio di un’esperienza che nel tempo si è consolidata all’interno dell’ospedale.

Il senso dell’iniziativa è stato proprio questo: mettere in fila le tappe principali di un cammino lungo un quarto di secolo, senza perdere di vista ciò che continua a dare significato all’impegno dei volontari, cioè la vicinanza concreta a chi vive giorni delicati in corsia.

Il confronto con ospedale, Comune e fondazione nazionale

L’anniversario è stato organizzato anche come occasione di dialogo tra volontariato, istituzioni e direzione sanitaria, con il coinvolgimento di Fondazione ABIO Italia ETS. Un passaggio importante per sottolineare il ruolo che queste esperienze hanno nel rendere più umano il percorso di cura.

Nel programma erano indicati gli interventi di Maria Grazia Fantini, presidente di ABIO Udine, Denis Caporale, direttore generale di ASUFC, Paola Cogo, direttrice della Clinica Pediatrica ASUFC, Massimo Robiony, direttore della Clinica di Chirurgia Maxillo-Facciale ASUFC, Alessandro Venanzi, assessore del Comune di Udine, e Giuseppe Genduso, presidente di Fondazione ABIO Italia ETS.

Una partecipazione ampia, che restituisce il peso assunto dall’associazione nel contesto udinese e nel rapporto costruito negli anni tra famiglie, personale sanitario e volontari.

Lo sguardo rivolto ai bambini e alle famiglie

Il cuore dell’esperienza di ABIO resta l’accoglienza dei bambini e degli adolescenti ricoverati, con un’attenzione costante anche a chi li accompagna. In ospedale, il sostegno relazionale e umano può incidere in modo profondo sulla qualità del tempo trascorso nei reparti.

Nel racconto dell’anniversario è emerso anche il valore di altre esperienze regionali rivolte ai giovani pazienti, come l’Area Giovani e la radioterapia pediatrica del CRO di Aviano, richiamate come esempio di sensibilità diffusa sul tema.

Per ABIO Udine, la celebrazione dei 25 anni è stata quindi non solo un momento di memoria, ma anche un passaggio per confermare l’impegno futuro: continuare a essere una presenza affidabile accanto ai piccoli pazienti del Santa Maria della Misericordia e alle loro famiglie.

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