Udine, studio dentistico nascosto in casa: sequestrati locali e attrezzature

L’indagine dei Nas di Udine riguarda un pensionato senza abilitazione: nell’appartamento trovati strumenti, farmaci odontoiatrici e cartelle di pazienti.

25 giugno 2026 17:18
Notizia verificata · Fonte: indicepa.gov.it · Vedi fonti
Udine, studio dentistico nascosto in casa: sequestrati locali e attrezzature -
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Un appartamento usato come abitazione, ma allestito secondo gli investigatori per effettuare cure dentistiche senza alcun titolo professionale. È quanto emerge da un’inchiesta seguita dalla Procura di Udine e sviluppata dai Nas, che in città hanno posto sotto sequestro una struttura ritenuta un ambulatorio odontoiatrico clandestino.

Al centro degli accertamenti c’è un pensionato, indicato come privo delle qualifiche necessarie per esercitare la professione. L’ipotesi di reato contestata riguarda l’esercizio abusivo dell’attività odontoiatrica, oltre all’apertura di un ambulatorio in assenza delle autorizzazioni sanitarie previste.

Che cosa hanno trovato i militari

L’intervento è stato eseguito con un decreto di perquisizione che ha consentito ai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di entrare nell’immobile e bloccare l’attività ritenuta irregolare. Il provvedimento ha portato al sequestro dei locali e delle apparecchiature presenti.

Dentro l’abitazione sarebbero stati ricavati spazi e postazioni destinati a prestazioni dentistiche. Non si tratterebbe quindi di una semplice disponibilità di strumenti, ma di un contesto che, sempre secondo gli elementi raccolti, sarebbe stato organizzato per svolgere visite e trattamenti su pazienti.

Farmaci e documentazione clinica

Durante i controlli sono state rinvenute anche specialità medicinali destinate all’uso odontoiatrico. Un aspetto che, insieme alla presenza delle attrezzature, ha contribuito a delineare un quadro ritenuto compatibile con un’attività sanitaria esercitata fuori dalle regole.

Tra il materiale acquisito figurano inoltre documenti sanitari riferibili a più persone che, stando all’ipotesi investigativa, si sarebbero rivolte a quella struttura. Saranno ora questi elementi a permettere di ricostruire con maggiore precisione l’eventuale estensione dell’attività svolta nell’appartamento udinese.

Perché il caso pesa sul fronte della tutela sanitaria

Vicende di questo tipo richiamano un tema sensibile anche per il Friuli: la sicurezza di chi si affida a cure mediche o odontoiatriche al di fuori dei canali autorizzati. In assenza di titoli professionali, requisiti igienico-sanitari certificati e corretta gestione di farmaci e strumenti, il rischio per i pazienti può diventare molto elevato.

L’abusivismo nel settore sanitario, oltre a esporre i cittadini a possibili conseguenze sulla salute, incide anche sulla fiducia nel sistema delle cure e penalizza i professionisti che operano rispettando norme, controlli e autorizzazioni.

Indagine ancora aperta

Il procedimento è nella fase delle verifiche e toccherà all’autorità giudiziaria valutare la posizione della persona coinvolta. Gli approfondimenti dovranno chiarire da quanto tempo l’attività andasse avanti, quante persone vi si siano rivolte e con quali modalità venissero eseguite le prestazioni.

Per il momento il sequestro interrompe l’operatività della struttura contestata e mette a disposizione degli inquirenti strumenti, farmaci e documentazione utili a definire i contorni del caso emerso a Udine.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 25 giugno 2026

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