Tolmezzo, notte di evacuazione a Pissebus: il fronte dell’incendio si sposta verso l’Amarianute

Il Comune ha disposto l’allontanamento precauzionale dell’area dopo l’avanzata delle fiamme oltre il rio Confine. Domenica ancora decisiva per il contenimento.

16 agosto 2026 09:35
Tolmezzo, notte di evacuazione a Pissebus: il fronte dell’incendio si sposta verso l’Amarianute -
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La misura più pesante, in queste ore, riguarda Pissebus: il Comune di Tolmezzo ha ordinato l’evacuazione della zona dopo che l’incendio boschivo ha guadagnato terreno fino al versante dell’Amarianute, entrando di fatto in una fase nuova dell’emergenza.

La decisione è arrivata sabato sera con un’ordinanza firmata dal sindaco Roberto Vicentini, quando il quadro è peggiorato rispetto alle valutazioni delle ore precedenti. Il punto critico è stato il passaggio delle fiamme oltre il rio Confine, riferimento che nei giorni scorsi era considerato importante per arginare il rogo.

Il baricentro dell’emergenza si avvicina a Tolmezzo

Per il territorio tolmezzino è il momento più delicato dall’inizio dell’incendio sull’area dell’Amariana. Con l’avanzata verso il Monte Amarianute, l’attenzione si è spostata dalla sola gestione del grande fronte boschivo alla protezione delle zone più esposte sul lato di Tolmezzo.

Nel bollettino delle 23 della Protezione Civile regionale, Pissebus veniva indicata come la località più vicina al fronte, con un presidio attivato in via cautelativa. Nel giro di poco tempo, però, la situazione ha richiesto un passo ulteriore, cioè l’evacuazione dell’area.

La ripresa del fuoco nel pomeriggio di sabato

Già nel tardo pomeriggio di sabato, attorno alle 17.30, il rogo aveva mostrato una nuova intensificazione. Da lì il fronte ha ripreso vigore, estendendosi sul versante dell’Amarianute e rendendo più complessa la difesa del territorio a valle.

Uno degli elementi che più preoccupano è la rapidità con cui lo scenario può cambiare. Sui pendii tra Amaro e Tolmezzo bastano pochi minuti perché aree considerate sotto controllo tornino a sviluppare focolai, anche per effetto del materiale incendiato che scende lungo i versanti ripidi.

Sabato le fiamme si erano riavvicinate anche a un’azienda agricola già fatta sgomberare in precedenza, circostanza che aveva reso necessario un nuovo intervento ravvicinato delle squadre antincendio.

Mezzi aerei di nuovo in azione

Con la mattina di domenica 16 agosto sono riprese anche le operazioni dall’alto. Nella giornata precedente erano stati impiegati due elicotteri regionali, il Canadair CAN 12, l’elicottero L-11 dell’Esercito decollato da Casarsa della Delizia e gli Air Tractor Fire Boss sloveni.

Nel dispositivo sono compresi anche ufficiali di collegamento e una squadra droni. In particolare, il drone della Protezione civile slovena dotato di termocamera consente di individuare i punti ancora caldi non sempre visibili da terra, migliorando così l’efficacia dei lanci aerei.

Altri fronti aperti e linee elettriche ancora disattivate

A rendere ancora più difficile la gestione complessiva c’è stata anche l’apertura di ulteriori incendi. Sul Monte Dobis, sopra Fusea, sabato è comparso un altro focolaio, poi contenuto dagli operatori. Per questo episodio dovranno essere chiarite le cause, mentre per il rogo principale dell’Amariana è stata indicata un’origine naturale collegata a un fulmine.

La presenza simultanea di più emergenze pesa sull’organizzazione dei soccorsi: ogni spostamento di uomini o mezzi su un nuovo punto critico comporta una riduzione delle risorse disponibili sugli altri fronti.

Restano inoltre fuori servizio le linee di alta e media tensione coinvolte nell’area dell’emergenza. Durante la notte ha continuato a operare un presidio coordinato dal DOS della Stazione forestale di Paluzza, con il supporto di volontari, Corpo forestale regionale, Vigili del Fuoco, pompieri volontari e gruppi comunali di Protezione Civile arrivati da varie zone del Friuli.

Le prossime ore decisive sul campo

La giornata di domenica viene considerata determinante per capire se il fronte potrà essere contenuto prima di ulteriori avanzate verso aree abitate e infrastrutture del Tolmezzino. È previsto un incontro direttamente sul territorio con il direttore della Protezione Civile regionale Aristei e l’assessore regionale Riccardo Riccardi per fare il punto operativo.

Dopo settimane di incendi e interventi continui, il nodo adesso è soprattutto locale: mettere in sicurezza il versante che guarda a Tolmezzo e impedire che l’incendio trovi nuove vie di propagazione oltre la fascia già colpita.

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