Udine, alla Rodari il fine anno si racconta con una mostra sul cielo condiviso

Nella primaria udinese un percorso aperto alle famiglie tra installazioni, poesie, video e letture per riflettere su inclusione, differenze e convivenza.

28 maggio 2026 11:11
Udine, alla Rodari il fine anno si racconta con una mostra sul cielo condiviso -
Condividi

Non una semplice esposizione di lavori scolastici, ma un itinerario pensato per far entrare famiglie e bambini dentro un’idea precisa di scuola. Alla primaria Gianni Rodari di Udine la chiusura dell’anno è stata affidata a una mostra collettiva costruita attorno al tema del cielo come spazio di tutti, senza barriere legate a provenienza, condizioni economiche o differenze sociali.

L’iniziativa ha coinvolto l’intero plesso e ha trasformato aule e corridoi in un percorso da attraversare tappa dopo tappa. Il riferimento scelto dagli insegnanti e dagli alunni è stato il mondo poetico di Gianni Rodari, usato come chiave educativa per parlare di uguaglianza, ascolto e rispetto reciproco.

Ad accompagnare i visitatori sono stati gli stessi alunni, chiamati a presentare ai genitori i materiali preparati durante l’anno. Parole, immagini, oggetti sospesi e letture hanno dato forma a un messaggio che la scuola ha voluto rendere concreto: imparare a riconoscere l’altro non come eccezione, ma come parte della quotidianità.

Un viaggio tra gli spazi della scuola

La dirigente scolastica Sabrina Monai ha descritto la mostra come un’esperienza immersiva distribuita nei vari ambienti dell’istituto. Il filo rosso ha seguito gli elementi del cielo evocati da Rodari — sole, luna, stelle, nuvole e pioggia — riletti dagli alunni come immagini capaci di parlare di convivenza e di un mondo meno diviso.

Nel cavedio, punto centrale dell’allestimento, è stato presentato un video dedicato alla vita e al pensiero dello scrittore, realizzato con la tecnica dello stop motion. Il lavoro è stato accompagnato dalla lettura di “La torta in cielo”, richiamando così uno dei testi più noti dell’autore e il legame con il progetto culturale “Il Cielo è di Tutti”.

Il corridoio è stato invece animato da nuvole appese e gocce decorate, in un allestimento ispirato a “L’omino della pioggia”. Nell’aula d’arte, le classi quarte hanno sviluppato installazioni fatte di parole e immagini, con docce scenografiche e pareti testuali nate a partire dalla poesia “Il Cielo è di tutti i colori”.

Il passaggio più simbolico dedicato all’inclusione

Uno dei momenti più significativi del percorso è stato ospitato nell’aula per l’inclusione. Qui le famiglie hanno ascoltato un brano rap hip-hop eseguito in più lingue, osservato i totem preparati dagli studenti e seguito la lettura condivisa della poesia “Il Cielo è di tutti”, scelta come centro ideale dell’intera iniziativa.

Nei versi richiamati durante l’esposizione, il cielo non appartiene a pochi e non può essere separato in quote. È un’immagine semplice, ma efficace, che la scuola ha voluto usare per parlare ai bambini di differenze, diritti e capacità di stare insieme senza creare distanze.

Il progetto di fine anno, nelle intenzioni dell’istituto, non si è fermato al piano artistico. Le attività hanno cercato di tradurre in esperienza concreta un messaggio educativo: accorgersi di chi si ha accanto, comprenderne il punto di vista e accoglierlo come parte della comunità scolastica.

In questo senso, la mostra della Rodari si inserisce in un lavoro più ampio che a Udine e in Friuli attraversa il tema dell’educazione all’inclusione fin dai primi anni di scuola. L’esperienza vissuta nel plesso udinese ha unito bambini, docenti e famiglie attorno a un linguaggio accessibile, fatto di creatività e partecipazione.

A chiudere il percorso sono state anche le parole della dirigente Sabrina Monai: «Anche con queste iniziative la scuola diventa lo spazio dove si costruisce senso». Un messaggio che ben riassume l’impronta dell’iniziativa: fare della scuola non solo il luogo dell’apprendimento, ma anche quello in cui si impara a guardare gli altri con maggiore attenzione.

Segui Prima Friuli