Udine rilancia la cultura della prevenzione: focus su screening, anziani e salute in azienda

Nel confronto promosso da Fasi e Confindustria Udine spazio a stili di vita, diagnosi precoce e bisogni degli over 65 anche in Friuli Venezia Giulia.

31 ottobre 2026 14:39
Udine rilancia la cultura della prevenzione: focus su screening, anziani e salute in azienda -
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La prevenzione come investimento sociale, sanitario e anche produttivo. È da questo punto che a Udine si è sviluppato il confronto ospitato nel Salone d’Onore di Confindustria Udine, dove Fasi e il sistema confindustriale hanno messo al centro un tema che riguarda da vicino anche il Friuli Venezia Giulia: proteggere la salute prima che compaiano le malattie.

L’iniziativa, intitolata “La prevenzione sempre e a ogni età”, ha riunito competenze diverse per leggere il tema da più angolazioni: quella scientifica, quella economica e quella legata agli stili di vita. Un approccio che guarda all’intero arco della vita, dai comportamenti quotidiani fino ai percorsi di controllo e diagnosi precoce.

Un tema che tocca famiglie, lavoro e sistema sanitario

Nel corso della mattinata si è parlato di alimentazione corretta, attività fisica, riduzione dei fattori di rischio e adesione agli screening. Il messaggio emerso è netto: la prevenzione non riguarda solo la sfera individuale, ma incide sulla qualità della vita delle famiglie, sulla continuità lavorativa e sulla tenuta complessiva del sistema sanitario.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti del presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo e del presidente Fasi Daniele Damele. Al tavolo del confronto sono poi intervenuti Giovanni Capelli, direttore del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità, Michele Spina, direttore dell’Oncoematologia del CRO di Aviano, Francesca G. M. Sica, Chief Economist del Centro Studi Fasi, e il mezzofondista friulano Venanzio Ortis, oro e argento agli Europei di Praga del 1978.

Pozzo ha richiamato il valore della tutela della salute nei luoghi di lavoro, sottolineando come l’attenzione verso dipendenti e famiglie sia un elemento decisivo anche per garantire stabilità alle attività produttive. Per il presidente degli industriali udinesi, il nodo è soprattutto culturale: prevenzione e sicurezza devono diventare parte del modo di vivere e di lavorare.

Gli over 65 del Triveneto osservati più da vicino

Uno dei passaggi più rilevanti del confronto ha riguardato la popolazione anziana e i bisogni assistenziali che emergono con l’avanzare dell’età. Il riferimento è al progetto pilota portato avanti da Fasi insieme all’Istituto Superiore di Sanità, con un’indagine che ha coinvolto circa 1.300 iscritti di almeno 65 anni residenti nel Lazio e nelle regioni del Triveneto, quindi anche in Friuli Venezia Giulia.

L’analisi ha preso in esame stato di salute, autonomia personale e necessità di assistenza. Il quadro che ne esce racconta una popolazione in larga parte autonoma, pur con una presenza significativa di patologie croniche: l’84,4% dichiara almeno una diagnosi e il 58,9% ne indica due o più.

Prevenzione e salute a Udine: Fasi e Confindustria al centro dell'incontro
Prevenzione e salute a Udine: Fasi e Confindustria al centro dell'incontro

Tra coloro che hanno compilato personalmente il questionario, quasi la metà descrive comunque il proprio stato di salute come buono o molto buono. Nel campione osservato l’88% risulta autonomo, mentre una quota pari all’8% presenta una condizione di fragilità. Il dato cresce tra gli ultraottantacinquenni, dove interessa circa un intervistato su cinque.

Capelli ha evidenziato che la tutela della salute non può fermarsi alla sola diagnosi o alla cura, perché la sostenibilità passa da interventi anticipati e da occasioni concrete per mantenere abitudini sane e attive. Sica ha invece spiegato che lo studio ha fatto emergere anche una fascia meno visibile di iscritti in situazione intermedia tra piena autonomia e disabilità, elemento utile per costruire risposte più mirate.

Screening oncologici, stili di vita e il ruolo del movimento

Un altro capitolo affrontato a Udine ha riguardato la prevenzione in ambito oncologico. Michele Spina ha richiamato l’importanza di agire sui comportamenti che possono favorire l’insorgenza dei tumori: niente fumo, attenzione all’alcol, alimentazione equilibrata e attività fisica costante. Accanto a questo, ha ricordato il peso della prevenzione secondaria, cioè la partecipazione ai programmi di screening che permettono di individuare precocemente alcune patologie e aumentare le possibilità di cura.

Nel confronto è emersa anche la necessità di parlare ai più giovani, soprattutto rispetto a consumo di alcol e sigarette, abitudini che spesso iniziano troppo presto. In questa prospettiva, la prevenzione viene letta come un percorso continuo, non come un intervento occasionale.

A dare una testimonianza concreta sul valore del movimento è stato Venanzio Ortis, che ha raccontato di non avere mai abbandonato l’attività fisica dopo la carriera agonistica. Il suo messaggio è stato semplice: muoversi ogni giorno, anche con una camminata o una pratica non competitiva, è una forma accessibile di tutela della salute.

Damele ha ribadito che il principio guida del Fondo resta quello di proteggere la salute prima dell’arrivo della malattia, favorendo stili di vita corretti e percorsi di controllo adeguati all’età e alle condizioni personali. In questa linea si inserisce anche il tema della sostenibilità: secondo le stime richiamate durante l’incontro, gli investimenti nella prevenzione, in particolare negli screening oncologici, possono produrre benefici economici rilevanti nel lungo periodo, oltre al vantaggio sociale di una popolazione più sana.

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