Udine ridisegna le regole urbanistiche: stop a 18 ettari di nuove espansioni
Il Consiglio comunale approva la variante 45: meno consumo di suolo, più tutele per paesaggio, rogge, aree verdi e beni storici.
La crescita della città, almeno sulla carta urbanistica, cambia direzione. A Udine il Consiglio comunale ha dato il via libera alla variante 45 del Piano regolatore generale, passaggio che adegua lo strumento comunale al Piano paesaggistico regionale e segna una scelta netta: ridurre le previsioni edificatorie e puntare sul recupero delle parti già urbanizzate.
Il dato più rilevante riguarda proprio il taglio delle espansioni previste in passato. Escono infatti dal piano struttura circa 18 ettari: 13 destinati al residenziale e altri 5 legati al completamento di comparti produttivi. A questo si aggiunge la trasformazione di alcuni lotti edificabili in verde privato, su richiesta dei proprietari.
Per il capoluogo friulano è un passaggio che pesa anche sul piano istituzionale, perché colloca Udine tra i primi capoluoghi della regione ad aver completato l'allineamento al PPR. La variante arriva al termine di un percorso tecnico articolato, costruito con numerosi elaborati tra relazioni, norme e tavole e definito nel confronto con Regione e Soprintendenza.
La scelta: meno nuove edificazioni, più rigenerazione
La filosofia del provvedimento non è quella di aprire nuovi fronti edificatori, ma di concentrare l'attenzione sugli spazi vuoti interni alla città, sulla qualità urbana e sulla protezione degli elementi che caratterizzano il territorio udinese. Tra questi rientrano il Colle del Castello, il sistema delle rogge e i corridoi ambientali collegati al Cormor e al Torre.
Dentro questa impostazione rientra anche l'atlante delle aree dismesse, degradate o compromesse inserito nella variante. È una base di lavoro per la fase successiva, quella in cui il Comune intende ragionare sulla trasformazione di grandi compendi ex militari ed ex industriali, evitando ulteriore consumo di suolo.
Verde, mobilità dolce e rete culturale
Il documento approvato individua tre reti strategiche che dovranno orientare le scelte future. La prima è quella ecologica locale, pensata per rafforzare le connessioni tra parchi, rogge, prati stabili e aree verdi, con un effetto atteso sia sulla biodiversità sia sulla capacità della città di rispondere agli effetti del cambiamento climatico.
La seconda riguarda gli spostamenti a piedi e in bicicletta. L'obiettivo è costruire collegamenti più continui tra centro, quartieri e grandi polmoni verdi, anche attraverso percorsi integrati con fasce alberate e greenway urbane.
C'è poi il versante storico e culturale. La variante aggiorna la ricognizione dei beni di valore artistico, paesaggistico e monumentale e disegna sei itinerari tematici che attraversano epoche e identità diverse della città, dalle testimonianze più antiche fino al Novecento. Sono inoltre censite 45 aree considerate a rischio o di potenziale interesse archeologico, ciascuna accompagnata da una scheda specifica.
I prossimi nodi aperti per la città
Accanto alle regole, il piano mette in fila anche alcuni possibili filoni progettuali per la Udine dei prossimi anni: il sistema delle rogge come infrastruttura verde e blu, il parco del Cormor, quello del Torre e del Roiello, le connessioni ciclabili, i temi della biodiversità diffusa e la riqualificazione dell'asse della Tresemane. Per ora si tratta di indirizzi, che dovranno essere sviluppati con atti e progetti successivi.
Nel confronto con gli enti sovraordinati è stato affrontato anche il tema delle aree produttive lungo la Roggia di Udine e Palma. Resta prevista una fascia verde di mitigazione di almeno 20 metri, mentre per le aziende già presenti viene mantenuta la possibilità di ampliare gli edifici esistenti adeguandosi alle distanze di comparto fissate in 15 metri.
L'assessore alla Pianificazione territoriale Andrea Zini ha definito l'approvazione un passaggio che guarda ai prossimi decenni, sottolineando che il lavoro svolto non si esaurisce nell'adeguamento normativo. La partita, ora, si sposta sulla rigenerazione delle grandi aree oggi sottoutilizzate e sul dialogo con la Regione Friuli Venezia Giulia in vista dei futuri strumenti di governo del territorio.
Per Udine, in sostanza, la variante 45 non rappresenta soltanto una revisione tecnica del piano regolatore: indica una linea politica e urbanistica precisa, fondata su tutela del paesaggio, recupero dell'esistente e nuova attenzione ai collegamenti verdi e culturali che definiscono l'identità della città.