Fine vita, nuovo pressing in Friuli Venezia Giulia dopo il via libera dell’Umbria
Bullian richiama il Consiglio regionale: mentre altre amministrazioni si muovono, in Fvg il confronto su una legge dedicata resta fermo.
Il dibattito sul fine vita torna a pesare anche in Friuli Venezia Giulia dopo l’approvazione della norma umbra sull’accesso al suicidio medicalmente assistito. A rilanciare il tema è il consigliere regionale Enrico Bullian di Casa civica, che indica nel passaggio compiuto da Perugia un ulteriore elemento di pressione politica per il Consiglio regionale friulano.
Per l’esponente di opposizione, ogni nuova legge approvata in Italia rende più evidente l’assenza di un percorso analogo in Fvg. Il riferimento è alla proposta di iniziativa popolare “Liberi subito”, sostenuta dall’associazione Luca Coscioni, che in Umbria ha trovato uno sbocco legislativo regionale.
Il confronto con le altre Regioni
Bullian osserva che il quadro nazionale si sta progressivamente allargando. Con l’Umbria, le Regioni che hanno dato il via libera a una disciplina sul tema diventano cinque: prima erano già intervenute Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto.
Secondo il consigliere, in molte altre realtà italiane il tema è comunque entrato nell’agenda istituzionale, con iter aperti o discussioni già avviate. Il Friuli Venezia Giulia, invece, a suo giudizio continua a non esprimere una linea politica su una materia che coinvolge persone in condizioni gravissime e famiglie chiamate a confrontarsi con scelte molto delicate.
La posizione di Bullian in Consiglio regionale
Nella sua presa di posizione, Bullian insiste su un punto: la questione non andrebbe letta come uno scontro classico tra maggioranza e opposizione. Per il consigliere, il fine vita supera i confini degli schieramenti e chiede una discussione fondata su responsabilità istituzionale, rispetto e serietà.
A sostegno di questa lettura, richiama anche il caso del Veneto, prima amministrazione guidata dal centrodestra ad aver approvato una legge regionale in materia. Un segnale che, secondo Bullian, confermerebbe come il confronto possa svilupparsi oltre le appartenenze politiche tradizionali.
Il nodo aperto in Friuli Venezia Giulia
Nel merito, il consigliere ribadisce la necessità di garantire un percorso chiaro alle persone sottoposte a trattamenti di sostegno vitale, affette da patologie gravi e irreversibili e da sofferenze ritenute intollerabili. L’obiettivo indicato è dare concreta attuazione alla sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale, che ha fissato i riferimenti giuridici sul tema.
Per Bullian, quella cornice resta ancora incompleta in molte parti del Paese e in Friuli Venezia Giulia manca tuttora una norma regionale che traduca quei principi in procedure definite. Da qui la richiesta di aprire anche a Trieste un passaggio legislativo specifico.
La posizione espressa dal consigliere riporta così al centro dell’agenda politica regionale un tema che altrove ha già prodotto atti concreti. E mentre il numero delle Regioni che hanno scelto di intervenire continua a crescere, in Fvg il confronto resta ancora tutto da costruire.