A Udine focus su Adhd e rischio dipendenze: famiglie e istituzioni chiedono percorsi continui
Nel presidio Santa Maria della Misericordia un incontro promosso da Aifa ha rimesso al centro diagnosi tempestiva, sostegno stabile e passaggio all’età adulta.
Il nodo più urgente, emerso a Udine, riguarda ciò che accade dopo i primi segnali: riconoscere per tempo l’Adhd non basta se poi il supporto si interrompe o si indebolisce nel passaggio verso l’età adulta. È da questa esigenza concreta, molto sentita anche dalle famiglie friulane, che si è sviluppato il confronto ospitato al presidio ospedaliero universitario Santa Maria della Misericordia.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione italiana famiglie Adhd (Aifa Aps) nell’ambito del mese dedicato alla consapevolezza sul disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Il titolo scelto per il secondo convegno regionale ha messo insieme due questioni spesso intrecciate: Adhd e dipendenze patologiche, osservate lungo tutto l’arco della vita.
Il tema emerso a Udine
Al centro dell’incontro non c’era soltanto la diagnosi, ma la tenuta dei percorsi di assistenza nel tempo. Il confronto ha richiamato l’attenzione sulla necessità di evitare vuoti tra infanzia, adolescenza e maturità, passaggi in cui molte persone e molte famiglie chiedono punti di riferimento più solidi.
La giornata ha puntato a far dialogare esperienze diverse: da una parte chi vive quotidianamente il disturbo in casa, dall’altra professionisti e rappresentanti delle istituzioni. Un’impostazione che ha dato al convegno un taglio operativo, orientato ai bisogni reali più che a una riflessione astratta.
La presenza delle istituzioni regionali
Nella sala polifunzionale dell’ospedale udinese sono intervenuti anche il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e il consigliere Carlo Bolzonello. Bordin ha ribadito la disponibilità dell’assemblea regionale ad ascoltare proposte e indicazioni che arrivano dal territorio, con l’obiettivo di tradurle in risposte concrete per le persone coinvolte.
Nel suo intervento, il presidente ha sottolineato quanto siano decisive conoscenza e sensibilizzazione per affrontare queste problematiche. Il richiamo è andato alla necessità di far lavorare insieme famiglie, associazioni, operatori e istituzioni, così da costruire un confronto stabile e non episodico.
Bordin ha inoltre rivolto un ringraziamento ad Aifa per l’attività portata avanti ogni giorno, definendola un esempio di volontariato sociale capace di trasformare esperienze difficili in un sostegno utile ad altri nuclei familiari. Un contributo, ha osservato, che diventa importante anche per chi è chiamato a organizzare servizi e interventi.
Diagnosi precoce e continuità dell’assistenza
Tra i punti più rimarcati durante il convegno c’è stata l’esigenza di individuare i bisogni il prima possibile, senza però perdere di vista quello che accade dopo. La continuità dell’assistenza, anche in età adulta, è stata indicata come una delle questioni più delicate da affrontare con un lavoro condiviso.
Il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia ha accompagnato un appuntamento che, oltre all’approfondimento sanitario e sociale, ha riportato al centro una domanda precisa che arriva anche dal territorio friulano: garantire percorsi di sostegno leggibili, accessibili e coerenti nelle diverse fasi della vita.
Da Udine, quindi, il messaggio uscito dall’incontro è chiaro: sul rapporto tra Adhd e dipendenze patologiche serve tenere insieme ascolto, competenze e continuità, perché per le famiglie la differenza non la fa solo la diagnosi, ma la possibilità di non restare sole lungo il percorso.