Udine rende omaggio ai donatori: in Friuli Venezia Giulia oltre 3mila trapianti eseguiti
Al Castello la Giornata della Riconoscenza ha ricordato 140 donatori del triennio 2023-2025 e i 50 anni di ADO FVG.
Non sono stati solo i numeri a segnare la mattinata del Castello di Udine, ma soprattutto i volti e le storie legate alla scelta della donazione. La tredicesima Giornata della Riconoscenza ha riportato al centro una rete che in Friuli Venezia Giulia continua a distinguersi per risultati e partecipazione civile.
Durante l'incontro è stato ricordato un dato che fotografa il peso del sistema regionale: a fine 2025 i trapianti effettuati in Friuli Venezia Giulia hanno superato quota 3.079 dall'avvio dei programmi dedicati. Un traguardo costruito negli anni, con una progressione che conferma la regione ai vertici nazionali per rapporto tra interventi e popolazione.
Un sistema regionale che continua a crescere
I dati illustrati nel corso della cerimonia raccontano un'attività in aumento. Si è passati dai 116 trapianti del 2023 ai 132 del 2024, fino ai 133 del 2025. Anche l'indice per milione di abitanti è salito, da 97 a 111, mentre nell'anno in corso sono già stati registrati 122 interventi complessivi.
La storia del trapianto in regione ha radici ormai consolidate: il cuore dal 1985, il rene dal 1993 e il fegato dal 1996. Numeri che, letti oggi in una sede simbolica come il Salone del Parlamento di Udine, hanno assunto un valore che va oltre la statistica sanitaria.
Il ricordo di 140 donatori e il valore delle famiglie
L'appuntamento udinese è stato dedicato ai 140 donatori residenti in regione nel triennio 2023-2025. La lettura dei loro nomi, affidata a tre studenti liceali, ha rappresentato il passaggio più sentito della cerimonia. In sala, il pubblico si è alzato in piedi in un lungo applauso, accompagnando un momento di evidente partecipazione collettiva.
Accanto al ricordo, hanno trovato spazio le parole dei familiari e dei trapiantati. C'è chi ha raccontato di aver visto compiersi il desiderio espresso in vita da una persona cara e chi ha descritto la chiamata attesa a lungo come l'inizio di una nuova esistenza. Testimonianze che hanno restituito concretezza a ciò che la donazione significa per chi resta e per chi riceve.
I cinquant'anni di ADO FVG
L'edizione di quest'anno ha coinciso con un passaggio importante per ADO FVG, nata a Udine il 15 aprile 1976. In sala erano presenti anche due fondatori, Claudio Pittin e Silvano Tavano. Oggi l'associazione conta 38mila iscritti, una sede regionale, quattro sezioni provinciali e ottanta sezioni comunali, segno di una presenza capillare sul territorio friulano e regionale.
Il presidente Domenico Montanaro ha richiamato l'attenzione su un doppio scenario: da una parte i risultati molto positivi della rete trapianti, dall'altra l'aumento di opposizioni e astensioni al momento del rilascio o rinnovo della carta d'identità. Un dato che supera il 30% soprattutto tra i giovani fra 18 e 35 anni e tra gli over 65.
Per questo l'associazione sta rafforzando le iniziative di sensibilizzazione, anche attraverso il programma "Il dono non ha età", pensato per contrastare paure e convinzioni errate che ancora incidono sulla scelta di esprimersi sulla donazione.
Le istituzioni e la rete sanitaria
Nel corso della mattinata sono intervenuti anche la direttrice del Centro Regionale Trapianti Ivana Flore, mentre sono stati letti i messaggi del direttore del Centro Nazionale Trapianti Giuseppe Feltrin e del Nord Italian Transplant Giuseppe Cardillo. Il viceprefetto Giovanni Maria Leo ha evidenziato il livello professionale e umano espresso dal sistema che coordina trasferimenti, équipe e organi.
Un passaggio è arrivato anche dal vicario della Diocesi Dino Bressan, che ha ricordato il riconoscimento dato dalla Chiesa al trapianto come scelta di cura verso chi soffre. L'assessore regionale Riccardo Riccardi ha richiamato il tema della riconoscenza come valore da riportare nella quotidianità, mentre il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin ha consegnato una targa all'ADO per il lavoro svolto insieme alla rete associativa.
Medici, infermieri, reparti specializzati e responsabili dell'organizzazione ospedaliera hanno completato un quadro corale che a Udine ha mostrato quanto il risultato finale dipenda da molte professionalità e da una forte collaborazione tra istituzioni, sanità e volontariato.
Una scelta che continua a parlare al Friuli
La consegna delle pergamene alle famiglie dei donatori ha chiuso l'iniziativa con un gesto formale ma carico di significato pubblico. Non un semplice omaggio, ma il riconoscimento di una decisione che permette ad altre persone di continuare a vivere.
Da Udine è arrivato così un messaggio chiaro per tutto il Friuli Venezia Giulia: dietro i primati sanitari ci sono comunità, legami e una cultura del dono che va difesa e trasmessa, soprattutto alle generazioni più giovani.