Udine, presidio in Prefettura per Abderrahim Fakir: in piazza più di 200 persone

Manifestazione pacifica nel capoluogo friulano: associazioni e gruppi politici chiedono chiarezza sulla morte di Fakir e contestano l’approccio securitario.

23 luglio 2026 10:38
Udine, presidio in Prefettura per Abderrahim Fakir: in piazza più di 200 persone -
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Nel centro di Udine la richiesta è stata una sola: fare piena luce sulla morte di Abderrahim Fakir. Davanti alla Prefettura, in via Pracchiuso, si sono ritrovate oltre 200 persone secondo gli organizzatori, in un presidio che ha unito sigle associative, realtà politiche e cittadini.

L’iniziativa è stata promossa da Donne in Nero, Open Sinistra FVG, Possibile e Anpi, con l’obiettivo di portare anche nel capoluogo friulano una presa di posizione pubblica su una vicenda avvenuta a Bologna ma sentita come tema nazionale, sul piano civile e democratico.

La manifestazione si è svolta in forma statica e senza tensioni. Tra i presenti cartelli, striscioni e alcune bandiere palestinesi, in un contesto segnato da interventi pubblici e slogan a sostegno delle persone più esposte alla marginalità.

Il messaggio lanciato da Udine

Il cuore della mobilitazione è stato il rifiuto di una lettura che riduca disagio sociale e fragilità a un tema di semplice ordine pubblico. I promotori hanno parlato di violenza, esclusione e indifferenza istituzionale, chiedendo che quanto accaduto venga approfondito con chiarezza.

Tra gli striscioni ne è comparso anche uno dai toni molto duri contro Stato, polizia e Governo, collegato alla morte di Fakir. Una posizione espressa dai partecipanti, accompagnata dalla richiesta che la magistratura accerti tutti gli elementi della vicenda.

Gli interventi dal presidio

Durante il sit-in ha preso la parola Antonella Lestani dell’Anpi di Udine, che ha richiamato il tema dei decreti sicurezza e le conseguenze che, a suo giudizio, producono sul terreno dei diritti e della qualità democratica.

Nel suo intervento ha sostenuto che la risposta alla marginalità non possa fermarsi a strumenti repressivi o securitari, ma debba passare da investimenti concreti in welfare e scuola.

Ha parlato anche Annalisa Comuzzi, delle Donne in Nero, che ha criticato un modello sociale ritenuto capace di alimentare pregiudizi, discriminazioni e ulteriore isolamento nei confronti di migranti e richiedenti asilo.

Le adesioni politiche e le richieste

Alla manifestazione hanno partecipato inoltre Anna Manfredi di Rifondazione Comunista ed Emanuel Oian di Alleanza Verdi Sinistra. Sono stati letti anche i messaggi inviati da Andrea Di Lenardo, capogruppo Avs in Consiglio comunale, e dal consigliere regionale Furio Honsell.

Tra le richieste emerse durante il presidio c’è anche quella dei numeri identificativi sulle divise, indicata da Di Lenardo insieme alla necessità di arrivare a verità e giustizia sul caso.

La mobilitazione udinese si è conclusa davanti alla Prefettura senza criticità, lasciando però un segnale politico netto: per i partecipanti serve chiarezza sulla morte di Abderrahim Fakir e serve, più in generale, una risposta pubblica che non lasci sole le persone più fragili.

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