2 giugno a Udine, in Piazza Libertà il messaggio delle istituzioni: più tutele per chi opera nella Protezione civile
Nella celebrazione della Repubblica spazio al ruolo dei volontari e al coordinamento tra enti, con un richiamo al rafforzamento delle garanzie per sindaci e responsabili.
Nel giorno in cui Udine ha celebrato la Repubblica, da Piazza Libertà è arrivato anche un segnale molto concreto per il Friuli: il sistema della Protezione civile e il lavoro dei volontari restano un punto decisivo per la tenuta del territorio, ma chiedono strumenti più forti e un quadro di garanzie più chiaro.
La ricorrenza del 2 giugno, nell’80° anniversario della Repubblica, è stata così anche l’occasione per riportare al centro un tema che in questa regione ha un peso particolare: la collaborazione tra amministrazioni, strutture dello Stato e realtà del volontariato, considerata essenziale quando si tratta di affrontare emergenze e attività di supporto alla comunità.
Nel suo intervento, il prefetto di Udine Domenico Lione ha insistito sul valore della cooperazione tra i diversi livelli istituzionali, indicando questa intesa come una base necessaria per sicurezza e coesione sociale. Un passaggio che ha richiamato in particolare il rapporto costruito nel tempo con i volontari della Protezione civile, oggi coinvolti in modo sempre più operativo anche nelle ricerche di persone scomparse.
Il nodo delle tutele per chi coordina le emergenze
Uno dei punti più rilevanti emersi durante la mattinata riguarda la necessità di rafforzare il quadro normativo per chi guida e organizza gli interventi sul territorio. Lione ha infatti auspicato un intervento legislativo capace di offrire maggiori tutele ai sindaci e ai coordinatori dei volontari, figure che nelle situazioni critiche si trovano a gestire responsabilità complesse.
Il richiamo si inserisce in una riflessione più ampia sul modello friulano di Protezione civile, fondato sul raccordo tra enti locali, apparati statali e volontariato. In una provincia come quella di Udine, questo equilibrio rappresenta da anni una componente strutturale della risposta alle emergenze.
Lo stesso tema resta attuale anche guardando ai progetti che riguardano il territorio udinese, compreso il percorso legato alla nuova sede della Protezione civile a Udine, indicato come un tassello di un sistema che continua a evolversi.
Il riferimento al terremoto del Friuli e al rapporto con i cittadini
A margine della cerimonia è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che ha collegato il significato della giornata al messaggio del Presidente della Repubblica per il 2 giugno. Il punto sottolineato è stato quello della fiducia tra cittadini e istituzioni, considerata una condizione indispensabile per rendere solido il sistema pubblico.
Riccardi ha richiamato inoltre quanto emerso il 6 maggio a Gemona, durante il Consiglio regionale straordinario per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. In quella sede, ha ricordato, Sergio Mattarella e Giorgia Meloni avevano posto l’attenzione sulla necessità di mettere in sicurezza il sistema del volontariato, questione tornata più volte anche nelle iniziative dedicate ai 50 anni del sisma.
La mattinata della celebrazione a Udine
Il programma ufficiale si è aperto in Piazza Libertà con l’alzabandiera e con l’omaggio al gonfalone del Comune di Udine, insignito della Medaglia d’oro al valor militare. Un momento simbolico che ha segnato l’avvio della cerimonia pubblica nel cuore della città.
Erano presenti le autorità civili e militari, l’arcivescovo di Udine monsignor Riccardo Lamba e alcuni rappresentanti della Consulta provinciale dei ragazzi di Udine, a conferma di una partecipazione che ha unito istituzioni, mondo religioso e nuove generazioni.
Dopo l’alzabandiera, Riccardi ha preso parte insieme al prefetto Lione, al sindaco di Udine Alberto Felice De Toni e al comandante della Brigata Alpina Julia Francesco Maiorello all’omaggio ai Caduti, con la deposizione di una corona davanti al picchetto d’onore interforze. La cerimonia si è infine conclusa con la lettura del messaggio del Capo dello Stato, in una giornata che per Udine ha avuto anche il valore di un richiamo alla responsabilità condivisa verso il territorio.