Udine, Parco Antonini-Maseri verso il recupero: il Comune mette in campo 590 mila euro

Approvato il documento preliminare per riportare all’uso pubblico il giardino monumentale chiuso per motivi di sicurezza.

09 ottobre 2026 16:35
Udine, Parco Antonini-Maseri verso il recupero: il Comune mette in campo 590 mila euro -
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Un nuovo passaggio amministrativo rimette al centro uno degli spazi storici più delicati di Udine. L’amministrazione comunale ha approvato il documento di fattibilità per intervenire su Parco Antonini-Maseri, oggi precluso al pubblico, fissando un quadro di lavori da 590 mila euro.

Il traguardo indicato dal Comune è quello di restituire il giardino alla città, affrontando insieme tutela storica, accessibilità e manutenzione. La scelta progettuale è maturata anche nel confronto con la Soprintendenza, con l’intento di conservare il carattere del luogo e allo stesso tempo rendere sostenibile l’intervento.

Per Udine si tratta di un tassello che va oltre il singolo cantiere: il recupero di quest’area verde si inserisce infatti nella trasformazione del centro cittadino e nel rapporto con una zona di forte valore urbano, tra la presenza dell’università e gli spazi pubblici che gravitano attorno a piazza Primo Maggio.

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Un parco storico da rendere di nuovo fruibile

Il progetto, elaborato dallo Studio Rizzani-Conti Associati, segue la storia del giardino nelle sue diverse stratificazioni, dall’impianto più antico fino agli interventi succedutisi tra Ottocento e Novecento. L’idea è quella di recuperare l’assetto complessivo senza introdurre soluzioni che ne alterino l’identità.

Tra gli aspetti centrali ci sono i percorsi interni, che saranno ripensati tenendo conto delle visuali verso il Palazzo Palladiano e della necessità di migliorare il deflusso dell’acqua. Le superfici previste sono state studiate anche in funzione delle condizioni climatiche, così da garantire maggiore tenuta e minore impatto sul contesto verde.

Vialetti, belvedere e patrimonio vegetale

Nella parte ottocentesca del parco è previsto il ripristino dell’anello principale dei camminamenti con ghiaia stabilizzata, mentre per i tracciati secondari si punterà su soluzioni capaci di salvaguardare il prato. È uno degli interventi più significativi per restituire leggibilità al disegno originario dell’area.

Il piano comprende anche il terrazzo belvedere, dove si interverrà sul tappeto erboso, sugli attraversamenti e sull’aiuola, che sarà nuovamente definita con alberature adatte al contesto. A questo si aggiunge il lavoro sul patrimonio arboreo esistente, con operazioni di cura e riqualificazione del verde.

Fontana, serra e dettagli storici

Non ci saranno solo opere sui percorsi e sulle sistemazioni esterne. Il programma prevede infatti il riordino dell’illuminazione e degli impianti idrici, insieme all’adeguamento dell’irrigazione, elementi fondamentali per la futura gestione del parco.

Nel pacchetto degli interventi rientrano anche il recupero della fontana e la messa in sicurezza della serra storica. È prevista inoltre un’azione sugli arredi già presenti, con lavori su panche e segnaletica, oltre al consolidamento di sculture e balaustre in pietra che fanno parte del valore monumentale del complesso.

Il ruolo del parco nella città che cambia

L’assessore ai Lavori pubblici e al Verde pubblico Ivano Marchiol ha indicato l’approvazione del Docfap come un passaggio concreto in direzione della riapertura. Ha ricordato anche le attività già avviate dal Comune sul fronte della manutenzione del verde e il programma di restauro conservativo delle statue e degli elementi lapidei più pregiati.

Secondo l’impostazione dell’amministrazione, Parco Maseri dovrà dialogare con altri interventi attesi nel cuore di Udine, a partire da piazza San Cristoforo e, più avanti, da via Gemona. In questa prospettiva, il recupero del giardino non viene letto solo come opera di conservazione, ma come parte di una più ampia rigenerazione urbana.

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Il valore economico stimato per l’intero intervento resta fissato a 590 mila euro, cifra che segna il perimetro del progetto con cui il Comune punta a riportare questo spazio storico alla fruizione pubblica.

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