Udine prepara la nuova casa dei volontari: la sede della Protezione civile sarà intitolata a Zamberletti

Nell’area sud del capoluogo parte l’intervento da oltre 3,7 milioni. Spazi operativi, mezzi, magazzini e una forte attenzione all’equilibrio ambientale.

04 maggio 2026 22:08
Udine prepara la nuova casa dei volontari: la sede della Protezione civile sarà intitolata a Zamberletti -
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Udine si avvicina a dotare il proprio gruppo comunale di Protezione civile di una base operativa nuova, pensata per rispondere meglio alle esigenze di un presidio che in città rappresenta un punto di riferimento stabile nelle emergenze e nelle attività di prevenzione. Il sopralluogo compiuto dalle istituzioni segna di fatto l’avvio della fase che porterà all’apertura del cantiere.

La struttura sorgerà nella zona sud del capoluogo, nello spazio compreso tra via del Partidor, piazzale del Commercio e via Marsala. Si tratta di un comparto ampio, superiore ai 12 mila metri quadrati, ma con una quota rilevante destinata a verde e opere di mitigazione, scelta che caratterizza in modo netto l’impostazione del progetto.

Una volta completata e concluse le procedure previste per le intitolazioni, la sede dovrebbe portare il nome di Giuseppe Zamberletti, figura centrale nella stagione della ricostruzione dopo il terremoto del 1976 e primo ministro della Protezione civile in Italia. Un richiamo che per il Friuli, anche sul piano simbolico, ha un peso particolare.

Alla visita nell’area erano presenti il sindaco Alberto Felice De Toni, l’assessore comunale Andrea Zini, l’assessore regionale Riccardo Riccardi, il direttore della Protezione civile regionale Amedeo Aristei, il coordinatore del gruppo udinese Graziano Mestroni, oltre a tecnici e dirigenti coinvolti nell’intervento.

Una sede pensata per il lavoro quotidiano e per le emergenze

Il progetto prevede un unico edificio capace di concentrare in un solo punto le funzioni essenziali del gruppo volontari. Troveranno posto gli uffici, una sala dedicata alle riunioni e alla formazione, gli spazi per cucina e mensa, i depositi per attrezzature e materiali, il ricovero dei mezzi, oltre a spogliatoi e servizi.

L’impianto complessivo è stato studiato per rendere più agevoli gli accessi e i movimenti interni, con percorsi funzionali alle attività operative. Anche sul versante energetico la sede punta a standard aggiornati, grazie a un impianto fotovoltaico indicato in circa 20 kw/h di produzione.

Per il gruppo comunale di Udine, il più numeroso in regione con 60 volontari attivi, l’opera rappresenta un passaggio rilevante: non solo un nuovo edificio, ma un’infrastruttura costruita sulle necessità concrete di chi interviene sul territorio e partecipa anche a missioni di supporto fuori dai confini regionali.

Investimento e tutela dell’area

Il quadro economico supera i 3,7 milioni di euro. La copertura finanziaria è articolata tra risorse regionali per 1,2 milioni, di cui 600 mila euro provenienti dal dipartimento di Protezione civile, un mutuo comunale da 1,3 milioni e ulteriori 1,2 milioni stanziati dal Comune di Udine con fondi propri.

Prima di arrivare alla versione esecutiva del 2024, il progetto è stato accompagnato da verifiche tecniche e ambientali: rilievi topografici, accertamenti archeologici e bellici, analisi geologiche e studi sulla compatibilità idraulica. Un percorso necessario in un’area dove il rapporto con il contesto naturale è stato considerato parte integrante dell’intervento.

L’edificio, infatti, sarà collocato ad almeno 20 metri dalla roggia. È prevista inoltre la realizzazione di una zona umida con nuove piantumazioni, sostenuta da uno stanziamento di 300 mila euro, mentre tra via del Partidor e la sede resterà un corridoio verde. Quasi 9 mila metri quadrati dell’intera superficie saranno destinati proprio a spazi verdi e opere di compensazione ambientale.

Il valore per Udine e per il Friuli

Nel commentare il passaggio che precede l’apertura del cantiere, il sindaco De Toni ha sottolineato il significato concreto dell’investimento per una realtà composta da uomini e donne che dedicano tempo e competenze alla comunità. Ha inoltre richiamato il legame con la memoria del sisma del 1976, da cui nacque un modello di risposta e solidarietà che ancora oggi rappresenta un riferimento.

Riccardi ha evidenziato il significato dell’intitolazione a Zamberletti e il peso del contributo regionale in un’opera destinata al gruppo volontari più numeroso del Friuli Venezia Giulia. Nelle sue parole anche un passaggio politico-istituzionale: la continuità tra amministrazioni diverse, quando un progetto utile viene portato avanti senza contrapposizioni, come elemento positivo per dare risposte ai cittadini.

Da parte dell’assessore comunale Zini è arrivato invece l’accento sul lavoro di revisione compiuto rispetto all’impostazione iniziale, con modifiche mirate a tenere insieme sostenibilità, funzionalità operativa e tenuta economica. La nuova sede, secondo il Comune, dovrà diventare un presidio strategico per la sicurezza urbana e territoriale, oltre che un riconoscimento tangibile al volontariato di Protezione civile che a Udine continua a svolgere un ruolo essenziale.

Con l’avvio dei lavori ormai vicino, la città mette dunque in calendario un’opera che unisce organizzazione, memoria e servizio pubblico: una nuova base per chi, in silenzio, garantisce presenza nei momenti più delicati e nelle attività ordinarie di prevenzione.

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