Il Papa al Friuli nel ricordo del sisma: «Quella rinascita resta un esempio per tutti»

Nel cinquantesimo del terremoto del 1976, un messaggio di Leone XIV accompagna le celebrazioni a Gemona e richiama memoria, aiuto reciproco e comunità.

03 maggio 2026 20:37
Il Papa al Friuli nel ricordo del sisma: «Quella rinascita resta un esempio per tutti» -
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A cinquant’anni dal terremoto che cambiò per sempre il Friuli, dalle celebrazioni di Gemona del Friuli è arrivato anche il pensiero di Papa Leone XIV. Il messaggio del Pontefice è stato letto durante la Messa commemorativa e ha riportato al centro non solo il dolore per le vittime, ma anche la capacità del territorio di rialzarsi facendo leva sulla forza delle sue comunità.

Per una regione che conserva ancora una memoria viva del 1976, le parole inviate dal Vaticano hanno assunto un significato particolare: un riconoscimento alla tenuta civile e umana con cui il Friuli affrontò una delle pagine più dure della sua storia recente.

Il riconoscimento alla risposta del Friuli

Nel testo, trasmesso attraverso la Segreteria di Stato vaticana, Leone XIV richiama il grande sforzo collettivo che seguì al sisma. Viene ricordato il contributo delle realtà locali, affiancate dagli aiuti arrivati dall’Italia e dall’estero, in un percorso che rese possibile una ricostruzione indicata come riferimento di rinascita civile.

È un passaggio che tocca da vicino il Friuli, perché lega la memoria della tragedia a ciò che il territorio seppe costruire dopo: paesi ricomposti, legami sociali rinsaldati e una reazione che ancora oggi viene citata come modello.

Il pensiero alle vittime e alle famiglie

Accanto al richiamo alla ricostruzione, il Papa ha voluto rivolgere un ricordo a chi perse la vita nel terremoto. Nel messaggio c’è anche una parola di conforto per le famiglie che portano ancora il segno di quelle perdite, in un anniversario che non è soltanto istituzionale, ma profondamente umano.

La partecipazione del Santo Padre si è inserita nel programma delle commemorazioni religiose dedicate al cinquantesimo anniversario, un momento che in Friuli continua a unire comunità, amministratori e Chiesa attorno a una memoria condivisa.

Il testo letto durante la celebrazione

«Nel 50° anniversario del terremoto in Friuli, che ferì profondamente codesta terra, Papa Leone XIV si unisce spiritualmente alla celebrazione eucaristica, presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, in suffragio delle numerose vittime e in ringraziamento per quanti, da diversi paesi, portarono soccorso, affiancando la solerzia instancabile delle comunità locali, che ha consentito una ripresa rapida della vita e una ricostruzione esemplare, modello di rinascita civile.

Il Santo Padre assicura il suo orante ricordo per coloro che persero la vita, rivolgendo la sua consolante parola alle famiglie che ancora portano i segni di quel distacco dai loro cari.

Nell’evidenziare l’apprezzata solidarietà umana e cristiana manifestata in quella dolorosa circostanza dalle comunità italiane ed estere, il Sommo Pontefice auspica che la memoria di così tragico evento susciti il rinnovato impegno nella promozione dei valori della fraternità e della carità.

Con tali voti, sua santità affida l’intera popolazione friulana alla materna protezione della Vergine Maria e dei santi patroni Ermacora e Fortunato, mentre volentieri invia la benedizione apostolica, pegno della continua assistenza divina».

Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità

Nel cuore delle commemorazioni, il messaggio consegna così al Friuli un doppio invito: custodire il ricordo di chi non c’è più e continuare a riconoscere nella solidarietà il tratto più forte di quella risposta collettiva che, mezzo secolo dopo, resta parte dell’identità regionale.

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