Udine, maxi sequestro nel settore alimentare: 9 tonnellate di merce irregolare e locali chiusi

Indagine della Procura di Udine con NAS e Guardia di Finanza: nei depositi trovati alimenti deteriorati, infestazioni e documenti ora al vaglio.

27 maggio 2026 10:41
Udine, maxi sequestro nel settore alimentare: 9 tonnellate di merce irregolare e locali chiusi -
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È un intervento che riporta l’attenzione sulla sicurezza di ciò che arriva sulle tavole in Friuli quello scattato a Udine, dove un’attività commerciale del comparto alimentare è stata posta sotto sequestro nell’ambito di un’indagine penale coordinata dalla Procura della Repubblica.

Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri insieme al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine, con il supporto dell’Arma territoriale tra Udine e Gorizia. Al centro dell’inchiesta ci sono presunte violazioni legate alla sicurezza degli alimenti e alla tutela della salute pubblica.

Nei locali 9mila chili di prodotti ritenuti non sicuri

Il dato che emerge con maggiore forza dagli accertamenti riguarda la quantità di merce rinvenuta: circa 9.000 chili di alimenti custoditi, secondo gli investigatori, in condizioni igieniche fortemente compromesse.

Durante le verifiche sarebbero stati individuati prodotti vecchi, ossidati e conservati in modo non compatibile con le regole del settore. Per gli inquirenti, una parte di questi beni alimentari avrebbe potuto essere lavorata nuovamente per essere presentata come fresca, con un potenziale rischio per chi li avrebbe poi acquistati.

Per questo il sequestro non ha riguardato solo la merce trovata nei locali, ma l’intera attività commerciale, ritenuta il fulcro di una gestione non conforme agli standard minimi richiesti.

Controlli estesi anche ai depositi collegati

L’ispezione non si è fermata alla sede principale. Gli approfondimenti sono stati allargati anche ad altri magazzini nella disponibilità degli indagati, dove il quadro emerso è stato giudicato di particolare gravità.

In questi spazi sarebbero state trovate altre materie prime in stato di alterazione, oltre alla presenza di insetti e ratti. I controlli hanno inoltre fatto emergere prodotti con termini minimi di conservazione superati da tempo, ulteriore elemento che ha rafforzato le contestazioni mosse dagli investigatori.

La portata del materiale rinvenuto e le condizioni descritte nell’attività ispettiva fanno ritenere agli inquirenti che non si tratti di irregolarità episodiche, ma di una gestione complessiva da approfondire sotto il profilo sanitario e penale.

Il ruolo dell’Azienda sanitaria e le analisi sui campioni

Nel corso dell’operazione è intervenuto anche il personale dell’ASU FC, chiamato a valutare direttamente lo stato dei luoghi e delle derrate alimentari. La verifica sanitaria ha confermato la presenza di criticità rilevanti.

Sono stati quindi prelevati campioni di alimenti e di materie prime, ora destinati agli esami di laboratorio. I risultati serviranno a chiarire l’eventuale presenza di contaminazioni e a definire il livello di rischio connesso ai prodotti sequestrati.

Questa fase sarà decisiva anche per capire se e in quale misura gli alimenti potessero rappresentare un pericolo per i consumatori e per circoscrivere meglio la natura delle contestazioni.

Documenti acquisiti per seguire il percorso della merce

Oltre agli alimenti, i militari hanno acquisito una significativa quantità di carte amministrative e contabili. L’obiettivo è ricostruire il percorso dei prodotti, dall’approvvigionamento fino alla distribuzione.

Gli investigatori stanno lavorando per verificare da dove arrivassero le merci, come venissero trattate e a quali clienti fossero destinate. In parallelo è prevista la segnalazione all’Azienda Sanitaria per valutare il ritiro di prodotti eventualmente ancora presenti presso esercizi riforniti dall’attività finita sotto sequestro.

Un’indagine che tocca salute pubblica e correttezza del mercato

L’inchiesta aperta a Udine mette insieme due profili centrali: la protezione della salute dei cittadini e la tutela degli operatori che rispettano le regole. L’ipotesi investigativa è che dietro un’apparenza commerciale ordinaria potesse nascondersi un sistema di gestione degli alimenti incompatibile con le norme di sicurezza.

Le prossime settimane saranno dedicate all’esame della documentazione sequestrata e all’esito degli accertamenti tecnici sui campioni. Da questi passaggi dipenderà la ricostruzione completa della filiera e l’eventuale individuazione delle responsabilità legate ai prodotti che sarebbero stati immessi o preparati per il mercato friulano.

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