Udine, il rugby guarda al 2027: nuova squadra di Serie C e percorso verso i cento anni
Presentazione in piazza Libertà durante Friuli Doc: il club mette in vetrina tutto il vivaio e rilancia con la cadetta nata insieme a Hungry Bears e Juvenilia.
Il rugby udinese usa la vetrina di Friuli Doc per lanciare la prossima annata e, insieme, per dare forma al cammino che porta al centenario della società. In piazza Libertà il club ha riunito atleti, tecnici e famiglie per presentare la stagione 2026-2027, mostrando l'intera filiera sportiva, dai più piccoli fino alla prima squadra.
Per la città è stato anche un passaggio simbolico: Rugby Udine ha scelto uno degli appuntamenti pubblici più riconoscibili del calendario cittadino per raccontare non solo l'attività agonistica, ma anche la direzione presa in vista dei prossimi anni. Sul palco era presente anche il vicegovernatore e assessore regionale allo Sport Mario Anzil.
Nel corso dell'incontro, il presidente Andrea Cainero ha consegnato ad Anzil la maglia bianconera della prima squadra, gesto che ha accompagnato un messaggio preciso: il traguardo dei cento anni viene considerato come una tappa da preparare con investimenti, continuità organizzativa e attenzione alle strutture.
La novità più attesa è il ritorno della cadetta
L'elemento che segna davvero la nuova stagione è la ricomparsa di una formazione cadetta in Serie C. Si tratta di un ritorno che amplia il percorso a disposizione dei giocatori e rafforza la base competitiva del club.
La squadra nasce da una collaborazione che coinvolge Rugby Udine, Hungry Bears di Cargnacco e Juvenilia di Bagnaria Arsa. Un'intesa che mette insieme realtà del territorio e che punta a dare maggiore profondità al movimento locale, dopo anni senza una seconda formazione in campo.
Durante la presentazione sono sfilate tutte le categorie, dall'Under 6 in avanti, in un colpo d'occhio che ha restituito il peso del vivaio e il lavoro costruito attorno alla società. La scelta di portare il gruppo nel centro di Udine ha dato all'evento un tono cittadino, non soltanto sportivo.
Il rapporto con la Nazionale e il nodo impianti
Nel suo intervento, Anzil ha richiamato il legame sviluppato da Udine con il rugby azzurro negli ultimi anni. Dopo le stagioni in cui la Nazionale italiana ha giocato allo stadio Friuli, la Regione intende mantenere aperto quel canale anche in futuro.
Un appuntamento è già stato indicato: quest'anno la città accoglierà la Nazionale per il lavoro di preparazione in vista della sfida con le Figi del 21 novembre. L'obiettivo dichiarato è lasciare Udine dentro il circuito degli eventi rugbistici di livello nazionale e internazionale.
Accanto a questo fronte, resta centrale il tema delle strutture. La Regione ha ribadito di essere al lavoro per migliorare gli impianti, con l'idea di aiutare le società a sviluppare l'attività, crescere sul piano sportivo e candidarsi a ospitare manifestazioni di rango più alto.
Giovani, la leva su cui costruire il futuro
Una parte importante del ragionamento riguarda il sostegno ai settori giovanili, considerati il punto di partenza per dare stabilità ai club. Anzil ha ricordato una nuova misura regionale, di prossima pubblicazione, destinata ad associazioni e società nelle quali almeno un terzo dei tesserati appartiene al vivaio.
Il provvedimento, nelle intenzioni, dovrà aiutare anche nella copertura delle spese ordinarie legate all'attività con bambini e ragazzi, in continuità con gli strumenti già messi in campo dalla Regione per il mondo sportivo giovanile.
Per Rugby Udine il messaggio emerso da piazza Libertà è chiaro: la nuova stagione non coincide soltanto con l'avvio dei campionati, ma con un passaggio di consolidamento che unisce prima squadra, cadetta, vivaio e infrastrutture. Il conto alla rovescia verso il centenario, per il club e per la città, è già cominciato.