Cornino rilancia il Progetto Grifone: tre giovani esemplari di nuovo liberi, Mara resta sotto cura
Alla Riserva del lago di Cornino liberati tre esemplari giovani. Una femmina debilitata, chiamata Mara, tornerà in natura nei prossimi.
FORGARIA NEL FRIULI - Tre giovani grifoni sono tornati in libertà domenica 6 settembre 2026 alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, durante la giornata “Vivi e Liberi di Volare”, appuntamento centrale della programmazione del sito protetto gestito dalla Coop Pavees. Un quarto esemplare, una giovane femmina recuperata nei pressi di Gemona in condizioni critiche, resta invece in osservazione e sarà reintrodotto nei prossimi giorni con il nome di Mara.
I tre avvoltoi liberati fanno parte di un gruppo catturato nell’ambito delle indagini sanitarie che la Riserva svolge periodicamente con il dottor Stefano Pesaro del Centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell’Università di Udine. Dopo cure e controlli, gli animali sono stati rimessi in natura: si tratta di individui immaturi, uno di 2 anni e gli altri di età compresa fra i 3 e i 4 anni, con un peso tra 6,5 e 7,5 chili.
Il recupero della giovane femmina chiamata Mara
Non ha invece ancora potuto riprendere il volo una giovane femmina segnalata in difficoltà da una persona nella zona di Gemona. Secondo quanto riferito dal direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero, l’animale aveva da poco lasciato il nido, probabilmente nell’area di Venzone. Dopo più interventi, il recupero è riuscito il 28 agosto, quando l’esemplare è stato catturato e portato a Cornino.
La femmina era molto debole, denutrita e affetta da un’infezione: al momento del recupero pesava appena 5,2 chili. È stata presa in cura dallo stesso Stefano Pesaro e sarà trattenuta ancora per alcuni giorni in voliera, prima del rilascio. Il nome scelto è Mara, in omaggio alla donna che ha segnalato la presenza dell’animale e ne ha seguito gli spostamenti, facilitandone il salvataggio.
La liberazione alla Riserva di Cornino
A occuparsi materialmente del rilascio sono stati il presidente della Coop Pavees, Luca Sicuro, e i collaboratori della Riserva. Alla liberazione hanno assistito anche il sindaco di Forgaria, Pierluigi Molinaro, il vicesindaco Luigino Ingrassi, il sindaco di Trasaghis Stefania Pisu e l’assessore di Forgaria Federico Petri.
Nel corso della giornata è stato richiamato anche il trentennale della Riserva e il ruolo del Progetto Grifone, che ha permesso il reinsediamento stabile della specie sulle alture di Cornino e la successiva espansione in un’ampia area montana. Proprio nei mesi scorsi la zona era tornata al centro dell’attenzione anche per il caso del grifone africano segnalato al lago di Cornino, episodio raro a livello nazionale.
I numeri della stagione riproduttiva
La giornata si era aperta al mattino con visite guidate al Centro visite e al lago, per proseguire nel pomeriggio con gli approfondimenti scientifici dedicati al monitoraggio della colonia. Secondo i dati illustrati da Genero, sul territorio sono presenti circa un centinaio di coppie e il controllo dei siti di riproduzione richiede un lavoro costante.
Sono state individuate 20 aree di nidificazione tra i settori prealpini e alpini del Friuli Venezia Giulia, con un numero di coppie variabile da 1 a 18 per area. Nella stagione 2025/2026 sono nati 70 piccoli su circa 80 uova deposte, ma solo 55 sono arrivati all’involo.
Le criticità che pesano sulle nidificazioni
La capacità riproduttiva della popolazione resta elevata, ma il percorso fino all’involo è condizionato da diversi fattori. Genero ha indicato tra le cause di perdita i disturbi di origine antropica, come parapendio, elicotteri e scalatori, oltre alla non regolarità nel rifornimento del punto di alimentazione per motivi organizzativi e, con ogni probabilità, anche gli incendi.
A questo si aggiunge l’effetto degli avvelenamenti registrati in Austria nell’aprile scorso, che hanno causato la perdita di almeno 8 grifoni, con la possibilità che altri esemplari non siano stati rinvenuti. Un elemento che, secondo la Riserva, ha inciso anche sull’andamento delle nidificazioni nell’ultima stagione.