Udine, il piano sul nodo ferroviario accelera: primo alleggerimento dei binari cittadini entro il 2031

In Commissione regionale il punto con Rfi: per la Regione il percorso straordinario accorcia i tempi e punta a tagliare di oltre due terzi i passaggi ferroviari urbani.

05 novembre 2026 20:05
Udine, il piano sul nodo ferroviario accelera: primo alleggerimento dei binari cittadini entro il 2031 -
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Per Udine l’orizzonte indicato ora è il 2031: è questa la data sulla quale la Regione colloca la prima riduzione concreta del peso del traffico ferroviario dentro la città, con una dismissione parziale del tracciato urbano destinata a cambiare in modo sensibile il funzionamento del nodo.

Il dato emerso al termine della Commissione regionale dedicata all’infrastruttura è quello sottolineato dall’assessore alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, dopo l’audizione dei tecnici di Rete ferroviaria italiana. Secondo quanto riferito, il percorso commissariale ha consentito di comprimere in modo netto i tempi rispetto alla procedura ordinaria.

Il punto politico e tecnico emerso in Commissione

La stima richiamata dalla Regione parla di un anticipo di sette anni sul calendario che si sarebbe profilato con l’iter ordinario. L’effetto più rilevante, nella lettura dell’amministrazione regionale, riguarda la prospettiva di una riduzione superiore al 70 per cento del traffico ferroviario che oggi attraversa l’area urbana.

Per una città come Udine, il tema non è solo infrastrutturale. La riorganizzazione del nodo tocca infatti mobilità, qualità urbana e rapporto tra i quartieri attraversati dai binari, con un impatto che viene considerato strategico ben oltre il solo ambito ferroviario.

Come è stato rimodulato il percorso

Amirante ha spiegato che il lavoro svolto in questi mesi ha portato a scomporre il progetto in passaggi distinti, così da anticipare alcune opere e non attendere il completamento dell’intero iter per vedere i primi risultati. In questa attività, ha citato il contributo dell’architetto Volponi, della Direzione regionale e il confronto con Rfi.

L’obiettivo dichiarato è rendere più rapido l’avvio delle parti già mature del piano, costruendo una sequenza di interventi che permetta di arrivare al traguardo del 2031 senza lasciare tutto concentrato nella fase finale.

Risorse disponibili e prossime fasi

Dal confronto in Commissione è arrivata anche un’indicazione sul fronte economico. L’assessore ha sostenuto che le disponibilità attuali coprono i passaggi che via via entrano in attuazione e che il meccanismo commissariale evita di immobilizzare in anticipo fondi che possono servire nell’immediato.

La logica indicata dalla Regione è quella di far arrivare le risorse statali nel momento in cui si apriranno gli appalti, mantenendo nel frattempo la possibilità di approvare i progetti definitivi e preparare opere già pronte per la cantierizzazione.

Per Udine il nodo resta quindi in una fase decisiva: da un lato la conferma politica di un cronoprogramma più stretto, dall’altro la necessità di tradurre le scadenze annunciate in passaggi operativi verificabili. Il 2031, alla luce di quanto emerso, diventa il primo anno chiave attorno a cui misurare l’avanzamento reale del progetto.

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