Udine, il Fogolâr Civic rilancia la Viola cittadina: l’idea è portarla su foulard e fazzoletti
Dalla festa dei patroni nasce una proposta identitaria pensata per la vita di tutti i giorni, con il simbolo floreale legato alla storia udinese.
Un segno da indossare, riconoscibile ma lontano dall’immagine del costume da cerimonia. A Udine il Fogolâr Civic di Udin propone di riportare la Viola di Udine nella quotidianità attraverso foulard e fazzoletti, accessori pensati come richiamo visibile all’identità cittadina e friulana.
L’iniziativa è stata messa a fuoco il 12 luglio 2026, nella giornata dedicata ai santi Ermacora e Fortunato. Ora l’associazione intende sottoporre il progetto a interlocutori pubblici e privati, con l’obiettivo di trasformare l’idea in qualcosa di concreto e facilmente adottabile.
Un simbolo civico da rendere attuale
La proposta parte da un presupposto preciso: recuperare un elemento della tradizione senza scivolare nel folkloristico. L’ipotesi immaginata dal Fogolâr Civic è quella di un accessorio semplice, aggiornato nel linguaggio e nell’uso, da portare ogni giorno.
Nel ragionamento dell’associazione trovano spazio due forme distinte: un “façoleton” per le donne e un “façolet” per gli uomini. In entrambi i casi, il tratto distintivo dovrebbe essere il richiamo alla Viola di Udine, fiore considerato per lungo tempo uno dei simboli più eleganti della città.
Dalla festa patronale alla proposta operativa
L’idea ha preso corpo durante la ricorrenza patronale, quando una delegazione del Fogolâr Civic ha partecipato alla Messa solenne in cattedrale. Erano presenti il presidente Alberto Travain, anche camerarius dell’Arengo civico, insieme a Renata Capria D’Aronco e Maria Luisa Ranzato, procuratores dell’Assemblea civica, a Marisa Celotti e al consigliere Mario Cozzi.
Nel momento successivo di confronto, il tema si è spostato su come rendere più visibile l’identità civica nella vita di tutti i giorni. Da una prima riflessione su un abito popolare udinese rivisitato in chiave contemporanea, sul modello di esperienze mitteleuropee, si è arrivati a una soluzione più agile: non un intero vestito, ma un accessorio immediato e utilizzabile da tutti.
Travain ha richiamato il “façoleton” legato alla tradizione delle borghigiane e delle popolane della città storica, mentre Celotti ha indicato nella decorazione di scialli e foulard con la Viola la strada più adatta per dare forma al progetto.
I precedenti ricordati dall’associazione
Nel presentare l’iniziativa, il presidente del Fogolâr Civic ha richiamato anche alcune esperienze del passato. Alla fine degli anni Novanta, nell’ambiente che poi avrebbe dato vita allo stesso Fogolâr Civic e allora guidato dal Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, erano stati proposti i “gjacs” blu sociali in jeans, pensati come omaggio a Linussio, oltre ai costumi “borghesan” dell’udinese Borgo Sole.
Tra i riferimenti locali citati compare anche l’Associazione Mitteleuropa, indicata come la prima realtà in Friuli Venezia Giulia ad aver sviluppato un abito popolare identitario nel solco delle “erneuerte Trachten” centroeuropee. In questo caso, però, il traguardo appare più pratico: un segno diffuso, inclusivo e non riservato alle occasioni formali.
Perché la scelta cade sulla Viola di Udine
Il fiore non è stato scelto per caso. Secondo il Fogolâr Civic, la Viola di Udine conserva un forte valore storico e simbolico, legato all’immagine della città anche oltre i confini locali. Maria Luisa Ranzato ha ricordato inoltre che il suo richiamo era ancora vivo negli anni Sessanta, quando veniva donata dagli universitari veneziani di Ca’ Foscari.
Nel quadro evocato dall’associazione rientra anche Palazzo Dragoni-Florio, luogo della socialità cittadina e scenario del ballo delle debuttanti, dove la Violetta di Udine viene collocata come elemento riconoscibile dell’immaginario mondano locale, prima ancora del suo utilizzo come logo della Camera di Commercio.
Nel racconto identitario costruito dal gruppo compare infine anche il riferimento ai Savorgnan, in particolare al ramo Brazzà, richiamato come ulteriore tassello storico di una memoria civica che il progetto vuole riportare in superficie con un linguaggio contemporaneo.
Un accessorio come messaggio di appartenenza
Per il Fogolâr Civic il punto non è soltanto estetico. L’associazione legge questa proposta come uno strumento di appartenenza condivisa, capace di unire città e Friuli attraverso un oggetto semplice, portabile e riconoscibile.
Travain sostiene che un capo identitario possa diventare una forma moderna e inclusiva di coesione, andando oltre i simboli più tradizionali. Il progetto, nelle intenzioni del gruppo, proseguirà ora con il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati per verificare se l’idea della Viola su foulard e fazzoletti potrà davvero trovare spazio nella vita quotidiana udinese.