Udine apre quattro giorni di festival: la lettura diventa esercizio di cura condivisa
All’ex chiesa di San Francesco il via alla tredicesima edizione della Notte dei Lettori: fino al 7 giugno incontri, spettacoli e studenti-guida in città.
Per Udine sono giornate in cui libri, voci e riflessioni tornano a occupare il centro della scena culturale. Ha preso il via la tredicesima edizione della Notte dei Lettori, rassegna che fino a sabato 7 giugno propone in città un programma fitto di dialoghi, letture e spettacoli costruito attorno al tema scelto per il 2026: “La cura – Vê cure – I care”.
L’apertura si è svolta all’ex chiesa di San Francesco, uno dei luoghi simbolo del festival, con gli interventi dell’assessore alla Cultura Federico Pirone e della direttrice artistica Martina Delpiccolo. A inaugurare il cartellone è stata poi la lectio magistralis “Patria, patrie, patrimonio” firmata da Gian Antonio Stella, seguita da “AquadueO - Un pianeta molto liquido”, spettacolo-concerto della Banda Osiris con Telmo Pievani.
La manifestazione è promossa dal Comune di Udine con il sostegno di Fondazione Friuli, Regione Friuli Venezia Giulia e PrimaCassa Credito Cooperativo FVG. La direzione artistica è affidata a Martina Delpiccolo, mentre tra i punti di riferimento organizzativi resta centrale il lavoro della Biblioteca Civica Joppi insieme a librerie, associazioni, scuole, volontari e partner coinvolti.
Il filo conduttore scelto per l’edizione 2026
Il cuore dell’edizione di quest’anno è una parola ampia, che non riguarda soltanto assistenza o protezione. La cura viene proposta come atteggiamento verso gli altri, verso la vita pubblica e verso la cultura stessa. In questa prospettiva, la lettura diventa un gesto concreto: fermarsi, ascoltare, accogliere punti di vista diversi dal proprio.
Nel suo intervento, Pirone ha richiamato proprio il valore dell’ascolto come forma originaria di cura. In un contesto spesso dominato da fretta e semplificazioni, l’attenzione richiesta dai libri e dal confronto assume, secondo l’assessore, un significato ancora più forte.
Da qui anche l’idea di un festival che non venga vissuto come semplice sequenza di appuntamenti, ma come spazio condiviso in cui storie, pensiero e relazioni possano rafforzare il senso di comunità. È in questa chiave che la Notte dei Lettori continua a caratterizzare il calendario culturale udinese.
Nel ringraziare chi rende possibile la manifestazione, l’assessore ha citato la direttrice artistica, la Joppi e la rete di soggetti che ogni anno contribuisce alla riuscita dell’iniziativa. Un riconoscimento è andato anche agli enti sostenitori, indicati come decisivi per consolidare qualità e crescita del festival.
Studenti in campo per orientare il pubblico
Tra gli elementi che caratterizzano questa edizione c’è anche il coinvolgimento diretto di quindici studentesse e studenti degli istituti Zanon e Copernico. Saranno le “Bussole” del festival, presenza pensata per aiutare chi partecipa a muoversi tra i diversi appuntamenti disseminati in città.
Delpiccolo ha spiegato che il tema della cura nasce dalla convinzione che sia proprio questo approccio a incidere davvero nelle relazioni, nel lavoro, nelle passioni e nella dimensione collettiva. Per la direttrice artistica, i giorni del festival possono diventare occasione di scoperta, conoscenza e condivisione, ma anche un tempo utile per alleggerire, almeno in parte, le fatiche della vita quotidiana.
Il compito delle “Bussole” sarà soprattutto pratico: facilitare la partecipazione e rendere più semplice seguire il percorso della rassegna nei suoi vari momenti. Da oggi al 7 giugno, Udine ospita così un programma che punta a trasformare la lettura in esperienza pubblica, accessibile e radicata nella vita culturale della città.