Udine, la cooperativa Cattarossi celebra 35 anni: dalle famiglie un presidio educativo per l’infanzia
Nell’istituto di viale Venezia l’anniversario diventa occasione per riflettere su nidi, scuole dell’infanzia e sostegno regionale ai servizi 0-6
Non è stata soltanto una ricorrenza simbolica, ma un momento utile per riportare al centro un tema che riguarda molte famiglie udinesi: la continuità dei servizi educativi per i bambini più piccoli. A Udine la cooperativa sociale “Monsignor Domenico Cattarossi” ha festeggiato i suoi 35 anni di attività, confermando il legame con il quartiere e con la comunità che ne ha accompagnato il percorso.
L’esperienza è quella dell’istituto collegato alla parrocchia di San Giuseppe, in viale Venezia, dove nei primi anni Novanta furono proprio i genitori a scegliere di assumere direttamente la gestione dell’asilo. Da quella decisione è nato un modello che, nel tempo, ha continuato a operare nell’ambito dell’educazione della prima infanzia.
Alla celebrazione ha preso parte anche l’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen, che ha richiamato il tema delle risorse destinate a nidi, scuole dell’infanzia e sezioni primavera. L’anniversario, dunque, si è trasformato anche in una riflessione più ampia sul sistema 0-6 in Friuli Venezia Giulia.
Un anniversario che parla al presente
Nel corso dell’incontro è stato ricordato come la cooperativa udinese rientri a pieno titolo nella rete dei servizi educativi rivolti ai bambini dalla nascita ai sei anni. Un comparto che ha un impatto concreto sulla vita quotidiana delle famiglie, perché incrocia tempi di cura, lavoro e crescita educativa.
Rosolen ha evidenziato che per il 2026 è previsto uno stanziamento regionale dedicato a questo ambito e ha ricordato un impegno economico complessivo pari a 55 milioni di euro. Il messaggio emerso durante la giornata è stato chiaro: si tratta di servizi considerati essenziali, sia per i bambini sia per il sostegno alla genitorialità.
Dalla scelta dei genitori alla continuità del servizio
La storia della “Monsignor Domenico Cattarossi” affonda le radici in una decisione presa 35 anni fa da un gruppo di famiglie legate alla parrocchia di San Giuseppe. In un passaggio non scontato per l’epoca, furono loro a farsi carico della gestione della struttura educativa, dando forma a una cooperativa sociale destinata a durare nel tempo.
Durante la celebrazione è stato sottolineato proprio questo aspetto: la nascita dell’esperienza udinese come espressione di partecipazione civica. Secondo l’assessore regionale, quella scelta anticipò un modo di costruire servizi comunitari che negli anni successivi avrebbe trovato spazio anche in altri contesti.
Il ruolo della Cattarossi nel sistema 0-6
Guardando al presente, l’istituto di viale Venezia continua a rappresentare una realtà attiva nell’accoglienza dei più piccoli. Il valore riconosciuto alla cooperativa sta nella capacità di aver mantenuto nel tempo una proposta educativa stabile, nata dal coinvolgimento diretto delle famiglie e rimasta inserita in un settore delicato per il territorio.
I 35 anni della Cattarossi diventano così anche una fotografia di come, a Udine, le esperienze costruite dal basso possano consolidarsi e restare un punto di riferimento. La festa per l’anniversario ha ricordato il percorso compiuto, ma soprattutto ha rilanciato l’attenzione su un bisogno molto attuale: garantire servizi per l’infanzia solidi, accessibili e continui.