Udine al centro del confronto sulle infezioni severe: specialisti riuniti per Idipac 7
Nel Polo scientifico universitario la giornata dedicata alla gestione clinica dei casi più complessi. Alla vigilia, formazione per specializzandi a Villa Russiz.
Udine ospita oggi un appuntamento che richiama medici e studiosi impegnati nel campo delle malattie infettive: il settimo simposio Idipac porta nel capoluogo friulano un confronto nazionale sulla cura delle infezioni più complesse e sulle risposte che il sistema sanitario deve saper mettere in campo.
L’incontro si tiene martedì 23 giugno 2026 nella biblioteca del Polo scientifico universitario, scelta come sede dell’edizione di quest’anno. La giornata arriva dopo un momento formativo dedicato ai più giovani professionisti: ieri, a Villa Russiz, si è svolta infatti la Summer School rivolta ai medici specializzandi.
Ad aprire i lavori è stato Carlo Tascini, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Asufc. Nel programma inaugurale sono poi intervenuti il direttore generale di Asufc Denis Caporale e l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha portato il saluto della Regione.
Un appuntamento che rafforza il ruolo di Udine
Per il territorio friulano, la presenza di specialisti provenienti da diverse aree d’Italia conferma il peso di Udine nel dibattito sanitario su temi ad alta complessità. Il simposio mette al centro la gestione delle infezioni gravi, un ambito che richiede aggiornamento costante, esperienza clinica e capacità di lettura rapida degli scenari epidemiologici.
Il taglio dell’iniziativa unisce infatti due piani: da una parte il confronto scientifico tra professionisti, dall’altra la costruzione delle competenze necessarie per affrontare emergenze e casi difficili. In questo quadro si inserisce anche la scelta di affiancare al congresso una giornata specifica per la formazione specialistica.
Il messaggio della Regione sulla prevenzione
Nel suo intervento, Riccardi ha richiamato il valore della prevenzione, indicandola come una leva decisiva per proteggere la salute collettiva e per dare solidità nel tempo al servizio sanitario. Un’attività che spesso lavora lontano dai riflettori, ma che diventa determinante quando si tratta di contenere rischi e alleggerire l’impatto delle crisi sanitarie.
L’assessore ha anche insistito su un altro punto: l’esperienza maturata negli anni della pandemia non deve andare dispersa. Il riferimento è alle conoscenze acquisite durante il Covid, considerate ancora utili per orientare le strategie con cui affrontare future epidemie virali e situazioni di particolare pressione per il sistema sanitario.
Ricerca, competenze e nuova generazione di medici
Tra i temi emersi nella giornata c’è anche la necessità di continuare a investire su ricerca e preparazione professionale. Riccardi ha ribadito che il Friuli Venezia Giulia intende mantenere alta l’attenzione su questi fronti, considerati essenziali per garantire qualità e tenuta del servizio pubblico.
In questa prospettiva assume un significato preciso anche la Summer School che ha preceduto Idipac 7: la formazione della futura classe medica viene indicata come uno dei passaggi chiave per preparare il sistema alle sfide che attendono la sanità, a partire proprio dalle malattie infettive.
Il simposio udinese si inserisce così in un percorso più ampio, che guarda non solo all’aggiornamento degli specialisti già in attività, ma anche alla costruzione delle competenze che serviranno nei prossimi anni. Per il Friuli, ospitare un confronto di questo livello significa tenere il territorio dentro una discussione nazionale su prevenzione, ricerca e capacità di risposta davanti alle emergenze.