Udine, al Visionario una serata tra videodanza e cinema d’avanguardia: ULTRA porta in sala “Pas de deux”
Venerdì 23 ottobre alle 20 il terzo appuntamento del festival friulano mette a confronto tre lavori di Ed Emshwiller con opere contemporanee.
Il nuovo passaggio di ULTRA Screendance Festival a Udine guarda alle radici della sperimentazione visiva e al dialogo con il presente. Venerdì 23 ottobre, al Cinema Visionario, il terzo appuntamento della quarta edizione propone “Pas de deux”, una serata costruita attorno all’incontro fra cinema, movimento e ricerca artistica.
L’iniziativa, in programma alle 20, nasce dalla collaborazione con Eccentrico Cineclub e mette al centro tre lavori di Ed Emshwiller, accostati a tre film contemporanei. L’idea è quella di far emergere risonanze, differenze e continuità tra stagioni diverse della videodanza e del cinema sperimentale.
Un percorso tra immagini, corpo e spazio
Il programma ruota attorno a Totem, Thanatopsis e Film for three dancers, opere che restituiscono bene la ricerca di Emshwiller sul rapporto fra presenza fisica, inquadratura e trasformazione dell’immagine. La formula scelta per la serata punta proprio su questo confronto: non una semplice retrospettiva, ma un dialogo tra materiali storici e sguardi di oggi.
Per il pubblico udinese è un’occasione per entrare in contatto con un autore che ha segnato una parte importante dell’avanguardia americana del Novecento, in un contesto che valorizza la visione in sala e la lettura condivisa delle opere.
Chi era Ed Emshwiller
Nato nel 1925 e scomparso nel 1990, Emshwiller è stato una figura centrale nella sperimentazione statunitense: pittore, illustratore, videoartista e regista, ha attraversato linguaggi diversi mantenendo sempre un forte interesse per la percezione e per le possibilità tecniche dell’immagine in movimento.
Dopo il periodo di formazione a Parigi, si avvicinò all’ambiente underground di New York negli anni Cinquanta. Nella sua produzione dedicò un’attenzione particolare alla danza, studiando come la coreografia potesse modificare lo spazio filmico e come la macchina da presa potesse, a sua volta, ridefinire il gesto.
Il ruolo di Eccentrico Cineclub a Udine
La serata è realizzata con Eccentrico Cineclub, associazione universitaria nata a Udine nel 2024. Il nome richiama sia una linea curatoriale rivolta a oggetti cinematografici non convenzionali, sia un elemento tecnico del proiettore legato al movimento della pellicola.
Nel panorama culturale cittadino, l’associazione si è ritagliata uno spazio lavorando su cinema patrimoniale, sperimentazione e materialità del supporto filmico, attraverso proiezioni, laboratori e momenti di approfondimento. La collaborazione con ULTRA si inserisce quindi in una traiettoria coerente, attenta ai linguaggi meno battuti ma capaci di parlare a pubblici diversi.
Un festival che intreccia cinema e movimento
ULTRA è un festival internazionale dedicato alla videodanza e ai modi in cui il corpo viene osservato, raccontato e reinventato sullo schermo. A partire dal 2023 ha costruito un percorso che attraversa film, videoarte, animazione e forme ibride, mantenendo come asse centrale la relazione tra gesto, immagine e narrazione.
Accanto alle proiezioni, il festival sviluppa incontri, workshop e occasioni di confronto tra artisti, filmmaker, coreografi e spettatori. È questa dimensione aperta e trasversale a rendere ogni tappa qualcosa di più di una semplice rassegna, soprattutto in una città come Udine dove la proposta culturale legata al cinema di ricerca continua a trovare spazi e interlocutori.
Orario e sede dell’appuntamento
“Pas de deux” si terrà venerdì 23 ottobre al Cinema Visionario di Udine, con inizio alle ore 20. L’appuntamento rappresenta il terzo momento della quarta edizione del festival ed è pensato per chi segue la videodanza, ma anche per chi vuole avvicinarsi a un cinema capace di uscire dai percorsi più consueti.
La serata al Visionario si annuncia così come uno degli incontri più particolari del cartellone: un lavoro di accostamento tra epoche e sensibilità diverse, che riporta al centro della visione il corpo, il ritmo e la forza del linguaggio cinematografico.