Truffe, il Friuli Venezia Giulia rilancia la prevenzione: nel 2026 in arrivo 600 mila euro per i territori
La Regione finanzierà progetti rivolti ai cittadini in tutte le aree del Friuli Venezia Giulia. Spazio a Comuni, Comunità, associazioni e fondazioni culturali.
La prevenzione passa dai territori, dai luoghi frequentati ogni giorno e da una rete capace di raggiungere soprattutto chi è più esposto ai raggiri. Con questa impostazione la Regione Friuli Venezia Giulia ha destinato 600 mila euro a iniziative da realizzare nel 2026 per contrastare truffe tradizionali e frodi online.
Per il Friuli Venezia Giulia la ripartizione seguirà un criterio territoriale preciso: 150 mila euro andranno a ciascuna delle quattro aree provinciali, cioè Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia. L'obiettivo è sostenere progetti di informazione e sensibilizzazione con una presenza diffusa, senza concentrare le risorse in un solo ambito.
Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale e si colloca nel quadro del Protocollo d'intesa per la sicurezza urbana integrata firmato da Prefetture del Friuli Venezia Giulia, Regione e Anci Fvg. La linea scelta è quella di intervenire prima che il danno si verifichi, puntando sulla conoscenza dei rischi e sulla capacità dei cittadini di riconoscere i segnali di un tentativo di truffa.
A chi si rivolge il bando regionale
Le domande potranno essere presentate dai Comuni, sia singolarmente sia insieme ad altri enti, oltre che dalle Comunità del Friuli Venezia Giulia. Tra i soggetti ammessi figurano anche associazioni culturali senza scopo di lucro e fondazioni culturali impegnate nella valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale.
Rientrano tra i potenziali beneficiari pure le realtà che gestiscono musei, biblioteche o centri di ricerca, così come quelle che promuovono attività artistiche, musicali, letterarie o cinematografiche. I contributi non saranno assegnati automaticamente: la selezione avverrà attraverso una graduatoria costruita sulla qualità e sull'efficacia dei progetti presentati.
Quali iniziative potranno ottenere i contributi
Il bando copre un ventaglio ampio di attività. Potranno essere finanziati incontri pubblici, seminari, workshop, campagne informative, produzioni multimediali e anche format più vicini alla vita quotidiana delle comunità, come eventi culturali o spettacoli capaci di trasmettere messaggi di prevenzione.
Un aspetto considerato importante dalla Regione è la capacità di fare rete. Nei progetti avranno un peso le collaborazioni con famiglie, negozianti, parrocchie, medici di medicina generale, doposcuola e altri punti di riferimento locali, cioè quei soggetti che possono aiutare a far circolare informazioni corrette e comportamenti prudenti.
Il tema, del resto, riguarda sempre più da vicino anche il fronte digitale. Tra i bersagli delle campagne ci saranno quindi non solo i raggiri più tradizionali, ma anche le forme di truffa che passano attraverso telefonate, messaggi, piattaforme online e strumenti informatici.
Accessibilità e partecipazione pubblica
Le attività finanziate dovranno restare accessibili. La Regione prevede infatti che siano gratuite per il pubblico oppure che richiedano un contributo simbolico, comunque sotto la soglia del 50 per cento del costo reale dell'iniziativa.
Nelle parole dell'assessore regionale alle Autonomie locali e sicurezza Pierpaolo Roberti, il fenomeno è in espansione e richiede un lavoro continuo sul versante della prevenzione. La scelta, quindi, è rafforzare la consapevolezza dei cittadini e sostenere progetti in grado di coinvolgere in modo concreto le comunità del Friuli Venezia Giulia, perché la difesa dai raggiri comincia spesso dall'informazione condivisa.