Alunni di Marostica in piazza Libertà a Trieste: il Ministero avvia verifiche
La visita della primaria vicentina alle iniziative per i migranti ha sollevato reazioni politiche. Sotto osservazione distribuzione di beni e attività simulate sulla rotta balcanica.
Tra Trieste e Vicenza, la visita di alcuni alunni della primaria di Marostica alle iniziative solidali in piazza Libertà è diventata un caso politico, con verifiche avviate dal Ministero dell’Istruzione. I bambini avrebbero collaborato alla distribuzione di cibo e beni di prima necessità ai migranti e partecipato a esercizi simulativi legati alla rotta balcanica.
Il nodo riguarda il ruolo avuto dai bambini nell'ambito di attività promosse da gruppi solidali attivi nell'area della stazione, luogo che da tempo rappresenta uno dei punti più sensibili del capoluogo giuliano sul tema della rotta balcanica.
Il caso nato nel cuore di Trieste
Secondo quanto emerso, gli alunni avrebbero preso parte a momenti di sostegno materiale destinati ai migranti, collaborando nella consegna di pasti e beni essenziali durante una delle serate organizzate in piazza Libertà.
L'iniziativa, stando ai resoconti circolati, si è svolta con la partecipazione di più associazioni e volontari del territorio. Proprio questo contesto, molto esposto sul piano pubblico e simbolico, ha contribuito a dare alla vicenda una risonanza ben più ampia di quella di una semplice uscita didattica.
I racconti diffusi online
Una parte decisiva nella diffusione del caso l'hanno avuta alcuni contenuti pubblicati sui social da Gian Andrea Franchi, volontario impegnato nelle attività di supporto. In quei post le serate in piazza venivano presentate come occasioni di partecipazione collettiva, con il coinvolgimento diretto anche della scolaresca arrivata da Marostica.
Nei medesimi racconti si faceva riferimento a un percorso pensato per avvicinare i bambini all'esperienza vissuta da chi attraversa i Balcani per raggiungere l'Italia. Un'impostazione che ha acceso le contestazioni, soprattutto dopo la circolazione di video poi rimossi.
Le attività finite sotto osservazione
Tra gli elementi che hanno suscitato più discussione ci sono alcune prove descritte come esperienze simulate: camminate a piedi nudi e passaggi con la vista coperta, ideati per far percepire ai più piccoli le difficoltà di spostamenti notturni e in condizioni estreme.
Si tratta dei passaggi che più di altri hanno spostato il dibattito dal piano della solidarietà a quello dell'opportunità educativa. Non tanto l'aiuto materiale in sé, quanto il modo in cui sarebbe stato costruito il coinvolgimento degli alunni, è diventato il punto centrale della discussione.
La reazione politica e le verifiche
Dopo la diffusione della vicenda, esponenti di Fratelli d'Italia hanno presentato un'interrogazione rivolta al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Da lì è partita la richiesta di accertamenti sul caso.
Il Ministero ha quindi avviato verifiche per chiarire contorni e modalità dell'iniziativa. Resta ora da capire quali elementi emergeranno rispetto all'organizzazione della visita, al coinvolgimento della scuola e al carattere delle attività svolte nella piazza triestina, da anni al centro di attenzione pubblica per il passaggio dei migranti lungo la rotta balcanica.