Trieste guarda ai prossimi 30 anni: tre incontri su mare, città ed energia
All’Urban Center e a Palazzo Gopcevich nuovi appuntamenti con l’Università di Trieste per discutere gli effetti della transizione climatica sul territorio urbano.
Come cambierà Trieste di fronte agli scenari climatici dei prossimi decenni? La domanda torna al centro di un nuovo ciclo di appuntamenti promosso insieme all’Urbanistica dell’Università di Trieste, con focus su trasformazioni urbane, rapporto con il mare, mobilità e modelli energetici.
Gli incontri si concentrano su temi che per il capoluogo giuliano hanno un rilievo molto concreto: la vulnerabilità delle aree più basse, l’organizzazione degli spazi cittadini e le scelte necessarie per adattare la città a condizioni ambientali in evoluzione.
Due date all’Urban Center e una tappa a Palazzo Gopcevich
Il calendario prevede un appuntamento lunedì 18 all’Urban Center, al primo piano accanto al negozio Mirella, una conferenza martedì 19 a Palazzo Gopcevich, sul Canal Grande, e la chiusura mercoledì 20 ancora all’Urban Center.
Il percorso è seguito dalla professoressa Marchigiani con l’Urbanistica dell’ateneo triestino e mette in relazione riflessioni teoriche e casi applicati, con l’obiettivo di leggere gli effetti della transizione climatica dentro la vita quotidiana della città.
Il nodo triestino: Rive, Porto Vecchio e zone più esposte
L’incontro di lunedì 18 sarà dedicato al mare e a ciò che potrebbe accadere nell’arco di circa trent’anni nelle parti urbane più delicate. Tra i punti richiamati ci sono le Rive, il Porto Vecchio e altri settori a quota più bassa, che in prospettiva potrebbero essere interessati più spesso dall’acqua.
Il tema non riguarda soltanto il rischio fisico, ma anche le conseguenze sulle abitudini urbane. La discussione punterà infatti su come ripensare gli spostamenti e l’uso degli spazi nei quartieri maggiormente esposti agli effetti del cambiamento climatico.
Il passaggio intermedio con Enrico Mazzoli
Fra i due appuntamenti all’Urban Center è inserita anche la conferenza di Enrico Mazzoli, fissata per martedì 19 a Palazzo Gopcevich. Un momento che si colloca all’interno dello stesso percorso di approfondimento avviato in città.
La scelta di distribuire gli incontri in luoghi diversi conferma il carattere aperto dell’iniziativa, che prova a portare il dibattito urbanistico fuori dai circuiti strettamente accademici e dentro spazi riconoscibili per il pubblico triestino.
Dalle esperienze del territorio al tema delle comunità energetiche
Nei giorni scorsi il ciclo aveva già fatto tappa su un caso friulano molto significativo, quello di Lignano, presentato da Cristina Driusso, architetta responsabile del settore edilizia e territorio del Comune. L’analisi ha preso in esame una località con una forte presenza di verde, percorsi ciclabili inseriti in un contesto naturale e un rapporto diretto con Tagliamento, mare e laguna.
Driusso ha illustrato attraverso diverse mappe le principali linee d’azione dell’amministrazione, in una realtà che cambia dimensione nel corso dell’anno: da circa 5 mila residenti nella stagione invernale fino a 50 mila presenze durante l’estate.
La chiusura del ciclo, mercoledì 20, sarà affidata all’ingegner Mauro Gasparetto, presidente della Comunità Energetica di San Dorligo. Al centro del suo intervento ci saranno le comunità energetiche, cioè modelli in cui la produzione da fonti rinnovabili come fotovoltaico, eolico o idraulico viene condivisa attraverso una cooperativa di aderenti.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la gestione dell’energia prodotta in eccesso. Accumularla comporta spese importanti, mentre il rapporto diretto tra chi produce e chi consuma può creare un vantaggio reciproco. Un tema che, anche per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia, si lega sempre più alle scelte concrete sul futuro urbano.