Trieste porta sul grande schermo il racconto delle Dolomiti: all’Ariston una serata con Emanuele Confortin

Polemica sulla Sagra de le Raze di Staranzano: Partito Animalista e Animal Pride segnalano la campagna promozionale a Comune e autorità.Il 3 settembre al cinema di viale Romolo Gessi tre puntate di “Dolomitismo. Racconti Verticali” e un confronto con il

29 agosto 2026 09:33
Trieste porta sul grande schermo il racconto delle Dolomiti: all’Ariston una serata con Emanuele Confortin -
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Il legame tra il Friuli Venezia Giulia e la cultura della montagna passa anche da Trieste, dove il 3 settembre il Cinema Ariston ospiterà una serata dedicata al racconto dell’alpinismo dolomitico. Alle 20.30 il pubblico potrà vedere tre capitoli di “Dolomitismo. Racconti Verticali”, progetto ideato e diretto da Emanuele Confortin per Fondazione Dolomiti UNESCO.

L’appuntamento si terrà in viale Romolo Gessi 14 e coinvolge anche il mondo alpinistico triestino: l’iniziativa è promossa dal Cinema Ariston de La Cappella Underground insieme alla Fondazione, con la collaborazione del G.A.R.S., Gruppo Alpinisti Rocciatori Sciatori della Società Alpina delle Giulie, sezione di Trieste del Club Alpino Italiano. Previsto inoltre il biglietto ridotto per i soci CAI.

Trieste, al Cinema Ariston tre episodi di Dolomitismo il 3 settembre con il regista

Un incontro che parla anche al pubblico friulano

La serata non sarà soltanto una proiezione. In sala è atteso lo stesso Confortin, che dialogherà con Mauro Dall'Argine e Mauro Bologna, entrambi alpinisti e soci GARS. È annunciata anche la partecipazione di Luca Vallata, guida alpina che guida la cordata narrativa di ogni episodio della serie.

Il lavoro costruisce un racconto in cui la salita in parete si intreccia con la memoria delle grandi vie e con la lunga formazione geologica delle Dolomiti. Il risultato è una narrazione che unisce impresa, paesaggio e storia della montagna, parlando non solo agli specialisti ma anche a chi segue il documentario d’autore.

Prima di arrivare a Trieste, la docuserie era stata presentata il 29 aprile alla 74ª edizione del Trento Film Festival, dove ha trovato spazio nella selezione ufficiale come prima docuserie ammessa.

Le tre storie scelte per la tappa triestina

Il programma prevede tre episodi da circa 27 minuti ciascuno. Si parte con “Cason di Formìn, sul versante più selvaggio”, ambientato nel gruppo della Croda da Lago, con Michael Tramontin a raccontare il richiamo delle pareti più austere e dell’alpinismo nella stagione fredda.

Trieste, al Cinema Ariston tre episodi di Dolomitismo il 3 settembre con il regista

Il secondo titolo in calendario è “Sass Maor, il sogno nel cassetto”, nelle Pale di San Martino: qui la giovane alpinista Sofia Mott affronta la ripetizione della via Solleder-Kummer, aperta nel 1926 sulla parete Est.

A chiudere la serata sarà “Spiz di Lagunaz, il diedro perfetto”, viaggio in una zona appartata delle Dolomiti. In questo episodio Marco Bergamo e Samuele Zeni seguono Vallata sulle tracce di Renato Casarotto e Piero Radin, protagonisti cinquant’anni fa di una severa prima ascensione nelle Pale di San Lucano.

Il progetto tra UNESCO, alpinismo e immagini d’autore

Alla base della serie c’è l’incontro tra due riconoscimenti internazionali: quello assegnato alle Dolomiti come Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2009 e quello dell’alpinismo come Patrimonio Culturale Immateriale riconosciuto nel 2019. È dentro questo doppio orizzonte che si muove “Dolomitismo. Racconti Verticali”.

Trieste, al Cinema Ariston tre episodi di Dolomitismo il 3 settembre con il regista

Nel racconto trovano spazio anche il contributo del geologo Emiliano Oddone e l’intervento visivo di Gigi Dal Re. Nei nove episodi complessivi compaiono inoltre Modesto Alverà, Anna Angelini, Alessandro Baù, Ettore De Biasio, Dante Del Bon, Marika Freschi, Mirco Gasparetto, Andrea Menardi, Franco Nicolini, Bruno Pederiva, Piero Radin, Elena Turro, Maurizio “Manolo” Zanolla e Samuel Zeni.

Per Trieste, e più in generale per il pubblico regionale, l’iniziativa conferma l’attenzione verso un cinema che mette al centro territorio, ambiente e memoria. Una linea che si inserisce nel percorso culturale portato avanti da La Cappella Underground e che trova nella montagna un tema capace di parlare anche a una città di confine come quella giuliana.

Chi c’è dietro la docuserie

Il progetto è stato realizzato da Fondazione Dolomiti UNESCO con il contributo del Fondo Comuni Confinanti e con il patrocinio del Club Alpino Accademico Italiano, dell'Alpenverein Südtirol, del CAI Veneto, del CAI Alto Adige, del CAI Friuli Venezia Giulia e della Società Alpinisti Tridentini.

Confortin firma riprese in parete, interviste e sceneggiatura. Tra i dronisti figurano Filippo Guerra e Leonardo Mizar Vianello; la seconda camera nelle interviste è affidata a Elena Barban, Niccolò Mattia Colombo e Lara Piovesan. Il montaggio è curato da Elena Barban e Lara Piovesan, mentre le musiche originali sono di Sebastian Soso. Post-produzione, video e color correction sono stati realizzati da The Studio, con coordinamento della post-produzione di Niccolò Mattia Colombo.

Trieste, al Cinema Ariston tre episodi di Dolomitismo il 3 settembre con il regista

Giornalista e documentarista indipendente, Emanuele Confortin ha lavorato a lungo tra Asia Meridionale e Medio Oriente occupandosi di migrazioni, minoranze marginalizzate e cambiamento climatico, spesso in territori montani. Negli ultimi anni ha concentrato il suo lavoro sul documentario alpinistico e sociale: tra i titoli più recenti figurano “100, Solleder Lettenbauer” del 2025, “Renato Gobbato, Bagnin” del 2025 e “L'ultima Via di Riccardo Bee” del 2023, premiato al Trento Film Festival e all'Orobie Film Festival. Da 25 anni pratica l’alpinismo ed è Accademico del CAI e membro del GISM.

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