Giovani e salute mentale in Friuli Venezia Giulia: pubblicato il dossier che unisce servizi, scuole e territori

Online il documento finale del percorso regionale legato a EU-Promens: coinvolte più di 500 persone e nove aree del Fvg, da Udine a Trieste.

28 agosto 2026 23:31
Giovani e salute mentale in Friuli Venezia Giulia: pubblicato il dossier che unisce servizi, scuole e territori -
Condividi

Una rete più vicina ai ragazzi, capace di intercettare il disagio prima che esploda e di mettere in dialogo scuola, sanità, famiglie, associazioni e comunità. È questo il cuore del report finale di “Salute Mentale di Comunità per i Giovani”, ora consultabile online dopo il percorso sviluppato in Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto europeo EU-Promens.

Per il Friuli il documento rappresenta soprattutto uno strumento pratico: raccoglie servizi già presenti, esperienze avviate nei diversi territori e indicazioni emerse dal confronto tra chi lavora ogni giorno con adolescenti e giovani adulti. Non solo un’analisi, quindi, ma una base da cui partire per costruire risposte più accessibili e coordinate.

Nel lavoro sono confluiti contributi di operatori sanitari e sociali, insegnanti, educatori, studenti, cooperative, amministratori locali, associazioni e polizia locale. Il punto condiviso è la necessità di rafforzare i collegamenti tra realtà che spesso operano sugli stessi bisogni ma con strumenti separati.

Salute mentale dei giovani in Fvg, online il report con la mappa dei servizi e delle

Un percorso regionale che ha toccato anche Udine e il Friuli collinare

Il progetto è stato promosso dal Consorzio Cosm insieme ad Asufc, Asfo e Asugi. All’interno di EU-Promens, programma attuato in 33 Paesi tra Unione Europea e realtà extra Ue, il Friuli Venezia Giulia ha rappresentato l’unica esperienza italiana.

La scelta regionale è stata quella di concentrare il lavoro sulla fascia giovanile. Il percorso ha coinvolto oltre 500 partecipanti in incontri distribuiti tra San Daniele del Friuli, Udine, Gemona-Tolmezzo, Cividale-Tarcento, Palmanova, Codroipo, Pordenone, Gorizia e Trieste, con una presenza significativa quindi anche nelle aree friulane.

Complessivamente si sono svolte 12 giornate formative e due webinar, superando le 100 ore di attività. I gruppi hanno lavorato sui bisogni emergenti legati alla salute mentale, sul funzionamento delle reti territoriali e sulle esperienze che possono essere rafforzate o replicate.

Che cosa emerge dal documento finale

Il dossier restituisce una lettura ampia della situazione: mette in evidenza criticità, risorse già attive e possibili linee di sviluppo nate dal confronto tra soggetti pubblici e Terzo Settore. L’idea di fondo è spostare l’attenzione dalla sola gestione dell’emergenza a un modello basato su prevenzione, prossimità e partecipazione.

Secondo Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg e del Consorzio Cosm, oltre che referente italiana di EU-Promens, il lavoro svolto punta a rendere più stabili le reti locali e a costruire una salute mentale di comunità capace di parlare davvero ai più giovani.

Il passaggio conclusivo presentato a Udine

Il percorso si è chiuso a fine luglio con un momento pubblico nel capoluogo friulano. All’incontro hanno preso parte i direttori dei Dipartimenti di salute mentale delle aziende sanitarie, Marco Bertoli, Cristina Meneguzzi e Massimo Semenzin, insieme ai rappresentanti del Terzo Settore coinvolti nel progetto.

Nelle conclusioni è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali, Disabilità e Protezione civile Riccardo Riccardi, che ha richiamato la necessità di un sistema sociosanitario integrato, capace di superare i confini tradizionali tra competenze cliniche e sociali di fronte a bisogni sempre più complessi.

Tra le esperienze osservate c’è anche Youngle

Nel report trova spazio anche Youngle, rete nazionale di peer education e ascolto online pensata da giovani per altri giovani. Il progetto, nato nel 2011 su iniziativa del Ministero della Salute, offre un canale anonimo di confronto rivolto alla fascia tra i 14 e i 25 anni, attraverso chat e strumenti digitali seguiti da peer educator formati con il supporto di professionisti.

Salute mentale dei giovani in Fvg, online il report con la mappa dei servizi e delle

In Friuli Venezia Giulia l’esperienza ha preso avvio nel Sandanielese e oggi sta entrando in una fase di estensione su scala regionale. La gestione fa capo ad Asufc e Consorzio Cosm con la collaborazione degli istituti scolastici: l’obiettivo è facilitare un contatto precoce con i ragazzi, ridurre lo stigma e accompagnare in modo più semplice l’accesso ai servizi presenti sul territorio.

Segui Prima Friuli