Trieste, al Teatro Stabile Sloveno una serata tra Cergoly e Pasolini: poesia e memoria il 10 luglio
Nel cartellone di Varcare la frontiera la lettura di Nikla Petruška Panizon dedicata a “Le clandestine”, con ingresso a 10 euro.
La memoria di Trieste passerà dalla poesia nella serata in programma venerdì 10 luglio 2026 al Teatro Stabile Sloveno, dove il festival Varcare la frontiera propone un incontro costruito attorno alle parole di Carolus L. Cergoly e allo sguardo critico di Pier Paolo Pasolini.
L’appuntamento, fissato per le 21, mette al centro “Poesie clandestine”, percorso che si concentra soprattutto su “Le clandestine”, parte conclusiva di Inter pocula. In quelle pagine riaffiora la vicenda della borghesia ebraica triestina travolta dalla persecuzione nazista, riportata alla scena attraverso una lettura pubblica.
L’iniziativa rientra nel programma di luglio della tredicesima edizione di Varcare la frontiera, rassegna multidisciplinare firmata dall’associazione culturale triestina Cizerouno, che nel 2026 celebra anche i venticinque anni di attività.
Una voce in scena per attraversare i testi
A dare corpo alla lettura sarà Nikla Petruška Panizon, attrice della compagnia del Teatro Stabile Sloveno. Il suo intervento unirà i testi di Cergoly alle riflessioni che Pasolini dedicò allo scrittore triestino, creando un confronto a distanza tra due figure diverse ma entrambe decisive per comprendere un pezzo importante del Novecento letterario.
Panizon aveva già collaborato con il festival nella precedente edizione, quando aveva interpretato Angela Wulz in “Scatti di follia”. Questa volta il lavoro si muove su un registro differente, più legato alla parola poetica e al recupero della memoria cittadina.
Il cuore della serata è nelle pagine di “Le clandestine”
Il punto più intenso dell’incontro sarà proprio la sezione finale del libro di Cergoly. Qui la scrittura cambia passo e abbandona toni più leggeri per misurarsi con la deportazione e con lo sterminio degli ebrei triestini. È una parte dell’opera che lega letteratura e storia locale in modo diretto.
Nella lettura critica di Pasolini, in questi testi il plurilinguismo di Cergoly perde ogni funzione decorativa e si fa strumento necessario. Il riferimento alla Risiera di San Sabba, unico forno crematorio nazista in Italia, dà infatti alla lingua una durezza nuova.
Durante la serata riemergeranno anche alcuni nomi sottratti all’oblio: Arone Pakitz, il figlio Simon, la figlia Paola, Rachele Fuà, Alvise Tron. Il senso dell’iniziativa sta anche qui, nel restituire identità a persone travolte dalla violenza della storia.
Cergoly, autore triestino di formazione mitteleuropea
Nato a Trieste il 20 settembre 1908 e scomparso nella stessa città il 4 maggio 1987, Carolus L. Cergoly è stato una figura originale della cultura cittadina. La sua formazione asburgica e il retroterra mitteleuropeo hanno segnato in profondità la sua produzione letteraria.
Scriveva in triestino, italiano, tedesco e slavo, mantenendo però separati i diversi codici espressivi. Proprio questo aspetto colpì Pasolini, che in un intervento del 23 agosto 1974 su Inter pocula definì Cergoly «una dichiarazione di squisitezza storica» e ne mise in evidenza la scelta culturale e sociale nell’uso delle lingue.
Nel giudizio dell’autore friulano, il triestino di Cergoly non era la lingua del popolo, ma quella personale di un intellettuale colto. Un’interpretazione che lo portava ad accostarlo, per certi tratti, a Italo Svevo.
Biglietto e i prossimi appuntamenti del festival
Per assistere alla serata il costo del biglietto è di 10 euro, con prenotazione consigliata. Nel materiale diffuso dagli organizzatori non è però indicato un recapito completo per riservare il posto.
Il programma del Teatro Stabile Sloveno in questi giorni comprende anche un omaggio a Marko Sosič. Quanto al festival Varcare la frontiera, il calendario proseguirà l’11 luglio ancora nello stesso spazio con un nuovo appuntamento dedicato a Pasolini attraverso le parole di David Maria Turoldo e Libero Mazzi.
Cizerouno, attiva a Trieste dal 2001, lavora da anni sulla produzione culturale nell’area di confine tra Italia, Slovenia e spazio adriatico ed ex jugoslavo. L’edizione 2026 di Varcare la frontiera, intitolata “Interferenze”, è realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.