Trieste, al DoubleTree arriva “Aftersound”: le immagini di Andrey Vukolov in mostra fino al 28 settembre
Negli spazi del DoubleTree by Hilton Trieste la personale curata da Le Vie delle Foto: inaugurazione il 14 settembre alle 18 in Piazza della Repubblica.
Settembre porta a Trieste un nuovo appuntamento dedicato alla fotografia contemporanea. Negli spazi del DoubleTree by Hilton di Piazza della Repubblica 1 apre “Aftersound”, personale di Andrey Vukolov curata da Le Vie delle Foto, visitabile dal 14 al 28 settembre 2026.
L’apertura al pubblico è prevista per lunedì 14 settembre alle 18, quando la mostra verrà presentata ufficialmente. Per la città si tratta di un’esposizione che intreccia ricerca visiva e riflessione sul paesaggio, affidandosi a un autore che da alcuni anni vive proprio a Trieste.
Il progetto ruota attorno a un interrogativo preciso: che cosa rimane di un luogo quando perde i riferimenti che lo rendevano immediatamente riconoscibile. Nelle fotografie compaiono elementi concreti, come segnali marini, strutture o forme essenziali, ma sottratti alla loro cornice abituale e restituiti come presenze isolate.
Una mostra che lavora su tracce ed eco
Già dal titolo, “Aftersound”, emerge il senso dell’intero percorso: l’idea di una risonanza che continua anche quando l’origine sembra essersi spenta. Le immagini costruite da Vukolov non cancellano il reale, ma lo spostano leggermente, rendendolo meno stabile e più aperto all’interpretazione.
In questo passaggio hanno un ruolo importante anche le tecniche adottate dall’autore. Specchiature ed esposizioni sfalsate intervengono sulla scena e alterano il rapporto con spazio e profondità, lasciando però abbastanza appigli da far percepire allo spettatore un legame con ciò che vede.
Ne nasce una fotografia essenziale, sospesa, in cui gli oggetti smettono gradualmente di essere soltanto oggetti e diventano indizi. Più che descrivere un posto in modo lineare, il lavoro suggerisce una presenza residua, qualcosa che continua a farsi sentire anche in assenza di un racconto esplicito.
Il percorso espositivo a Trieste
L’allestimento sarà ospitato al DoubleTree by Hilton Trieste per due settimane, dal 14 al 28 settembre. La scelta della sede inserisce la mostra in uno spazio cittadino centrale e facilmente raggiungibile, aggiungendo un nuovo tassello alla programmazione culturale che ruota attorno alla fotografia nel capoluogo giuliano.
Secondo la curatrice Linda Simeone, uno degli aspetti più significativi della ricerca di Vukolov sta proprio nella capacità di partire da particolari molto riconoscibili per portarli altrove, in una dimensione dove realtà e percezione non coincidono del tutto. È in quel margine, tra presenza e assenza, che “Aftersound” sviluppa la sua forza.
Chi è l’autore
Andrey Vukolov, nato a Mosca nel 1984, ha costruito il proprio percorso fotografico affiancandolo a una formazione tecnica. Le prime esperienze professionali sono passate anche attraverso il lavoro come fotografo tecnico all’Università Bauman, con un’attenzione particolare alla produzione di immagini per materiali didattici e agli strumenti di post-produzione.
Dal 2012 insegna ingegneria e nel tempo ha continuato a sviluppare una ricerca personale in cui si incontrano competenze artistiche, programmazione e automazione. Un’impostazione che gli ha consentito di sperimentare linguaggi diversi nella costruzione dell’immagine.
Dal 2020 vive a Trieste, città nella quale ha ripreso con maggiore continuità l’attività di fotografia artistica digitale accanto a quella di ingegnere informatico. Nei suoi lavori attraversa paesaggio, minimalismo, macrofotografia, HDR, esposizioni decentrate e superfici riflettenti. Alcune opere erano già state presentate anche in “Sfumature di Dolce Vita” di Le Vie delle Foto.
Con “Aftersound” queste esperienze confluiscono in una mostra unitaria, dove la tecnica non resta un esercizio formale ma diventa uno strumento per interrogare ciò che appare. L’esposizione resterà aperta fino al 28 settembre 2026, offrendo a Trieste un’occasione in più per osservare la fotografia come spazio di ricerca e non solo di rappresentazione.