Cornino, tre grifoni tornano a sorvolare la Riserva: una giovane femmina salvata nel Gemonese resta sotto osservazione

Tre giovani grifoni sono tornati in libertà nella Riserva del lago di Cornino. In cura una femmina salvata vicino a Gemona.

07 settembre 2026 10:18
Cornino, tre grifoni tornano a sorvolare la Riserva: una giovane femmina salvata nel Gemonese resta sotto osservazione -
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FORGARIA NEL FRIULI – Tre giovani grifoni hanno spiegato nuovamente le ali sopra il verde della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, tornando in libertà dopo un periodo di cure e controlli sanitari.

La liberazione è avvenuta domenica 6 settembre durante “Vivi e Liberi di Volare”, la tradizionale manifestazione organizzata all’interno dell’area protetta e considerata uno dei momenti più attesi della programmazione annuale della Riserva, gestita dalla cooperativa Pavees.

Tre giovani esemplari tornano in natura

I tre grifoni liberati fanno parte di un gruppo di animali catturati durante le periodiche attività di controllo sanitario condotte dalla Riserva.

Le verifiche vengono svolte in collaborazione con il dottor Stefano Pesaro, del Centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell’Università di Udine.

Dopo essere stati sottoposti alle cure necessarie e a un periodo di osservazione, i tre esemplari sono stati giudicati pronti per tornare a vivere nel loro ambiente naturale.

«Si tratta di individui immaturi, uno di due anni e gli altri di età compresa tra i tre e i quattro anni. Il loro peso oscilla tra i 6,5 e i 7,5 chilogrammi», ha spiegato Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva.

La giovane Mara resta ancora in cura

Non ha potuto partecipare alla liberazione una giovane femmina di grifone recuperata dopo essere stata avvistata in difficoltà nei pressi di Gemona.

L’animale aveva lasciato il nido da poco tempo, probabilmente in un’area vicina a Venzone, ma non era nelle condizioni di affrontare autonomamente la vita in natura.

Gli operatori sono intervenuti più volte nel tentativo di raggiungerla. Soltanto il 28 agosto sono riusciti a catturarla e a trasferirla in un luogo sicuro.

Al momento del recupero, la giovane femmina appariva molto debole, denutrita e colpita da un’infezione. Il suo peso era di appena 5,2 chilogrammi, decisamente inferiore rispetto a quello degli altri giovani esemplari controllati dalla Riserva.

Le cure del dottor Stefano Pesaro

Dopo il recupero, il grifone è stato immediatamente affidato alle cure del dottor Stefano Pesaro, dell’Università di Udine.

L’esemplare è atteso nella Riserva di Cornino nella giornata di lunedì 7 settembre. Rimarrà all’interno di una voliera ancora per alcuni giorni, durante i quali saranno verificate le sue condizioni e la capacità di tornare a vivere autonomamente.

Se il recupero procederà come previsto, anche la giovane femmina potrà essere reintrodotta nel suo ambiente naturale.

La tutela degli animali e l’attenzione alle loro condizioni sono temi presenti in diverse località della montagna friulana, come dimostra anche il recente appello degli animalisti per i cavalli impiegati durante la sagra di Enemonzo.

Il nome scelto per il grifone

La giovane femmina sarà chiamata Mara, in omaggio alla donna che per prima ha segnalato la presenza dell’animale in difficoltà.

La signora non si è limitata a comunicare l’avvistamento alla Riserva, ma ha continuato a monitorare gli spostamenti del grifone, fornendo informazioni utili agli operatori.

La sua collaborazione ha agevolato il salvataggio e ha permesso di localizzare l’animale fino alla cattura del 28 agosto. Il nome Mara ricorderà così il contributo della persona che ha seguito a distanza il giovane rapace e ha reso possibile il suo recupero.

La liberazione davanti alle istituzioni

A liberare i tre maestosi grifoni sono stati il presidente della cooperativa Pavees, Luca Sicuro, e i suoi collaboratori.

Al momento più atteso della manifestazione erano presenti anche il sindaco di Forgaria nel Friuli, Pierluigi Molinaro, il vicesindaco Luigino Ingrassi, la sindaca di Trasaghis Stefania Pisu e l’assessore comunale di Forgaria Federico Petri.

Ingrassi ha ricordato il trentesimo anniversario della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, sottolineando il valore del Progetto Grifone.

Grazie a questo programma, la specie è tornata a insediarsi sulle alture di Cornino e, partendo da quest’area, ha progressivamente riconquistato un territorio montano molto più ampio.

Una giornata tra visite e divulgazione

La liberazione dei tre esemplari ha concluso una giornata dedicata alla conoscenza della Riserva e delle specie che la popolano.

Le attività sono cominciate durante la mattinata con i tour guidati al Centro Visite e al lago di Cornino. Nel pomeriggio si è svolto il consueto momento di approfondimento scientifico e divulgativo.

Il pubblico ha potuto conoscere più da vicino il lavoro degli esperti, le caratteristiche del grifone e le attività necessarie per monitorare gli animali presenti sul territorio.

La divulgazione sui cambiamenti degli ambienti montani sarà al centro anche della Dolomiti Mountain School di Forni di Sopra, dedicata alle trasformazioni che interessano le terre alte.

Un centinaio di coppie sotto osservazione

Il monitoraggio della popolazione di grifoni richiede un impegno considerevole. Sul territorio sono presenti circa cento coppie, distribuite tra le zone prealpine e alpine della regione.

Gli esperti hanno individuato complessivamente 20 aree di nidificazione. In ciascun settore il numero di coppie varia sensibilmente, passando da una sola coppia fino a un massimo di 18.

Controllare i nidi e seguire la crescita dei piccoli significa operare in ambienti spesso difficili da raggiungere e valutare numerosi elementi che possono influenzare la riproduzione.

Settanta piccoli nati, 55 arrivati all’involo

Durante la stagione riproduttiva 2025-2026 sono state deposte circa 80 uova, dalle quali sono nati 70 piccoli.

Soltanto 55 giovani grifoni, tuttavia, sono riusciti ad arrivare all’involo. I dati indicano un’elevata capacità riproduttiva della popolazione, ma anche la presenza di diversi fattori capaci di provocare perdite durante la cova e l’allevamento dei piccoli.

Secondo Fulvio Genero, tra le principali difficoltà ci sono i disturbi provocati dalle attività umane, compresi il passaggio dei parapendii, gli elicotteri e la presenza di scalatori vicino alle zone di nidificazione.

I pericoli per la popolazione dei grifoni

Tra gli ulteriori elementi di rischio è stato indicato il rifornimento non sempre regolare del punto di alimentazione, legato a differenti problemi organizzativi.

Anche gli incendi potrebbero aver contribuito alle perdite registrate durante il periodo riproduttivo. A questi fattori si aggiunge il grave episodio degli avvelenamenti avvenuti in Austria nell’aprile scorso.

Secondo quanto spiegato dal direttore scientifico, gli avvelenamenti hanno provocato la morte accertata di almeno otto grifoni. Il numero reale potrebbe essere superiore, perché altri esemplari potrebbero non essere stati ritrovati. Le perdite hanno avuto conseguenze anche sulle nidificazioni.

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