Tre comuni, sedici capolavori e il ricordo del sisma: in Friuli nasce "E fu mattina"
Tra Gemona, Artegna e Osoppo un percorso espositivo dal 29 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027 per i 50 anni dal terremoto.
Nel cuore dell'Alto Friuli il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 sarà raccontato anche attraverso l'arte. Si intitola "E fu mattina" la mostra diffusa che dal 29 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027 unirà Gemona del Friuli, Artegna e Osoppo in un unico itinerario dedicato alla memoria, alla ricostruzione e alla capacità del territorio di ripartire.
Il progetto è stato presentato a Udine dall'assessore regionale Barbara Zilli, che ha indicato l'iniziativa come un modo per tenere insieme il ricordo delle vittime, il ringraziamento a chi contribuì alla rinascita e il passaggio di quei valori alle nuove generazioni. L'idea, nelle intenzioni degli organizzatori, è trasformare una ricorrenza storica in un'occasione culturale capace di parlare al presente.
La mostra è ideata da Illegio - Associazione culturale "Comitato di San Floriano" e curata da don Alessio Geretti. Al centro c'è un racconto che usa opere di grande richiamo per interrogarsi sulla distruzione, sulla sofferenza e sulla forza che consente a una comunità di rimettersi in piedi.
Un itinerario che attraversa Gemona, Artegna e Osoppo
L'esposizione non sarà raccolta in un solo spazio, ma distribuita in tre luoghi simbolici del Friuli terremotato. La parte principale troverà posto a Palazzo Elti, a Gemona del Friuli, dove arriveranno dodici opere. Al Castello Savorgnan di Artegna ne saranno accolte tre, mentre a Osoppo, nella chiesa di Santa Maria ad Nives, sarà esposta un'opera sopravvissuta al sisma.
La scelta delle sedi ha un significato preciso: costruire un percorso condiviso fra comunità che hanno vissuto la stessa ferita e che oggi rilanciano insieme una proposta culturale di respiro regionale. L'inaugurazione è fissata per il 28 ottobre alle 18 nel Duomo di Gemona, luogo che più di altri richiama la tragedia del terremoto e la successiva rinascita.
Capolavori di grandi autori per raccontare distruzione e rinascita
Il percorso riunirà 16 opere di particolare rilievo, molte delle quali provenienti da raccolte private. Tra i nomi annunciati figurano Chagall, Guttuso, Ligabue, Picasso, Miró, Canova e Caravaggio, in un insieme pensato per dare forza visiva al tema della mostra.
Tra i lavori più attesi c'è anche "Guernica" di Picasso nella grande versione su carta, scelta come immagine universale del dolore provocato dalla violenza e, allo stesso tempo, come chiave per riflettere su ciò che resta dopo la devastazione. L'impianto della mostra punta infatti a mettere in dialogo il dramma e la possibilità di ricominciare.
Il coinvolgimento del territorio e l'attenzione ai giovani
Barbara Zilli ha sottolineato che il progetto è stato sostenuto per dare al cinquantenario un significato che andasse oltre la sola commemorazione. Nella lettura proposta dalla Regione, il cosiddetto "modello Friuli" continua a rappresentare un esempio civile da consegnare ai più giovani, anche attraverso strumenti diversi da quelli della celebrazione istituzionale.
Proprio ai ragazzi sarà affidato un ruolo diretto: saranno giovani del territorio ad accompagnare i visitatori lungo il percorso espositivo. L'obiettivo è favorire la partecipazione delle scuole e trasformare la visita in un'esperienza utile a conoscere una pagina decisiva della storia friulana.
Chi sostiene il progetto e come prenotare
L'iniziativa nasce dalla collaborazione fra Regione Friuli Venezia Giulia, Illegio - Associazione culturale "Comitato di San Floriano", i Comuni di Gemona del Friuli, Artegna e Osoppo e le rispettive parrocchie, con il contributo di PrimaCassa - Credito Cooperativo Fvg. Alla presentazione sono intervenuti anche il sindaco di Gemona Roberto Revelant, il sindaco di Artegna Alessandro Marangoni, il presidente di PrimaCassa Marco Gasparini, la presidente dell'associazione Lara Iob, mons. Valentino Costante e mons. Angelo Zanello.
Per visitare la mostra sono già aperte le prenotazioni, disponibili via e-mail all'indirizzo [email protected] e al numero 0433 1950019. Per il Friuli si annuncia così un appuntamento che unisce richiamo artistico e memoria collettiva, riportando al centro tre luoghi simbolo della ricostruzione.
Più che una semplice rassegna, "E fu mattina" si presenta come un percorso dentro l'identità friulana: un modo per tornare nei paesi segnati dal sisma e rileggerne la storia attraverso opere capaci di parlare anche a chi quel 1976 non l'ha vissuto.