Trasporti in Friuli Venezia Giulia, l’allerta di Fai Fvg: ETS e caro carburanti possono pesare fino a 2,2 miliardi
Dall’assemblea di Monfalcone emerge la preoccupazione del comparto: rincari su mare e gomma, timori per i porti dell’area e per l’intera filiera regionale.
Il punto sollevato da Monfalcone riguarda tutto il Friuli Venezia Giulia: le nuove regole europee sulle emissioni, secondo il comparto dell’autotrasporto, rischiano di trasformarsi in un forte aumento dei costi per chi movimenta merci su strada e via mare.
Il tema è stato al centro dell’assemblea generale di Fai Fvg, la Federazione Autotrasportatori Italiani della regione, dove l’eurodeputato Alessandro Ciriani ha richiamato l’attenzione sulle ricadute economiche del sistema ETS e dei successivi passaggi previsti dalla normativa europea.
La preoccupazione, emersa con forza durante l’incontro, è che il peso dei nuovi oneri non resti confinato alle imprese del settore, ma arrivi lungo tutta la catena: trasportatori, logistica, distribuzione e infine famiglie.
Quanto può costare al comparto italiano
Tra i dati richiamati a Monfalcone ci sono le stime dello studio CER-Confcommercio, secondo cui per l’autotrasporto italiano l’impatto economico aggiuntivo potrebbe oscillare tra 942 milioni e 2,2 miliardi di euro.
Una forbice molto ampia, ma sufficiente a dare la misura del problema segnalato dalle imprese. L’osservazione fatta durante l’assemblea è che un aumento di questa portata finirebbe inevitabilmente per riflettersi sui prezzi finali, con effetti più pesanti sulle fasce economicamente più deboli e sul fronte della povertà energetica.
Il nodo dei collegamenti marittimi e dei porti
Uno dei primi effetti evidenziati riguarda l’estensione dell’ETS al traffico marittimo. In base alle valutazioni richiamate nel confronto, gli armatori stimano rialzi che potrebbero arrivare fino al 45% sul fronte dei carburanti.
Per una regione che vive anche di scambi e connessioni portuali, il tema non è secondario. Durante l’incontro è stato sottolineato il possibile impatto sulle Autostrade del Mare, sulla continuità con le isole e sulle rotte che interessano anche lo scalo di Trieste.
Accanto al rincaro diretto, è stato messo in evidenza un altro rischio: lo spostamento di quote di traffico verso porti del Nord Africa, che non sarebbero sottoposti agli stessi vincoli previsti dall’Unione europea.
Dal 2028 il passaggio decisivo per il trasporto su strada
Il confronto di Monfalcone ha acceso i riflettori anche sull’ETS 2, previsto dal 2028. In quel caso la tassazione del carbonio andrebbe a incidere direttamente sui carburanti per il trasporto su gomma e sul riscaldamento.
Tradotto in termini pratici, significa che il gasolio potrebbe costare di più anche alla pompa. Per le imprese dell’autotrasporto si tratta di un passaggio considerato particolarmente delicato, perché toccherebbe il cuore dei costi operativi quotidiani.
Ciriani ha sostenuto che la revisione presentata dalla Commissione europea nello scorso luglio non avrebbe dato le risposte attese da aziende e lavoratori del settore. La posizione ribadita è quella di chiedere prima lo stop e poi la cancellazione dell’ETS 2, ricordando anche il rinvio già ottenuto per l’entrata in vigore del meccanismo.
Green Deal, automotive e obiettivo 2035
Nell’intervento spazio anche al comparto dell’auto e alle scelte industriali legate al Green Deal. Secondo Ciriani, l’impostazione seguita finora avrebbe finito per indebolire la produzione europea e italiana, lasciando maggiore spazio alla concorrenza esterna all’Unione.
Tra i punti contestati c’è il traguardo del 2035 per l’azzeramento delle emissioni, ritenuto troppo rigido perché limiterebbe l’impiego di carburanti alternativi, biocarburanti compresi, e ridurrebbe il margine della cosiddetta neutralità tecnologica.
Lo stesso eurodeputato ha inoltre ricordato la recente nomina a relatore ombra in Commissione ITRE nel negoziato sull’ETS. In vista del confronto a Strasburgo, l’obiettivo indicato è favorire lo sblocco dei carburanti ecologici alternativi prima della scadenza del 2035. All’assemblea monfalconese era presente anche il presidente di Fai Fvg, Luigi Dean, intervenuto nel dibattito sul futuro del settore in regione.