Trail tra Valbruna e Dogna, l’Alpe Adria cresce ancora: quota mille per l’edizione 2026
Weekend del 20 giugno nel Tarvisiano tra quattro gare, base al Kile Alpine Resort e appuntamenti musicali diffusi tra valle e montagna.
Il Tarvisiano si prepara a un fine settimana che unisce sport, accoglienza e promozione del territorio: l’Alpe Adria Ultra Trail 2026 ha raggiunto la soglia dei mille partecipanti complessivi, il dato più alto registrato finora dalla manifestazione tra appuntamento invernale ed estivo.
L’evento di sabato 20 giugno avrà il suo baricentro tra Valbruna e Dogna, con l’obiettivo di accompagnare atleti e visitatori dentro una parte delle Alpi Giulie friulane meno scontata rispetto ai percorsi più conosciuti. Al centro del progetto restano infatti la Val Saisera e la Val Dogna, due aree che la gara continua a valorizzare attraverso i sentieri.
La sede logistica sarà ancora una volta all’ex Polveriera di Valbruna, oggi Kile Alpine Resort, destinata a ospitare partenze, arrivi e servizi organizzativi nel corso della giornata.
Un percorso pensato per raccontare la Val Canale
Per l’edizione estiva sono stati predisposti quattro tracciati diversi. La scelta, spiegano gli organizzatori, è quella di distribuire i concorrenti su itinerari capaci di mostrare non solo i luoghi già celebri della zona, ma anche passaggi secondari e tratti meno frequentati, compresi alcuni recuperati e riportati all’attenzione proprio grazie alla manifestazione.
Il disegno complessivo punta a partire dalla forza attrattiva del Monte Lussari e dell’Alpe Adria Trail per allargare lo sguardo all’intero sistema escursionistico della Val Canale. In questo quadro la Val Saisera rappresenta il versante più noto al turismo europeo, mentre la Val Dogna conserva un profilo più appartato e naturale.
Tra i punti caratteristici del percorso ci sarà anche il ristoro di Chiout, realizzato con il supporto del CAI di San Donà, destinato ad accogliere i runner in uno dei tratti più riconoscibili della prova.
Musica e sport nello stesso sabato
Il 20 giugno coinciderà anche con il Festival delle Risonanze, inserendo così la gara in un programma più ampio. In mattinata è previsto un concerto al Museo della Grande Guerra, in contemporanea con il passaggio degli atleti, mentre nel pomeriggio un secondo appuntamento musicale si terrà nell’area di Malga Saisera.
Per chi seguirà la manifestazione da fuori gara, la giornata non si limiterà quindi all’aspetto agonistico. L’idea è trasformare il weekend in un’occasione diffusa, capace di mettere insieme paesaggio, corsa in montagna e iniziative culturali.
Il risultato record parte anche dalla neve
La crescita del 2026 è legata in modo significativo anche alla prova invernale. In particolare ha inciso la traversata completa della Val Dogna su neve, formula che ha dato visibilità a un ambiente spesso lontano dai circuiti turistici principali e che per gli organizzatori rappresenta uno degli elementi più originali dell’evento.
Il riscontro ottenuto nei mesi freddi ha spinto ASD SentieroUNO a ragionare già sullo sviluppo futuro del percorso per il 2027. L’associazione, con sede a Trieste, opera da tempo nel settore del trail running nell’area di confine tra Carso, Trieste e Alpi Giulie ed è conosciuta anche per la Corsa della Bora.
Il modello resta quello non profit: gran parte delle risorse derivanti dalle iscrizioni viene rimessa nell’organizzazione, nella sicurezza, nei servizi tecnici e nella crescita dei tracciati. Accanto alla struttura operativa continua a essere decisiva la presenza di volontari e realtà associative locali impegnate nei ristori e nell’accoglienza.
Comuni e partner coinvolti nel progetto
L’Alpe Adria Ultra Trail si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’Alpe Adria Trail sviluppato nell’ambito di un progetto Interreg promosso da Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG. Tra i soggetti che affiancano la manifestazione figurano anche i Comuni di Dogna e Malborghetto-Valbruna, Civibank, il CAI di San Donà e Kile Alpine Resort.
La linea scelta dagli organizzatori è quella di far crescere la partecipazione senza trasformare la gara in un evento dai numeri illimitati, considerando la delicatezza ambientale delle aree attraversate. L’obiettivo dichiarato rimane quello di generare movimento turistico ed effetti positivi per l’economia locale senza snaturare i luoghi che ospitano la competizione.
Per la montagna friulana, e in particolare per la Val Canale, il dato delle mille adesioni rappresenta quindi non solo un traguardo sportivo, ma anche un segnale della capacità del territorio di attrarre pubblico attorno a un progetto che lega sentieri, comunità e promozione delle vallate meno battute.