A Torre il museo esce all’aperto: sul Noncello nasce il percorso scientifico ImmaginAria
All’Immaginario Scientifico di Pordenone debutta una nuova area esterna tra installazioni interattive, spazi per le scuole e aperture domenicali.
Il tratto verde che costeggia il Noncello, accanto all’Immaginario Scientifico di Torre, entra da oggi nella visita del museo. Dal 12 giugno è infatti accessibile ImmaginAria, nuovo allestimento esterno pensato per portare esperimenti, osservazione e attività didattiche fuori dalle sale interne.
Per chi programma una visita da Pordenone e dal resto del Friuli, l’indicazione pratica è semplice: il percorso si può visitare la domenica, dalle 10 alle 18, mentre nei giorni feriali è riservato su prenotazione a gruppi e scolaresche. Ad agosto l’area non sarà aperta.
L’intervento riguarda la sede di via Vittorio Veneto 31, nel quartiere di Torre, e aggiunge una nuova parte stabile al museo. Non un semplice spazio accessorio, ma un ambiente concepito per ampliare l’esperienza lungo l’affaccio sul fiume.
Un nuovo affaccio del museo verso il fiume
Il progetto comprende una tettoia aperta destinata all’accoglienza dei visitatori e alle attività educative, oltre alla sistemazione del parapetto lungo il Noncello. L’area è stata ripensata per rendere più fruibile il collegamento tra edificio e paesaggio circostante.
Accanto alla struttura trovano posto sedute modulari che richiamano le iniziali del museo, IS, e una serie di grandi specchi che proseguono all’esterno il gioco di osservazione già presente nel percorso espositivo. È stato inoltre esteso il sistema di illuminazione, con l’obiettivo di valorizzare il complesso anche nelle ore serali.
La progettazione è firmata dall’architetta Mina Fiore, che ha sviluppato l’intervento partendo da un’idea emersa nel 2024 durante Eureka, la Fiera Nazionale della Cultura e Creatività. Il lavoro è stato impostato in dialogo con l’Officina delle Tintorie dell’ex Cotonificio di Torre, edificio di archeologia industriale di proprietà comunale che ospita il museo.
Le installazioni del Giardino della scienza
Il nucleo del nuovo percorso è il Giardino della scienza, una sezione en plein air costruita attorno a cinque exhibit hands-on. La formula resta quella tipica dell’Immaginario Scientifico: capire i fenomeni attraverso l’esperienza diretta, toccando, osservando e mettendo in funzione le installazioni.
Il filo conduttore scelto è quello delle onde, letto attraverso luce e suono e messo in relazione con l’ambiente naturale del Noncello. In questo modo il contesto esterno non fa solo da cornice, ma diventa parte dell’attività di esplorazione.
Nel percorso compaiono L’Albero delle visioni, dedicato agli strumenti che ampliano le possibilità dell’occhio umano, Caleidogira, basato sugli effetti degli specchi, e la Camera obscura, centrata sulle onde elettromagnetiche luminose.
Per la parte sonora, invece, sono stati inseriti Voci d’aria, che lavora sulla vibrazione dell’aria, e Onda su onda, installazione che mostra come si muove l’energia nei mezzi attraversati dal suono.
Presentazione ufficiale e sostegno al progetto
L’apertura è stata presentata il 12 giugno con la presidente dell’Immaginario Scientifico Serena Mizzan, l’assessore comunale all’Educazione, Istruzione, Università e Ricerca Pietro Tropeano e la stessa Mina Fiore. Il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla Cultura e allo Sport Mario Anzil, impossibilitato a partecipare, ha inviato un messaggio di saluto.
La realizzazione dell’opera è stata resa possibile da un contributo della Regione Friuli Venezia Giulia destinato agli investimenti per musei pubblici e privati. Nelle intenzioni dei promotori, l’area esterna dovrà funzionare come prosecuzione del museo, integrando il fronte sul fiume con le attività rivolte a pubblico e scuole.
Un tassello nel cammino verso il 2027
Nelle dichiarazioni diffuse per l’inaugurazione, Serena Mizzan ha collocato ImmaginAria nel percorso di crescita del museo pordenonese, che negli anni ha continuato a rinnovare contenuti e modalità di visita. Il nuovo spazio immerso nel verde, ha sottolineato, offre anche un’occasione in più per fermarsi, osservare e sperimentare.
Mario Anzil ha collegato il progetto al cammino verso Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, indicandolo come un investimento capace di tenere insieme paesaggio, architettura e accesso pubblico. Tropeano ha invece richiamato il valore educativo dell’intervento per le scuole del territorio, con attività che si spostano fisicamente all’esterno e utilizzano il contesto del Noncello come parte dell’apprendimento.
Per l’area di Torre si tratta dunque di un’aggiunta concreta: una porzione di museo in più, all’aperto, già disponibile secondo il calendario comunicato e destinata a rafforzare il legame tra divulgazione scientifica e paesaggio urbano di Pordenone.