Tolmezzo, studenti al centro della giornata della memoria: al Candoni il Premio Sussidiarietà per i 50 anni dal terremoto
L’avvio dell’anno scolastico si intreccia con il ricordo del 1976: premiati Protezione civile, Vigili del fuoco e Alpini.
A Tolmezzo il ritorno tra i banchi ha assunto quest’anno un significato che va oltre l’inizio delle lezioni. Al teatro Candoni, infatti, la prima giornata di scuola è stata collegata al percorso di ricordo del terremoto del 1976, con la consegna del Premio Sussidiarietà davanti a studenti, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni.
La scelta della data non è stata casuale. L’obiettivo dichiarato è stato quello di affidare ai più giovani una parte essenziale della memoria friulana: non soltanto il ricordo del sisma, ma anche ciò che la ricostruzione ha rappresentato per il territorio, in termini di collaborazione, responsabilità condivisa e capacità di rimettersi in piedi.
Ad aprire la cerimonia è stato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, mentre la conclusione è stata affidata all’assessore regionale alla Salute e Politiche sociali con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi. In sala, accanto agli studenti, anche sindaci e autorità, in un appuntamento pensato come momento pubblico di trasmissione civile.
Un riconoscimento ai protagonisti dell’aiuto
Nel corso dell’iniziativa sono stati chiamati sul palco alcuni dei soggetti indicati come simbolo dell’impegno verso le comunità e le persone più fragili. Il Premio Sussidiarietà è stato assegnato alla Protezione civile, con il capo Dipartimento Fabio Ciciliano, ai Vigili del fuoco e all’Associazione nazionale Alpini guidata dal presidente Sebastiano Favero.
Il senso del riconoscimento, nelle parole richiamate durante la mattinata, è quello di valorizzare chi opera concretamente nell’assistenza e nelle emergenze, assumendo compiti delicati e spesso gravosi. Un tributo che si inserisce nel quadro delle iniziative dedicate al cinquantesimo anniversario del sisma friulano.
Riccardi ha rivolto un ringraziamento anche alla Fondazione per la Sussidiarietà e al presidente Giorgio Vittadini, sottolineando il contributo di quanti lavorano nei soccorsi e nei servizi di supporto alla popolazione. Un lavoro che, è stato evidenziato, richiede preparazione, disponibilità e anche una forte assunzione di responsabilità personale.
La lezione consegnata alle nuove generazioni
Il passaggio più marcato della giornata ha riguardato proprio il rapporto tra memoria e scuola. L’assessore regionale ha spiegato che l’appuntamento non voleva ridursi a una semplice commemorazione, ma diventare un’occasione di crescita collettiva, utile a far comprendere ai ragazzi come il Friuli abbia reagito dopo il terremoto.
Nel suo intervento ha ricordato che le iniziative legate all’anniversario sono state costruite nel rispetto delle vittime e di chi partecipò in prima persona alla fase della ricostruzione. Da qui l’idea di trasformare il racconto di quei mesi e di quegli anni in uno strumento per leggere anche le sfide del presente.
Riccardi ha inoltre richiamato il tema delle regole e delle procedure, osservando la necessità di adeguarle ai rischi che cambiano e alla crescente richiesta di sicurezza da parte dei cittadini. Un sistema troppo rigido, è il ragionamento espresso, può rallentare l’azione del volontariato e delle strutture di soccorso proprio quando servono rapidità ed efficacia.
La mattinata di Tolmezzo ha così unito il ricordo del 1976 e il valore concreto dell’impegno civico. Nel teatro Candoni, pieno di ragazzi e amministratori, il messaggio finale è stato netto: cooperazione, mutualismo e sussidiarietà non appartengono solo alla storia del Friuli, ma restano riferimenti attuali da trasmettere a chi oggi inizia il proprio percorso scolastico e domani sarà parte della comunità.