A Tolmezzo il Premio Sussidiarietà va a chi ha costruito il modello Friuli dell’emergenza
Riconoscimento a Protezione civile, Vigili del fuoco e Alpini nell’anno che ricorda il sisma del 1976, davanti a istituzioni, sindaci e studenti.
Tolmezzo ha ospitato una cerimonia dal forte valore civile per il Friuli: il Premio Sussidiarietà 2026 è stato consegnato a Protezione civile, Dipartimento dei Vigili del fuoco e Associazione nazionale Alpini, realtà considerate un punto di riferimento nella risposta alle emergenze e nella capacità di tenere insieme istituzioni e comunità.
La scelta della cittadina carnica non è stata casuale. In un anno segnato dal ricordo del terremoto del 1976, il riconoscimento ha richiamato una delle pagine più profonde della storia regionale, quella della ricostruzione nata dall’impegno diretto delle persone, dei volontari e degli enti locali.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale alla Salute e alla Protezione civile Riccardo Riccardi, insieme a numerosi amministratori del territorio. In sala anche gli studenti delle scuole superiori di Tolmezzo, presenti proprio nella giornata di avvio dell’anno scolastico.
Un premio che parla alla memoria del Friuli
Nel suo intervento, Fedriga ha legato il significato del riconoscimento alla reazione che il Friuli seppe esprimere dopo il sisma. Il presidente ha sottolineato come da quella prova durissima sia emerso un modo di affrontare le crisi basato su responsabilità diffusa, partecipazione popolare e capacità organizzativa, diventato poi un esempio anche oltre i confini regionali.
Il governatore ha inoltre ringraziato la Fondazione Sussidiarietà per aver scelto Tolmezzo come sede dell’appuntamento, evidenziando la portata simbolica del luogo. Ha ricordato anche che si tratta del secondo conferimento nella storia della Fondazione, dopo quello attribuito al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
A margine dell’iniziativa, Fedriga ha richiamato anche il lavoro in corso sul piano normativo per offrire maggiori tutele alla responsabilità dei volontari, con l’obiettivo di permettere alla Protezione civile di continuare a operare con efficacia e di rafforzare un patrimonio di competenze utile all’intero Paese.
La platea, i messaggi del Governo e i protagonisti sul palco
Ad aprire l’evento è stato il sindaco di Tolmezzo Roberto Vicentini, che ha espresso un ringraziamento a Regione, istituzioni e volontariato per il contributo assicurato durante le recenti emergenze legate agli incendi di agosto, tema particolarmente sentito anche in area montana.
Nel corso della mattinata sono arrivati anche i contributi del Governo, con un messaggio del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e con il videomessaggio del ministro per le Politiche del mare e la Protezione civile Nello Musumeci.
Le motivazioni del premio sono state presentate da Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà. A ritirare il riconoscimento sono stati Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione civile, Sebastiano Favero, presidente nazionale Ana, e Luigi Giudice, direttore dei Vigili del fuoco del Friuli Venezia Giulia e dirigente del Corpo nazionale.
Il messaggio emerso da Tolmezzo
Nel suo intervento, Vittadini ha insistito sulla necessità di una collaborazione concreta tra livelli istituzionali diversi e tra pubblico e privato, indicando nella sussidiarietà un criterio utile per affrontare le sfide del presente. Il richiamo è stato quello a un’azione comune orientata al bene collettivo, senza contrapposizioni sterili.
Un passaggio è stato dedicato anche ai giovani, indicati come presenza da coinvolgere davvero nella vita della comunità. La presenza degli studenti tolmezzini in sala ha dato un peso ulteriore a questo messaggio, collegando la memoria del terremoto e della ricostruzione alle generazioni che oggi raccolgono quell’eredità civile.
Per il Friuli, e in particolare per una località simbolica come Tolmezzo, la consegna del premio ha così assunto un significato che va oltre il momento celebrativo: riconoscere chi interviene nelle emergenze significa anche ribadire il valore di una cultura della solidarietà che qui affonda le sue radici nella storia recente del territorio.