Tolmezzo mette al centro le erbe di montagna: al Museo Gortani una serata tra musica botanica e sapori carnici
Venerdì 23 ottobre parte a Tolmezzo la XIII edizione de “Il Filo dei Sapori”: posti limitati per l’anteprima tra performance vegetale, assaggi e mostra tematica.
Prima del fine settimana dedicato a “Il Filo dei Sapori”, Tolmezzo propone un’anteprima che unisce ricerca artistica, tradizione alimentare e patrimonio locale. Venerdì 23 ottobre, negli spazi del Museo carnico delle Arti popolari “Michele Gortani”, la rassegna aprirà infatti con “Radicanti. Musica botanica e piatti amati”, appuntamento pensato per introdurre il tema scelto per questa edizione: il mondo delle erbe spontanee, officinali e alimurgiche.
La manifestazione, arrivata al tredicesimo anno, è promossa dalla Comunità di montagna della Carnia e tornerà poi nel vivo sabato 24 e domenica 25 ottobre a Tolmezzo, con un programma dedicato all’agricoltura di montagna e alle produzioni tipiche del territorio regionale.
Una partenza fuori dagli schemi per la rassegna carnica
L’apertura è affidata a una proposta insolita: un concerto costruito a partire dalle reazioni delle piante vive. Dalle 18.30 la serata prenderà forma con l’esibizione della Plants Play Orchestra, guidata da Edoardo Taori, musicista e ideatore del progetto.
Il funzionamento della performance è basato su sensori applicati alle foglie, capaci di rilevare variazioni elettrofisiologiche e trasformarle in suoni in tempo reale. Ne nascerà una composizione non predefinita, modellata dall’ambiente, dagli stimoli e anche dalla presenza del pubblico nelle sale del museo.
Assaggi tematici e percorso espositivo
Dopo la parte musicale, la serata proseguirà con una degustazione in piedi, sviluppata attorno agli ingredienti che richiamano il tema della rassegna. In tavola arriveranno preparazioni con erbe, radici e tartufi del territorio, realizzate dai cuochi, dai produttori della rete gustoCarnia e dagli studenti dell’Istituto Paschini-Linussio.
Chi parteciperà potrà anche visitare la mostra “Storie di erbe: un cammino tra magia, miti, focolare e credenze”, allestita negli spazi del museo. Il percorso racconta saperi, usi quotidiani e tradizioni popolari legati alle piante in Carnia, offrendo così un ulteriore livello di lettura all’evento inaugurale.
Gli altri appuntamenti in programma a Tolmezzo
Il calendario del weekend prevede anche altre occasioni di approfondimento. Sabato 24 ottobre, alle 15, è in programma una visita guidata alla mostra con Maria Nives Granzotti, su prenotazione tramite il Museo Gortani.
Domenica 25 ottobre alle 11 spazio invece ai profumi e ai sapori dell’alta montagna, con una degustazione guidata di mieli delle Alpi FVG e tisane dell’azienda agricola Natur Preiths di Sauris. A condurre l’incontro sarà Maria Luisa Zoratti, esperta in analisi sensoriale del miele e referente del presidio Slow Food dei mieli di alta montagna e del miele di Barena della Laguna veneta.
Per tutta la durata della manifestazione, l’accesso al museo e alla mostra sarà proposto con tariffa ridotta di 7 euro.
Prenotazione necessaria per la serata inaugurale
L’appuntamento del 23 ottobre è a numero chiuso, quindi la partecipazione richiede la prenotazione anticipata. Si tratta di una scelta legata alla capienza degli spazi e alla natura stessa dell’esperienza, costruita per un pubblico limitato.
“Il Filo dei Sapori” nasce nel 2014 da un’iniziativa della Comunità di montagna della Carnia e punta a valorizzare il lavoro agricolo come elemento di tutela e promozione del territorio. L’edizione 2026 è realizzata in convenzione con la Città di Tolmezzo, con il sostegno di PromoTurismo FVG e della Camera di Commercio Pordenone-Udine, insieme alla collaborazione di diversi soggetti del territorio, tra cui Confcommercio Udine, Cooperativa Cramars, Museo carnico, Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia, Cooperativa Malghesi della Carnia e Val Canale e APS Gruppo Shanghai.
Per Tolmezzo sarà quindi un avvio di rassegna che intreccia identità locale e sperimentazione, con il museo trasformato per una sera in punto d’incontro tra cultura materiale, paesaggio vegetale e cucina della Carnia.