Territorio del Friuli Venezia Giulia, via libera alla nuova variante regionale: parte il confronto pubblico

Adottato dalla Giunta il nuovo quadro di pianificazione: spazio a osservazioni e contributi ambientali, con focus su recupero urbano e tutela del suolo.

A cura di Web Team Web Team
30 ottobre 2026 16:48
Territorio del Friuli Venezia Giulia, via libera alla nuova variante regionale: parte il confronto pubblico -
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Si apre una fase che riguarda da vicino Comuni, professionisti, categorie economiche e cittadini del Friuli Venezia Giulia: la Giunta regionale ha adottato la Variante al Piano di governo del territorio, passaggio che mette ora in moto la consultazione pubblica sul nuovo strumento di pianificazione.

La documentazione sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione e resa disponibile anche attraverso i canali istituzionali. Da quel momento decorreranno i termini per presentare i contributi: 45 giorni per gli aspetti legati alla Valutazione ambientale strategica e 60 giorni per osservazioni e opposizioni relative alla Variante.

Una cornice nuova per città, paesi e aree rurali

Il provvedimento punta a ridisegnare l'impostazione della pianificazione regionale, con l'obiettivo di aggiornare strumenti ormai datati e costruire un quadro più coerente con le trasformazioni del territorio friulano e giuliano.

L'assessore regionale a Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, ha spiegato che il nuovo impianto consente di superare il vecchio Piano urbanistico regionale del 1978 e il Pgt del 2013, rimasto senza applicazione concreta. L'adozione della Variante si affianca infatti al percorso della nuova legge urbanistica regionale 11/2026, indicata come base per ripensare in modo organico insediamenti, servizi e sviluppo territoriale.

Rigenerazione urbana al centro

Tra gli assi principali della Variante c'è il recupero dell'esistente. La Regione indica nella rigenerazione urbana una delle leve decisive per evitare ulteriore consumo di suolo e per restituire funzione a edifici e spazi già presenti, sia nei centri maggiori sia nei contesti più piccoli.

In questo quadro rientra anche il tema delle aree dismesse, comprese quelle di origine militare, considerate una risorsa da rimettere in circolo attraverso programmi di riuso e riqualificazione che potranno poi essere sviluppati dai Comuni e dagli altri soggetti coinvolti.

Più attenzione allo spazio agricolo e alle vocazioni diffuse

La Variante introduce anche un'impostazione diversa nei confronti del territorio agricolo. Non più semplice spazio residuale, ma componente con caratteristiche proprie, da leggere e classificare in maniera più precisa all'interno della pianificazione regionale.

Secondo l'assessore Amirante, il Piano vuole inoltre allargare le opportunità di crescita turistica, superando schemi rigidi legati a poche aree considerate vocate in esclusiva. L'idea è favorire occasioni più diffuse, valorizzando le differenti identità del Friuli Venezia Giulia, dalla montagna alle campagne fino ai centri urbani.

Il percorso già svolto e i prossimi passaggi

Prima dell'adozione, il progetto è stato costruito attraverso un confronto avviato nei primi mesi del 2026 e proseguito fino all'estate, con il coinvolgimento di amministrazioni, enti territoriali, università, ordini professionali, associazioni e rappresentanze economiche. In totale si sono tenuti 23 incontri dedicati ai contenuti della Variante.

Il testo aveva già avuto un primo passaggio in Giunta il 31 luglio 2026, per poi ottenere i pareri favorevoli della IV Commissione consiliare permanente e del Consiglio delle Autonomie locali. Parallelamente è andata avanti la procedura ambientale, comprensiva della valutazione di incidenza e delle consultazioni con i soggetti competenti.

Nell'iter è rientrata anche la consultazione transfrontaliera, senza adesioni da parte di Austria e Slovenia. Adesso il percorso entra nella sua fase più aperta al contributo pubblico: osservazioni, valutazioni e proposte serviranno a definire il testo finale di uno strumento destinato a incidere sulle scelte future del territorio regionale.

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