Temporale sulle Giulie, doppio recupero in parete sopra Tarvisio
Intervento serale dell’elisoccorso tra Bivacco Gorizia e Cima Piccola della Scala: due alpiniste slovene portate fuori dalla montagna in due rotazioni
Il peggioramento del tempo ha trasformato una salita nelle Alpi Giulie in un intervento complesso di soccorso sopra Tarvisio. Due alpiniste slovene, entrambe giovani, sono state raggiunte e recuperate in serata mentre si trovavano bloccate in parete nel gruppo di Riobianco.
L’operazione si è sviluppata nell’arco di circa due ore, tra le 19.20 e le 21.20, in un’area vicina al Bivacco Gorizia. La macchina dei soccorsi è stata attivata dalla Sores, con il coinvolgimento della stazione di Cave del Soccorso Alpino, della Guardia di Finanza e dell’elisoccorso regionale.
Il contatto con il 112 e la posizione da ricostruire
Le due rocciatrici erano riuscite a chiamare il Nue112, ma la conversazione si è interrotta prima di chiarire fino in fondo dove si trovassero e in quali condizioni fossero. Un dettaglio che ha reso più delicata la fase iniziale dell’intervento, perché i soccorritori hanno dovuto prima restringere con precisione l’area in cui cercarle.
Per questo il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino è stato calato in zona Bivacco Gorizia. In un primo momento, però, lì non c’era traccia delle due donne. Solo poco dopo, grazie ai richiami arrivati dalla parete, è stato possibile individuare il punto corretto, sulla Cima Piccola della Scala.
Bloccate sulla Piemontese Ive a quota 2 mila metri
Le due alpiniste si trovavano nella parte alta della via Piemontese Ive, attorno ai 2.000 metri, quando il temporale ha reso impraticabile la prosecuzione in sicurezza. Alla difficoltà legata alla posizione si è aggiunto anche il dolore a un ginocchio accusato da una delle due.
A quel punto il recupero è stato ripensato direttamente sulla roccia, con manovre tecniche al verricello. Una scelta necessaria per portarle fuori dalla parete senza allungare ulteriormente i tempi in un contesto meteo sfavorevole.
Due rotazioni dell’elicottero per completare il salvataggio
La prima a essere raggiunta è stata la rocciatrice che si trovava più in basso. Il tecnico è stato posato a pochi metri da lei e insieme sono stati issati a bordo, per poi essere trasferiti al campo base di Cave del Predil.
L’elicottero è quindi tornato sulla montagna per la seconda compagna di cordata, rimasta più in alto, in cresta. Anche questo secondo passaggio si è concluso con il recupero al verricello, ma la donna è stata accompagnata a Campoformido per esigenze operative, separando così temporaneamente le due alpiniste.
Secondo il programma iniziale, entrambe avrebbero dovuto fermarsi per la notte al Bivacco Gorizia. Il cambio improvviso delle condizioni atmosferiche ha invece imposto l’attivazione dell’emergenza e un intervento rapido prima del buio.
Un’altra serata impegnativa per il soccorso in montagna friulano
L’episodio si inserisce in una fase di lavoro intenso per i soccorritori della montagna friulana. Nello stesso gruppo di Riobianco, nei giorni scorsi, era già stato effettuato un altro recupero di un alpinista sloveno dopo una caduta in parete.
Nel pomeriggio, inoltre, il Soccorso Alpino del Friuli era stato impegnato anche in altri interventi tra Chiusaforte e Forni Avoltri. Un quadro che conferma quanto, sulle montagne della regione, basti poco perché un itinerario programmato richieda un supporto specialistico, soprattutto quando il meteo cambia all’improvviso.
Fact Check
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Verificato il: 20 giugno 2026